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E' doveroso riconoscere alla "Mediolanum", ed al suo "Amministratore
Delegato", Ennio Doris, una capacità di promozione
dell'Azienda e dell'immagine decisamente fuori dal comune per
efficacia ed intensità. Una ulteriore conferma - se fosse
stata necessaria - la si trova nella preparazione dei dati e nelle
risposte fornite al recente "road show" americano con la
stampa ed investitori negli USA. Tutte le informazioni, le cifre,
i traguardi di cui si è parlato hanno avuto come punto
di riferimento il "consolidato" di Gruppo. Certo è
importante conoscere l'andamento del "Gruppo" nel suo complesso.
Avere notizie aggiornate sull'attività delle singole società
che lo compongono e sulle loro prospettive. Nel conto economico
"consolidato", tuttavia, si compensano i pro ed i contro
delle varie componenti e l'analisi richiede, pertanto, approfondimenti
sui singoli andamenti e sui singoli bilanci. La stampa ha ripreso
e riferito che l'utile 98 del "consolidato" si prevede
in crescita del 20%. Può darsi. Stando, però, ai
numeri ufficiali, ( quelli della Semestrale )si rileva che la
differenza fra "valori e costi della produzione",
che al 30.6.97 ammontava a 63,7 mld, al 30.6.98 era scesa
a 31,0 mld con una flessione superiore al 50%. Questo
"crollo" del risultato della gestione caratteristica
è compensato tuttavia, da un sensibile incremento dei "
Proventi e oneri finanziari" (+78 mld) che consentono
un utile di periodo di 87 mld a fronte dei 59mld
del primo semestre 1997. Sulla base di queste cifre non si possono
trarre previsioni "entusiasmanti" sull'andamento del Gruppo
sotto il profilo operativo, così come non si possono smentire
ipotesi di sensibili ulteriori benefici dalla gestione finanziaria
che, però, e tutt'altra cosa.
Molto più deludente è il consuntivo semestrale della
Mediolanum SpA, e cioè la società quotata
in Borsa ai cui risultati devono far riferimento gli analisti
finanziari. In flessione il "valore della produzione",
in flessione la "differenza fra valore e costi della produzione".
In flessione vistosa " l'utile del Periodo" (1998: 18.3mld
- 1997: 64.5 mld). Il crollo, spiega la Relazione, è
da attribuirsi al fatto che "la distribuzione dei dividendi
da parte delle società controllate è stata deliberata
nel mese di luglio. Per queste ragioni non vi sono importi di
competenza nel periodo in esame". Gli Amministratori non
indicano quale è l'importo deliberato a luglio.Assumendo
che sia stato uguale a quello del 1997 (48 mld) il risultato
semestrale del 1998 " Prima delle imposte" risulterebbe ugualmente
inferiore a quello del 1997. Se da giugno al 30 novembre le gestioni
operative del Gruppo e della Capogruppo hanno subito una significativa
inversione di tendenza non potrà che far piacere a quanti
hanno creduto (e continuano a credere) nella Mediolanum.
Sarà soltanto il bilancio d'esercizio a documentarlo, consentendo
anche, con l'analisi delle diverse appostazioni, di individuarne
le causali. Di una Società, come di un Gruppo, nel bilancio
"l'essere" non sempre si identifica con "l'apparire".
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