|
Stralci dal "Prospetto informativo relativo all'ammissione
a quotazione ed all'offerta pubblica di vendita e sottoscrizione
delle azioni ordinarie".
" Tiscali " è una società di recente costituzione
(risalente al 1997), che ha iniziato a svolgere la propria attività
imprenditoriale alla fine del primo trimestre 1998. Nel valutare
le prospettive della Società, gli investitori possono quindi
fare affidamento solo su informazioni finanziarie relative ad
un breve arco di tempo. La Società non ha ancora iniziato
a generare utili né flussi di cassa netti positivi. Nell'esercizio
fiscale 1998 ed al primo semestre 1999, le perdite ammontavano
rispettivamente a Lire 2.753 e 2.495 milioni. La Società
ritiene che, pur in presenza di un rilevante incremento dei ricavi
rispetto al primo semestre 1999, il risultato netto dell'esercizio
in corso sarà negativo. La perdita prevista potrebbe essere
anche superiore a quella dell'esercizio chiuso al 31 dicembre
1998, ma comunque inferiore in termini percentuali sul fatturato.
Non è possibile garantire che in futuro la Società
raggiunga la redditività o un flusso di cassa netto positivo.
I moltiplicatori dell'utile e del cash flow , calcolati dividendo
il Prezzo Minimo ed il Prezzo Massimo dell'Offerta Globale
rispettivamente per il risultato economico per azione ed il cash
flow per azione al 31 dicembre 1998, sono negativi
in considerazione del fatto che, nell'esercizio in questione,
la Società era in fase di start-up. Il moltiplicatore del
patrimonio netto, calcolato dividendo il Prezzo Minimo ed il
Prezzo Massimo dell'Offerta Globale per il patrimonio netto per
azione, risulta particolarmente elevato in quanto non tiene
conto degli effetti dell'aumento di capitale relativo all'Offerta
Globale. I moltiplicatori utilizzati per la valutazione
di società comparabili a Tiscali sono usualmente il moltiplicatore
degli abbonati ed il moltiplicatore dei ricavi previsti
per gli esercizi futuri" .Ed ancora:"In particolare, la
valutazione di Tiscali è stata effettuata facendo ricorso
al criterio dei multipli di mercato (multipli dei ricavi e multipli
degli abbonati) quale metodologia principale ed al criterio dei
flussi di cassa attualizzati (DCF) quale metodologia di
controllo. La minore rilevanza del criterio dei flussi di cassa
attualizzati rispetto a quello dei multipli di mercato
è sostanzialmente imputabile all'estrema volatilità
dei risultati in un settore ad elevato tasso di crescita, alla
recente storia operativa della Società ed alla recente
storia borsistica del settore in cui essa opera" .Per gli
"esperti" - "molto esperti" - il testo relativo
alla "valutazione" deve apparire estremamente chiaro. Non
può però dirsi altrettanto chiaro, purtroppo, per
i potenziali investitori ai quali è indirizzato ed ai quali
se ne "raccomanda" la lettura.
Non è agevole, infatti, per un "non addetto ai lavori"
capire perché, dopo aver scritto che "non è possibile
garantire che in futuro la Società raggiunga redditività
o un flusso di cassa positiva", la valutazione di Tiscali
viene effettuata e "si fonda" su "multipli di abbonamenti"
(e cioè su ricavi futuri e presunti) disattendendo
totalmente il risultato economico della gestione.Un potenziale
investitore, apprende dal "Prospetto informativo" che il
"Patrimonio netto" della Tiscali S.p.A. al 30.06.99 ammontava
a 3.719 mil. e che nel semestre la Società ha registrato
un "Risultato netto" negativo per 2.495 mil. (15% c.ca
sui Ricavi Netti di 15.865 mil.).Dopo di ciò l'investitore
si chiede - e non riesce a capire - come e perché le azioni
verranno collocate ad un prezzo compreso fra L. 73.500 e L. 89.000
cad. per cui la Società sarà venduta in Borsa fra
i 1.200 et i 1.400 miliardi.Le spiegazioni fornite sui metodi
adottati per definire "il valore" delle azioni oggetto
dell'OPVS appaiono, infatti, bisogna convenirne, il risultato
di astratte teorizzazioni.
Sotto questa angolazione sembra del tutto condivisibile quanto
ha scritto Vittorio Malagutti sul "Corriere della Sera"
del 16 u.s.: "Tiscali è la classica "Internet stock"
che non vale ciò che vale, ma quello che si spera
potrà valere nel giro di qualche anno".Chi, invece
di investire "in speranze" realizza "certezze" è
certamente "l'azionista venditore" . Renato Soru
, 47 anni, Presidente ed Amministratore Delegato di Tiscali.Renato
Soru "cede" infatti (a quei prezzi!) 440.000 azioni. Renato
Soru incassa alcune decine di miliardi, ma conserva ugualmente
e saldamente il controllo della Società con un possesso
superiore al 60% del capitale.Renato Soru, fondatore ed anima
della Tiscali dopo un paio di anni di attività comincia
a chiudere - come suol dirsi - il "fieno in cascina".Renato
Soru dunque "incassa quattrini" e "cede speranze"
.C'è da augurarsi che non deluda !
|