(Maggio/1999)
Safilo S.p.A.
......la "moda" e le "mode"

Pieve di Cadore (ridente cittadina del bellunese: 4128 abitanti) è il "cuore" del distretto dell'occhialeria. Vive attualmente con crescente, comprensibile, preoccupazione una crisi che coinvolge almeno il 30% delle 1200 imprese che operano nel settore. Per fronteggiare la situazione - ed evitarne i contraccolpi sul piano socio - economico - la Regione Veneta ha predisposto un piano anticrisi che dovrebbe articolarsi con lo stanziamento di 240 miliardi per favorire (e consentire) la riconversione ad altra attività di quanti sono "travolti" dal crollo degli ordinativi.Come ha precisato Vittorio Tabacchi - che nella sua qualità di Presidente della Società ha diretto l'assemblea della Safilo - il finanziamento sarebbe destinato soprattutto ai "terzisti", alle aziende, cioè, prive di qualunque collegamento con il mercato ed i consumatori.In questo contesto negativo, la Safilo S.p.A. naviga controcorrente.Ha chiuso in incremento i conti del primo quadrimestre del '99 e prevede un bilancio di fine esercizio con significativi miglioramenti.Vittorio Tabacchi ha voluto ricordare (e sottolineare) che la carta vincente della Safilo è stata "la capacità di prevedere l'andamento del mercato" e di essersi "coperta" con il lancio di nuove collezioni particolarmente mirate. Queste iniziative stanno incontrando un crescente favore, soprattutto in Italia, con specifico beneficio per il bilancio della Capogruppo che - a dire il vero - nel '98 è stato tutt'altro che "apprezzabile".I ricavi 1998 della S.p.A., infatti,  sono stati sugli stessi livelli del '97.In merito si possono fare due annotazioni:- le minori cessioni di vendite "a terzi" (- 10 mld) hanno trovato compensazione in un pari importo di cessioni "a società controllate" (+10 mld);- il decremento sui mercati esteri è stato pareggiato da un positivo andamento in Italia.Anche il saldo dell'" Utile ante-imposte " del '98 "fotocopia" quello del '97  (31 mld).Note più positive possono trarsi dal consolidato.Il commento sullo stesso, però, non può esaurirsi nei saldi, ma dovrebbe  derivare da  approfondimenti sui bilanci delle singole società che hanno concorso a determinarlo. Mancano gli elementi per farlo.Il Gruppo Safilo fonda molto del proprio fatturato su accordi con "griffe": da Valentino a Gucci , da Max Mara a Ferrè , tanto per citarne alcune.Il marchio " Carrera ",che caratterizza sul mercato la produzione Safilo, viene a sua volta "concesso" ad imprese che possono beneficiarne nella commercializzazione dei propri listini.Una serie di accordi impegna dunque il top - management. Da un lato il "lancio" di nuove collezioni (collegate a nuovi abbinamenti) è una leva primaria per "tenere" il mercato; dall'altro la concessione del marchio Carrera produce significativi ricavi tramite le conseguenti Royalties.Questa strategia, del resto, è la stessa seguita dai principali concorrenti. Molte delle collezioni della SAFILO sono, quindi,  strettamente correlate al mondo della moda: vi ineriscono e ne sono parte.È anche una moda, del resto, la spinta all'emulazione di un "prototipo": in  questo filone si colloca la sponsorizzazione di personaggi vincenti che  caratterizza il marketing della società ed assorbe parte rilevante del budget pubblicitario. Un esempio ? Vasco Rossi indossa occhiali prodotti dalla Safilo e molti suoi fans fanno altrettanto.Se una riserva può avanzarsi sulle politiche e sulle strategie della Safilo è che appaiono fin troppo legate alla "moda" ed alle "mode".In merito l'esperienza americana della Fila può, e deve, essere oggetto di meditazione.I risultati del primo quadrimestre inducono a valutare con ragionevole fiducia la gestione del '99, anche se non si possono disattendere le repentine oscillazioni (in negativo) della domanda dei consumatori.Vittorio e Giuliano Tabacchi controllano la Safilo tramite la Fimit S.p.A. .Conoscono a fondo il settore e la loro azienda. C'è da presumere che saprebbero mettere a fuoco tempestivamente i provvedimenti necessari. Per questo non abbisognano di lenti: ...............né "di ingrandimento", né tantomeno "da sole".