(Ottobre/2009)
Danieli si "tinge di giallo"


Il 28 ottobre si è tenuta l'assemblea ordinaria e straordinaria degli azionisti della Danieli a Buttrio (UD) che ha approvato, tra gli altri punti all'OdG, il Bilancio d'esercizio chiuso il 30 giugno u.s., le cui risultanze sono riassunte nelle seguenti tabelle:

Nonostante la crisi mondiale che ha investito anche il settore metallurgico, che potrebbe perdere ancora circa il 15-20%, il Gruppo Danieli sembrerebbe "tenere": i Ricavi consolidati hanno, infatti, registrato un lieve incremento del 3% rispetto all'anno precendente. Analizzando i risultati per settore si rileva però che questi sono la conseguenza di un consistente portafoglio ordini accumulato negli anni precedenti, mentre, per il futuro si prevede un sostanziale ridimensionamento soprattutto nel settore "Steel Making" che già al 30/6/09 ha perso il 30% (705,8 mln nel 2009 contro i 1.011,9 mln del 2008) parzialmente compensato dall'incremento del 19% registrato dal settore "Plant making" che ha saldato 2.504 mln nel 2009 contro i 2.103,3 mln nel 2008.
La messa in lavorazione degli ordini ha, però, comportato un ulteriore stanziamento di euro 12.848 migliaia per il 2009 - si legge nella Relazione Finanziaria annuale - a "copertura di rischi contrattuali" pare connessi "alla diversa composizione e tipologia dei lavori in corso alla data di chiusura del bilancio". Si rileva che, oltre al Fondo rischi contrattuali (che al 30/6/09 ammonta a 68.485 euro/migliaia), vengono stipulate "idonee" coperture assicurative o finanziarie a tutela della solvibilità della controparte per limitare i danni derivanti da revoche e/o cancellazioni di commesse. I casi sono due o queste non sono ritenute idonee a coprire del tutto i rischi, oppure, gli Amministratori sembrano peccare di eccesso di prudenza considerato che la coesistenza di due forme di tutela, per quanto motivate, incide sui conti della società, tanto che il Margine operativo lordo risulta diminuito del 21% e il Risultato Operativo invece salda con un -36%.

A limitare il calo dei risultati hanno contribuito in maniera determinante i Proventi finanziari Netti per circa 38,7 mln grazie alla "gestione ottimale della liquidità" nel 2009 contro oneri invece consuntivati nel 2008 pari a 5,1 mln di euro.
Pertanto il Risultato ante imposte salda a 169,4 mln contro i 203,9 mln del corrispondente periodo precedente "contenendo" quindi la diminuzione al -17%.
Peculiare è anche il fatto che a livello di gruppo al 30/6/09 siano state accumulate perdite fiscali sulle quali "non sono state contabilizzate imposte differite in quanto non si prevede al momento la ragionevole recuperabilità delle stesse tramite futuri redditi imponibili" come illustrato dalla seguente tabella:

Migliaia di euro
Scadenza
Aliquota media
Imposte
 
Entro cinque anni
Oltre cinque anni
Senza limiti di tempo
 
Società estere
0
50.476
23.678
24,59%
18.232

 

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La Capogruppo ha invece saldato quanto segue:

Anche i Ricavi Totali della Capogruppo hanno registrato un aumento del 5%, in questo caso, imputabili soprattutto all'incremento positivo della voce "variazione nelle rimanenze di prodotti finiti e lavori in corso" che è quadruplicato rispetto al periodo precedente passando dai 250.578 euro migliaia ai 1.005.140 euro migliaia.
Le stesse annotazioni rilevate a livello di Gruppo hanno determinato la riduzione del 40% del MOL, così come una pesante politica di svalutazione crediti (nonostante le coperture assicurative) ha ridotto in modo consistente il Risultato operativo che da 43,2 mln di euro del 2008 è sceso a 1 mln (-98%).
Il Risultato ante imposte viene "salvato" in ogni caso dalla "razionalizzazione della gestione finanziaria" (i proventi incassati sono pari a 12,7 mln nel 2009 contro oneri per 8 mln nel 2008) e da Proventi da partecipazioni che aumentano da 9,4 mln nel 2008 a 26,5 mln
nel 2009.

Una favorevole politica fiscale ha permesso poi di realizzare un Risultato di Periodo di 35, 1 mln nel 2009 contro i 23,6 mln del 2008 (+49%), tanto che è stata approvata la distribuzione di un dividendo di 0,22 euro per le azioni e di 0,2457 per le azioni di risparmio non convertibili con date pagamento il 9 novembre p.v.

Per il futuro, Danieli prevede che nel triennio 2010/11/12 il settore Steel Marking beneficierà di una ripresa che dovrebbe permettere di compensare il progressivo calo di fatturato che si registrerà, invece, nel settore Plant Making andando via via esaurendosi il portafoglio ordini.
Preoccupazione quindi vi è sotto il profilo occupazionale in italia che attualmente impiega circa n. 2.117 dipendenti nel settore " a rischio " Plant Making, stante il fatto che per mantenere una "buona competitività nel mercato globale" la Società intende continuare ad effettuare "massicci investimenti in mezzi e persone nel South East Asia"!

Per Danieli il futuro pare tingersi di giallo!