(Dicembre/1998)
Recordati S.p.A.
Una quotazione di "facciata"

Nei primi di novembre, partecipando ad una iniziativa della Facoltà di Scienze dell'Università di Bologna, Arrigo Recordati, Vice Presidente di Farmindustria sottolineò che la "Recordati Industria Chimica e Farmaceutica S.p.A."  - di cui è Presidente ed Amministratore Delegato - è l'unica impresa farmaceutica italiana ad essere quotata in Borsa.Arrigo Recordati ci tiene ad evidenziare la quotazione in Borsa della "sua" Società, ma, in vero, sembra che per lui la presenza del titolo sul listino ufficiale sia più una operazione di "facciata" che non una realtà che, per essere tale, dovrebbe avere concreti contenuti.Su un totale di 868 nominativi, titolari di azioni ordinarie, 765 possiedono ciascuno meno di 5.000 azioni, con un totale di 1.032.000 titoli pari all'8,8% del capitale sociale. Il residuo 91,2% del capitale, quindi, è detenuto da un centinaio di azionisti. Fra questi ultimi figurano FIMEI S.p.A. (famiglia Recordati) con il 62% c.ca, NORFIN S.p.A. (Nicolò De Nora) con il 4% c.ca, Torre s.s. (famiglia Bollati) con il 6% c.ca. Questi tre, dunque, controllano saldamente la Società con un possesso superiore al 72%.La "concentrazione" di quote significative "in poche mani" e la frammentazione del restante in "partite" definibili "spezzature", ha come ovvia conseguenza una movimentazione  "asfittica" del titolo.L'attuale maggioranza sembra che non abbia interesse a promuovere un azionariato di minoranza attivo e partecipativo forse per le limitazioni che comporterebbe alla gestione attualmente molto "accentrata".Nel valutare la politica del Gruppo di controllo è emblematica la delibera che verrà assunta dall'assemblea del 19 p.v. in tema di "stock options".Questa delibera  conferirà al Consiglio "la facoltà di riservare gli aumenti di capitale a dipendenti della Società e/o delle società controllanti e/o controllate secondo modalità e criteri di interesse sociale stabiliti dal Consiglio di Amministrazione con ogni più ampio potere al riguardo".Molte Società in questi mesi hanno convocato e convocano assemblee per varare piani di incentivazione, tutte, però, hanno ritenuto di illustrarne limiti, termini e portata ai propri azionisti nella Relazione di presentazione.Il Consiglio della Recordati è invece estremamente "laconico":Si propone pure la modifica delle deleghe ex art.6 dello Statuto per consentire nei più ampi limiti ora ammessi, aumenti di capitale riservati a dipendenti a servizio di piani di stock options che il Consiglio ha in studio avanzato ed intende varare con celerità".Il Consiglio non specifica, pertanto, quali siano i contenuti di questi piani e soprattutto non ne indica il "tetto" ai fini degli aumenti di capitale: chiede e si auto approverà una delega in bianco.E' sconcertante, poi, l'estensione del "piano" anche a dipendenti delle Società "controllanti", in quanto queste sono - attualmente - la FIMEI S.p.A., la NORFIN S.p.A. e la TORRE s.s.: le società personali di Recordati, De Nora e Bollati.Recordati, De Nora e Bollati - azionisti di controllo e Consiglieri della S.p.A. - si conferiranno pertanto la facoltà di assegnare azioni della "Recordati S.p.A." a "dipendenti" delle loro società che, teoricamente, potrebbero essere loro stessi e/o loro familiari !Inutile aggiungere che la politica "centralistica" (per adottare una terminologia d'attualità) voluta dagli azionisti di controllo si evidenzia anche il vincolo del 3% di possesso azionario che, nell'assemblea del 19, verrà votato per la presentazione della lista di minoranza ai fini dell'elezione dei Sindaci. Nella Recordati, infatti, non ci sono "minoranze" in grado di "coagulare" il 3% !Con una gestione così fortemente "personalizzata" e con un flottante poco 
significativo è da chiedersi se non sarebbe opportuno che la Consob riesaminasse la posizione della Recordati, anche in relazione agli obblighi per l'OPA.