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Pieve di Cadore (ridente cittadina del bellunese: 4128 abitanti)
è il "cuore" del distretto dell'occhialeria. Vive
attualmente con crescente, comprensibile, preoccupazione una crisi
che coinvolge almeno il 30% delle 1200 imprese che operano nel
settore. Per fronteggiare la situazione - ed evitarne i contraccolpi
sul piano socio - economico - la Regione Veneta ha predisposto
un piano anticrisi che dovrebbe articolarsi con lo stanziamento
di 240 miliardi per favorire (e consentire) la riconversione ad
altra attività di quanti sono "travolti" dal crollo degli
ordinativi.Come ha precisato Vittorio Tabacchi - che nella
sua qualità di Presidente della Società ha diretto
l'assemblea della Safilo - il finanziamento sarebbe destinato
soprattutto ai "terzisti", alle aziende, cioè, prive
di qualunque collegamento con il mercato ed i consumatori.In questo
contesto negativo, la Safilo S.p.A. naviga controcorrente.Ha
chiuso in incremento i conti del primo quadrimestre del '99 e
prevede un bilancio di fine esercizio con significativi miglioramenti.Vittorio
Tabacchi ha voluto ricordare (e sottolineare) che la carta vincente
della Safilo è stata "la capacità di prevedere
l'andamento del mercato" e di essersi "coperta"
con il lancio di nuove collezioni particolarmente mirate. Queste
iniziative stanno incontrando un crescente favore, soprattutto
in Italia, con specifico beneficio per il bilancio della Capogruppo
che - a dire il vero - nel '98 è stato tutt'altro che "apprezzabile".I
ricavi 1998 della S.p.A., infatti, sono stati sugli stessi
livelli del '97.In merito si possono fare due annotazioni:- le
minori cessioni di vendite "a terzi" (- 10 mld) hanno trovato
compensazione in un pari importo di cessioni "a società
controllate" (+10 mld);- il decremento sui mercati esteri
è stato pareggiato da un positivo andamento in Italia.Anche
il saldo dell'" Utile ante-imposte " del '98 "fotocopia"
quello del '97 (31 mld).Note più positive possono
trarsi dal consolidato.Il commento sullo stesso, però,
non può esaurirsi nei saldi, ma dovrebbe derivare
da approfondimenti sui bilanci delle singole società
che hanno concorso a determinarlo. Mancano gli elementi per farlo.Il
Gruppo Safilo fonda molto del proprio fatturato su accordi con
"griffe": da Valentino a Gucci , da Max
Mara a Ferrè , tanto per citarne alcune.Il marchio
" Carrera ",che caratterizza sul mercato la produzione
Safilo, viene a sua volta "concesso" ad imprese che possono
beneficiarne nella commercializzazione dei propri listini.Una
serie di accordi impegna dunque il top - management. Da un lato
il "lancio" di nuove collezioni (collegate a nuovi abbinamenti)
è una leva primaria per "tenere" il mercato; dall'altro
la concessione del marchio Carrera produce significativi
ricavi tramite le conseguenti Royalties.Questa strategia, del
resto, è la stessa seguita dai principali concorrenti.
Molte delle collezioni della SAFILO sono, quindi, strettamente
correlate al mondo della moda: vi ineriscono e ne sono parte.È
anche una moda, del resto, la spinta all'emulazione di un "prototipo":
in questo filone si colloca la sponsorizzazione di personaggi
vincenti che caratterizza il marketing della società
ed assorbe parte rilevante del budget pubblicitario. Un esempio
? Vasco Rossi indossa occhiali prodotti dalla Safilo e
molti suoi fans fanno altrettanto.Se una riserva può avanzarsi
sulle politiche e sulle strategie della Safilo è che appaiono
fin troppo legate alla "moda" ed alle "mode".In
merito l'esperienza americana della Fila può, e
deve, essere oggetto di meditazione.I risultati del primo quadrimestre
inducono a valutare con ragionevole fiducia la gestione del '99,
anche se non si possono disattendere le repentine oscillazioni
(in negativo) della domanda dei consumatori.Vittorio e Giuliano
Tabacchi controllano la Safilo tramite la Fimit S.p.A.
.Conoscono a fondo il settore e la loro azienda. C'è da
presumere che saprebbero mettere a fuoco tempestivamente i provvedimenti
necessari. Per questo non abbisognano di lenti: ...............né
"di ingrandimento", né tantomeno "da sole".
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