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(Dicembre/2009)
Permasteelisa S.p.A.
il Consiglio non consiglia


Il 1 dicembre si è tenuta a Milano l’assemblea della Permasteelisa convocata dal Consiglio d’Amministrazione su richiesta dell’azionista per deliberare in merito all’annullamento delle azioni proprie detenute dalla società, ovvero ben 1.986.456 azioni pari al 7% del capitale che la Società ha in carico ad un valore di quasi 24 milioni di Euro.

Nella relazione predisposta ai sensi di legge, il Cda nella sezione “motivazioni della deliberazione e della modifica statutaria proposta” in realtà non v’è alcuna traccia del perché venga proposta tale delibera, nè da parte del Cda nè da parte del proponente, ovvero, degli azionisti International Architecture SA e l’offerente Terre Alte S.p.A.. Eppure una così importante delibera avrebbe certamente meritato qualche considerazione in merito. Limitarsi, infatti, a sottolineare che :"l’operazione di annullamento sarà attuata senza alcuna variazione del capitale sociale attraverso l’eliminazione del valore nominale delle azioni e, quindi, attraverso un incremento della teorica partita contabile” corrisponde a dire certamente qualcosa di corretto dal punto di vista formale, ma molto vago dal punto di vista sostanziale. Difficile, infatti, comprendere il perché di una delibera che propone di annullare azioni per le quali sono stati spesi 24 milioni, soldi che di certo non rientreranno nelle casse della Società, e che rappresentano il 7% del capitale. Che poi gli stessi azionisti che hanno sottoposto la richiesta al Consiglio della Società siano quelli che hanno manifestato l’intenzione di lanciare un’Opa sulla Società e che, quindi, a questo punto dovranno comprare il 7% in meno risparmiando qualche decina di milioni, è probabilmente solo una coincidenza. Di certo per altri azionisti sarebbe stato interessante conoscere l’opinione del Consiglio in merito a questa proposta, peccato che lo stesso, non essendo previsto dalla legge, ma a onor del vero neanche proibito, hanno ritenuto di non farlo nè nella relazione depositata e nemmeno, seppur sollecitati, in assemblea. Un’occasione persa da Davide Croff, Presidente della Società, che si è limitato ad esporre il perchè quelle azioni erano state acquistate, senza invece entrare nel merito dell’annullamento, se questo rientrava o meno nell’interesse della Società e di tutti i suoi azionisti. Peccato perché se è pur vero che non è compito del Consiglio consigliare, commentare quello certamente si, forse non un obbligo di legge, ma morale, su questo non c'è dubbio.