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Il
1 dicembre si è tenuta a Milano l’assemblea della
Permasteelisa convocata dal Consiglio d’Amministrazione
su richiesta dell’azionista per deliberare in merito
all’annullamento delle azioni proprie detenute dalla
società, ovvero ben 1.986.456 azioni pari al 7% del
capitale che la Società ha in carico ad un valore di
quasi 24 milioni di Euro.
Nella relazione predisposta ai sensi di legge, il Cda nella
sezione “motivazioni della deliberazione e della
modifica statutaria proposta” in realtà
non v’è alcuna traccia del perché venga
proposta tale delibera, nè da parte del Cda nè
da parte del proponente, ovvero, degli azionisti International
Architecture SA e l’offerente Terre
Alte S.p.A.. Eppure una così importante delibera
avrebbe certamente meritato qualche considerazione in merito.
Limitarsi, infatti, a sottolineare che :"l’operazione
di annullamento sarà attuata senza alcuna variazione
del capitale sociale attraverso l’eliminazione del valore
nominale delle azioni e, quindi, attraverso un incremento
della teorica partita contabile” corrisponde a
dire certamente qualcosa di corretto dal punto di vista formale,
ma molto vago dal punto di vista sostanziale. Difficile, infatti,
comprendere il perché di una delibera che propone di
annullare azioni per le quali sono stati spesi 24 milioni,
soldi che di certo non rientreranno nelle casse della Società,
e che rappresentano il 7% del capitale. Che poi gli stessi
azionisti che hanno sottoposto la richiesta al Consiglio della
Società siano quelli che hanno manifestato l’intenzione
di lanciare un’Opa sulla Società e che, quindi,
a questo punto dovranno comprare il 7% in meno risparmiando
qualche decina di milioni, è probabilmente solo una
coincidenza. Di certo per altri azionisti sarebbe stato interessante
conoscere l’opinione del Consiglio in merito a questa
proposta, peccato che lo stesso, non essendo previsto dalla
legge, ma a onor del vero neanche proibito, hanno ritenuto
di non farlo nè nella relazione depositata e nemmeno,
seppur sollecitati, in assemblea. Un’occasione persa
da Davide Croff, Presidente della Società,
che si è limitato ad esporre il perchè quelle
azioni erano state acquistate, senza invece entrare nel merito
dell’annullamento, se questo rientrava o meno nell’interesse
della Società e di tutti i suoi azionisti. Peccato
perché se è pur vero che non è compito
del Consiglio consigliare, commentare quello certamente si,
forse non un obbligo di legge, ma morale, su questo non c'è
dubbio.
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