(Ottobre/1999)
Tiscali S.p.A.
"speranze" e "certezze"

Stralci dal "Prospetto informativo relativo all'ammissione a quotazione ed all'offerta pubblica di vendita e sottoscrizione delle azioni ordinarie". 
" Tiscali " è una società di recente costituzione (risalente al 1997), che ha iniziato a svolgere la propria attività imprenditoriale alla fine del primo trimestre 1998. Nel valutare le prospettive della Società, gli investitori possono quindi fare affidamento solo su informazioni finanziarie relative ad un breve arco di tempo. La Società non ha ancora iniziato a generare utili né flussi di cassa netti positivi. Nell'esercizio fiscale 1998 ed al primo semestre 1999, le perdite ammontavano rispettivamente a Lire 2.753 e 2.495 milioni. La Società ritiene che, pur in presenza di un rilevante incremento dei ricavi rispetto al primo semestre 1999, il risultato netto dell'esercizio in corso sarà negativo. La perdita prevista potrebbe essere anche superiore a quella dell'esercizio chiuso al 31 dicembre 1998, ma comunque inferiore in termini percentuali sul fatturato. Non è possibile garantire che in futuro la Società raggiunga la redditività o un flusso di cassa netto positivo. I moltiplicatori dell'utile e del cash flow , calcolati dividendo il Prezzo Minimo ed il Prezzo Massimo dell'Offerta Globale rispettivamente per il risultato economico per azione ed il cash flow per azione al 31 dicembre 1998, sono negativi in considerazione del fatto che, nell'esercizio in questione, la Società era in fase di start-up. Il moltiplicatore del patrimonio netto, calcolato dividendo il Prezzo Minimo ed il Prezzo Massimo dell'Offerta Globale per il patrimonio netto per azione, risulta particolarmente elevato in quanto non tiene conto degli effetti dell'aumento di capitale relativo all'Offerta Globale. I moltiplicatori utilizzati per la valutazione di società comparabili a Tiscali sono usualmente il moltiplicatore degli abbonati ed il moltiplicatore dei ricavi previsti per gli esercizi futuri" .Ed ancora:"In particolare, la valutazione di Tiscali è stata effettuata facendo ricorso al criterio dei multipli di mercato (multipli dei ricavi e multipli degli abbonati) quale metodologia principale ed al criterio dei flussi di cassa attualizzati (DCF) quale metodologia di controllo. La minore rilevanza del criterio dei flussi di cassa attualizzati rispetto a quello dei multipli di mercato è sostanzialmente imputabile all'estrema volatilità dei risultati in un settore ad elevato tasso di crescita, alla recente storia operativa della Società ed alla recente storia borsistica del settore in cui essa opera" .Per gli "esperti" - "molto esperti" - il testo relativo alla "valutazione" deve apparire estremamente chiaro. Non può però dirsi altrettanto chiaro, purtroppo, per i potenziali investitori ai quali è indirizzato ed ai quali se ne "raccomanda" la lettura. 
Non è agevole, infatti, per un "non addetto ai lavori" capire perché, dopo aver scritto che "non è possibile garantire che in futuro la Società raggiunga redditività o un flusso di cassa positiva", la valutazione di Tiscali viene effettuata e "si fonda" su "multipli di abbonamenti" (e cioè su ricavi futuri e presunti) disattendendo totalmente il risultato economico della gestione.Un potenziale investitore, apprende dal "Prospetto informativo" che il  "Patrimonio netto" della Tiscali S.p.A. al 30.06.99 ammontava a 3.719 mil. e che nel semestre la Società ha registrato un "Risultato netto" negativo per 2.495 mil. (15% c.ca sui Ricavi Netti di 15.865 mil.).Dopo di ciò l'investitore si chiede - e non riesce a capire - come e perché le azioni verranno collocate ad un prezzo compreso fra L. 73.500 e L. 89.000 cad. per cui la Società sarà venduta in Borsa fra i 1.200 et i 1.400 miliardi.Le spiegazioni fornite sui metodi adottati per definire "il valore" delle azioni oggetto dell'OPVS appaiono, infatti, bisogna convenirne, il risultato di astratte teorizzazioni.  
Sotto questa angolazione sembra del tutto condivisibile quanto ha scritto Vittorio Malagutti sul "Corriere della Sera" del 16 u.s.: "Tiscali è la classica "Internet stock" che non vale ciò che vale, ma quello che si spera potrà valere nel giro di qualche anno".Chi, invece di investire "in speranze" realizza "certezze" è certamente "l'azionista venditore" . Renato Soru , 47 anni, Presidente ed Amministratore Delegato di Tiscali.Renato Soru "cede" infatti (a quei prezzi!) 440.000 azioni. Renato Soru incassa alcune decine di miliardi, ma conserva ugualmente e saldamente il controllo della Società con un possesso superiore al 60% del capitale.Renato Soru, fondatore ed anima della Tiscali dopo un paio di anni di attività comincia a chiudere - come suol dirsi - il "fieno in cascina".Renato Soru dunque "incassa quattrini" e "cede speranze" .C'è da augurarsi che non deluda !