Il
29 ottobre u.s. si è tenuta l'assemblea ordinaria degli
azionisti Luxottica Group S.p.A. che ha deliberato
sul seguente ordine del giorno:
1.
distribuzione
di dividendi
2.
autorizzazione all'acquisto e alla disposizione di azioni
proprie
3.
integrazione
del collegio sindacale.
Durante
l'assemblea di Bilancio del 29 aprile u.s. l'AD Andrea
Guerra ha illustrato alcuni significativi dati economici
raggiunti nonostante le difficoltà economiche dovute
al delicato contesto economico quali:
-
il fatturato cresciuto di circa il 5%;
-
la redditività sociale " salvaguardata"
con un utile netto di circa 400 mln di euro;
- un
free cash flow di circa 300 mln;
- il
capitale circolante "gestito con estrema cautela
ed efficacia";
- il
debito tenuto sotto controllo con il raggiungimento di "un
rapporto tra debito ed EBITDA al di sotto delle tre volte,
per un valore assoluto inferiore ai tre miliardi di euro".
Flessibilità, capacità di resistenza e adattamento sono state poi tra le doti che secondo l'AD hanno permesso alla Società di mantenere un buon livello di redditività nel 2008 e che avrebbero permesso alla Società di remunerare adeguatamente i propri azionisti.
Così, invece, non è stato, poichè stante
le molte "incertezze" che gravavano soprattutto
sulla seconda metà del 2009 e l'impossibilità
quindi di "fare previsioni" per i prossimi
mesi il CdA aveva ritenuto allora più "prudente"
non proporre la distribuzione del dividendo rinviando la decisione
in base alle risultanze della revisione della situazione entro
il secondo semestre e comunque dopo l'estate.
In
soli 4 mesi la situazione di Luxottica pare essersi completamente
ribaltata passando da uno stato di "indeterminatezza"
ad uno stato di "serenità" tanto
da indurre Guerra a "rendere partecipi
gli azionisti che hanno creduto in Luxottica anche durante
un anno impegnativo come il 2009 dei risultati della Società"
distribuendo 0,22 euro ad ognuna delle n. 463.713.183 azioni
in circolazione ( n. 230.000 sono detenute però dalla
Società) per un importo pari a euro 101.966.300,26
(ammontare che salirebbe a 103.141.573,26 euro nel caso in
cui fossero esercitate tutte le stock options in essere) utilizzando
la Riserva straordinaria disponibile pari - alla data dell'approvazione
del dividendo - a euro 868.741.463 euro (era di 756.907.948
euro al 31/12/2008).
Considerato
che l'utile nel 2008 era stato di € 111.863.726 ne deriva
che la distribuzione proposta corrisponde ad un pay out di
quasi il 100%.
Se
poi il rinvio era stato motivato con la necessità di
consolidare la situazione patrimoniale, risulta difficile
comprendere come nel giro di pochi mesi questa sia migliorata
a tal punto da non solo distribuire integralmente l'utile
del 2008. O si era peccato di pessimismo ad Aprile, o si stà
peccando di troppo ottimismo adesso.
In realtà il vero motivo della distribuzione potrebbe
essere quello indicato da alcuni soci in assemblea, ovvero,
che
la decisione di proporre la distribuzione del dividendo 2008
più che legata alla buona performance del 2009 sia
stata "sollecitata" dagli azionisti americani
abituati ad incassare il dividendo e , se ne sussistono le
condizioni, anche gli acconti: per esempio la Deutsche
Bank Trust Company Americas che detiene per conto
terzi il 7,47% del capitale (il flottante sul mercato statunitense)
incasserà circa 7,6 mln e la controllata di diritto
statunitense Arnette Optics Illusions Inc.
che detiene circa n. 6.205.682 azioni della controllante beneficerà
di un incasso pari a circa 1,36 mln (salvo variazioni dovute
ad operazioni di vendita/acquisto in atto tra la controllante
e la controllata).
A
far propendere per la tesi dell'eccessivo ottimismo sono poi
i dati del primo semestre 2009:
(clicca
qui per visualizzare la tabella)
I principali indicatori economico-finanziari sono tutti in netta contrazione, dati confermati anche per il terzo trimestre 2009 che non accenna a modificare il trend ribassista!
(clicca
qui per visualizzare la tabella)
Che
dire poi del fatto che l'assemblea degli azionisti si è
tenuta alle 11.30 del 29 ottobre u.s. mentre i dati relativi
ai primi nove mesi del 2009 (approvati dal CDA evidentemente
solo dopo l'assemblea) sono stati diffusi in webcast solo
a partire dalle ore 18 dello stesso giorno? Sarebbe stato
"doveroso" e, soprattutto, "etico"
che ciò fosse avvenuto prima dell'assemblea, distribuendo
magari copia in assemblea, per dare la possibilità
agli intervenuti (principalmente agli azionisti di minoranza)
di chiedere eventuali chiarimenti (ancorchè non all'ordine
del giorno) oltre che per confermare tangibilmente l'ottimismo
espresso dal management che ha indotto la decisione della
distribuzione del dividendo.
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Il
terzo punto all'OdG prevedeva la sostituzione del sindaco
supplente Dott. Mario Magenes venuto a mancare
lo scorso maggio.
L'azionista di riferimento Delfin S.a.r.l. che
fa capo a Leonardo Del Vecchio Presidente
di Luxottica ha candidato il dott. Giorgio Silva
- di cui non si mette in dubbio l'onestà e la professionalità
- già sindaco effettivo fino alla data di approvazione
del bilancio 2008, il quale nella lettera di "accettazione
della candidatura e attestazione dell'esistenza di cause di
ineleggibilità e incompatibilità, nonchè
l'esistenza dei requisiti prescritti dalla vigente normativa
e dallo statuto per ricoprire la carica di sindaco in Luxottica
Group s.p.a." ha così indicato:
"Mi
impegno a rendere la dichiarazione di sussitenza dei requisiti
relativi al limite al cumulo degli incarichi di cui all'articolo
144 terdecies del Regolamento Emittenti Consob nel momento
in cui mi verrà comunicato dalla Società la
cessazione da sindaco supplente e il mio subentro quale sindaco
effettivo della stessa".
Questa
decisione di aspettare la nomina formale lascia, a dire il
vero, un pò perplessi. Considerato, infatti, che la
candidatura era stata fatta dall'azionsita di maggioranza,
che venisse eletto era "ovviamente" scontato.
Difficile poi credere che si trattasse di un atto scaramantico.
Depositare, quindi, la dichiarazione ancora prima della nomina,
di certo non è un obbligo di legge, ma certamente sarebbe
stato interpretato come un atto di riguardo nei confronti
dei soci ai quali è stato, invece, chiesto un
"atto di fede".
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