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(Ottobre/2009)
TAS S.p.A.
della ragione e del torto


L’assemblea degli azionisti TAS del 28 settembre u.s. ha deliberato, su proposta dell’attuale Consiglio, l’azione di responsabilità nei riguardi dell’ex Amministratore Delegato Giuseppe Caruso. Dalla relazione predisposta dal Consiglio si apprende che in data 18 marzo 2009 il Cda aveva deliberato di revocare le deleghe conferite all’allora Amministratore Delegato a seguito di :
decisioni assunte dall’Ing. Caruso, nel contesto della delega attribuitagli, che, a giudizio del Consiglio di Amministrazione della Società, hanno menomato il fondamentale rapporto fiduciario su cui si fonda la delega da parte del Consiglio di Amministrazione delle proprie attribuzioni ad uno dei suoi componenti”. Va sottolineato che la stessa “eloquente” motivazione è contenuta nella relazione al Bilancio 2008 nella quale non si dice nè una parola di più nè una di meno.
Per fortuna a chiedere maggiori informazioni ci ha pensato la CONSOB che ha invitato, con due distinte lettere inviate il 22 ed il 23 aprile, sia il Cda che il Collegio Sindacale a fornire un’integrazione d’informativa in merito, dalla quale si apprende che Caruso avrebbe stipulato alcuni contratti e sponsorizzazioni per importi “significativamente” superiori al limite massimo conferitogli in materia e proceduto alla ristrutturazione degli uffici della Società senza che vi fosse al riguardo alcuna delibera da parte del CDA e, pertanto, non inclusa nel budget. Peccato, però, che in nessun documento presentato dal Consiglio vengano indicati dei valori economici di riferimento in modo da poter meglio comprendere se si stà parlando di migliaia, decine di migliaia, centinaia di migliaia o addirittura milioni di euro.
Da notare come l’azione di responsabilità proposta dal nuovo Consiglio che è stato nominato dall’assemblea del 28/04/09 segua in ordine temporale l’atto di citazione notificato alla Società da parte di Caruso con il quale reclama il risarcimento dei danni subiti per effetto della revoca sul, ovviamente a suo dire, mancato presupposto della giusta causa.

Dalla relazione all’assemblea si apprende che:" la richiesta dell'ing. Caruso ammonta a Euro 2.689.500 ovvero a Euro 2.839.500 a titolo di lucro cessante, danni da perdita di chance e danni non patrimoniali. In via subordinata è stata richiesta la somma di Euro 840.000, quale penale prevista contrattualmente nell'art. 4.2 del Director's Agreement sottoscritto con il medesimo Giuseppe Caruso".
Non c’è che dire, una bella cifra, soprattutto se si considera che il suo compenso quale Amministratore nel 2008 era stato di 380 Mila euro, più bonus (€ 1.000.000).
Da sottolineare poi che il Consiglio nella sua relazione al bilancio 2008 aveva scritto: “in questo contesto il Gruppo TAS ha ottenuto nel 2008 risultati complessivamente positivi proseguendo il percorso di ristrutturazione e rilancio avviato negli esercizi precedenti e confermando un ruolo di primo piano nel mercato di riferimento.” Risultati che si presume siano stati ottenuti dalla “gestione” Caruso.
A fronte di tutto ciò non ci sarebbe da stupirsi se qualcuno avesse il dubbio che alla base della revoca delle deleghe, che ha portato di fatto alla richiesta di danni da parte di Caruso e poi alla convocazione di un’assemblea per deliberare l’azione di responsabilità, non ci sono solo il fatto di aver ristrutturato gli uffici senza chiedere il permesso o di aver sponsorizzato un evento ma potrebbe anche esserci qualche altra ragione.

Un dubbio che sarebbe certamente legittimo e che la Società potrebbe spazzare completamente via solo dando un valore economico certo alle contestazioni mosse a Caruso, valore economico che fino ad oggi non è stato dato, e che forse verrà fornito solo nelle aule di tribunale dove la diatriba è destinata a trasferirsi e che sancirà definitivamente chi stà dalla parte della ragione e chi in quella del torto.