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L’assemblea
degli azionisti TAS del 28 settembre u.s.
ha deliberato, su proposta dell’attuale Consiglio, l’azione
di responsabilità nei riguardi dell’ex Amministratore
Delegato Giuseppe Caruso. Dalla relazione
predisposta dal Consiglio si apprende che in data 18 marzo
2009 il Cda aveva deliberato di revocare le deleghe conferite
all’allora Amministratore Delegato a seguito di :
“decisioni assunte dall’Ing. Caruso, nel contesto
della delega attribuitagli, che, a giudizio del Consiglio
di Amministrazione della Società, hanno menomato il
fondamentale rapporto fiduciario su cui si fonda la delega
da parte del Consiglio di Amministrazione delle proprie attribuzioni
ad uno dei suoi componenti”. Va sottolineato che
la stessa “eloquente” motivazione è
contenuta nella relazione al Bilancio 2008 nella quale non
si dice nè una parola di più nè una di
meno.
Per fortuna a chiedere maggiori informazioni ci ha pensato
la CONSOB che ha invitato, con due distinte lettere inviate
il 22 ed il 23 aprile, sia il Cda che il Collegio Sindacale
a fornire un’integrazione d’informativa in merito,
dalla quale si apprende che Caruso avrebbe stipulato alcuni
contratti e sponsorizzazioni per importi “significativamente”
superiori al limite massimo conferitogli in materia e proceduto
alla ristrutturazione degli uffici della Società senza
che vi fosse al riguardo alcuna delibera da parte del CDA
e, pertanto, non inclusa nel budget. Peccato, però,
che in nessun documento presentato dal Consiglio vengano indicati
dei valori economici di riferimento in modo da poter meglio
comprendere se si stà parlando di migliaia, decine
di migliaia, centinaia di migliaia o addirittura milioni di
euro.
Da notare come l’azione di responsabilità proposta
dal nuovo Consiglio che è stato nominato dall’assemblea
del 28/04/09 segua in ordine temporale l’atto di citazione
notificato alla Società da parte di Caruso con il quale
reclama il risarcimento dei danni subiti per effetto della
revoca sul, ovviamente a suo dire, mancato presupposto della
giusta causa.
Dalla relazione all’assemblea si apprende che:"
la richiesta dell'ing. Caruso ammonta a Euro 2.689.500
ovvero a Euro 2.839.500 a titolo di lucro cessante, danni
da perdita di chance e danni non patrimoniali. In via subordinata
è stata richiesta la somma di Euro 840.000, quale penale
prevista contrattualmente nell'art. 4.2 del Director's Agreement
sottoscritto con il medesimo Giuseppe Caruso".
Non c’è che dire, una bella cifra, soprattutto
se si considera che il suo compenso quale Amministratore nel
2008 era stato di 380 Mila euro, più bonus (€
1.000.000).
Da sottolineare poi che il Consiglio nella sua relazione al
bilancio 2008 aveva scritto: “in questo contesto
il Gruppo TAS ha ottenuto nel 2008 risultati complessivamente
positivi proseguendo il percorso di ristrutturazione e rilancio
avviato negli esercizi precedenti e confermando un ruolo di
primo piano nel mercato di riferimento.” Risultati
che si presume siano stati ottenuti dalla “gestione”
Caruso.
A fronte di tutto ciò non ci sarebbe da stupirsi se
qualcuno avesse il dubbio che alla base della revoca delle
deleghe, che ha portato di fatto alla richiesta di danni da
parte di Caruso e poi alla convocazione di un’assemblea
per deliberare l’azione di responsabilità, non
ci sono solo il fatto di aver ristrutturato gli uffici senza
chiedere il permesso o di aver sponsorizzato un evento ma
potrebbe anche esserci qualche altra ragione.
Un dubbio che sarebbe certamente legittimo e che la Società
potrebbe spazzare completamente via solo dando un valore economico
certo alle contestazioni mosse a Caruso, valore economico
che fino ad oggi non è stato dato, e che forse verrà
fornito solo nelle aule di tribunale dove la diatriba è
destinata a trasferirsi e che sancirà definitivamente
chi stà dalla parte della
ragione e chi in quella del torto.
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