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Quello
che sta succedendo in MID industry Capital,
sarebbe quasi “divertente” se non si
trattasse di una società quotata in Borsa.
Il 29 o il 30 settembre 2009 è stata infatti convocata
un’assemblea con il seguente ordine del giorno:
"1. Dichiarazione di decadenza, ai sensi dell'articolo
148, comma 4-quater, del Decreto Legislativo n. 58 del 1998,
dei componenti del Consiglio di Sorveglianza sprovvisti dei
requisiti di professionalità prescritti per legge e
eventuale nomina dei nuovi membri in sostituzione di quelli
decaduti, ai sensi dell'articolo 2409 duodecies, comma 7,
del codice civile.
2. Revoca di uno o più Consiglieri di Sorveglianza
ed eventuale nomina dei nuovi membri in sostituzione di quelli
revocati.
3. Nomina del Presidente del Consiglio di Sorveglianza.
4. Eventuale determinazione dei compensi dei Consiglieri di
Sorveglianza.
5. Relazione del Consiglio di Sorveglianza ai sensi dell'articolo
30.1. (f) dello statuto sociale.
6. Imputazione della Riserva "Sovrapprezzo di emissione"
alla Riserva Legale nella misura necessaria al completamento
della Riserva Legale medesima (1/5 del capitale sociale).
7. Distribuzione ai soci della Riserva "Sovrapprezzo
di emissione" eccettuata in ogni caso la parte impegnata
per il completamento della Riserva Legale."
Già leggendo i punti oggetto di delibera si capisce
che c’è qualche problema di “governance”
all’interno della Società che adotta il sistema
dualistico, sensazione che poi trova conferma dal fatto che
per la stessa siano state depositate due relazioni non solo
diverse ma con una analisi dei fatti completamente opposta
da parte del Consiglio di Sorveglianza e quello di Gestione.
Non solo ma andando a leggere le due relazioni si scopre come
vi siano spaccature anche all’interno dei due organi.
Quella che appare essere in atto all’interno della Società
è una vera e propria “lotta” di
potere che oltretutto pare averne anche bloccato l’operatività.
Che poi sia una “guerra” senza esclusione
di colpi lo si capisce leggendo i documenti. Nella relazione
preparata dal Consiglio di Sorveglianza, per esempio, si legge
che lo stesso aveva richiesto al CDG di convocare un’assemblea
affinchè il primo potesse relazionare a norma di statuto
su eventuali omissioni e sui fatti censurabili rilevati.
Come risposta il Dott. Dario Levi, membro
del CdG, scopriva “immediatamente”, secondo
il CdS, che all’interno del Consiglio di Sorveglianza
non erano presenti due revisori dei conti che avessero già
ricoperto per 3 anni la carica di sindaco, ma uno solo e che
quindi occorreva convocare un’assemblea per dichiarare
la decadenza di 4 consiglieri su 5 che non disponevano del
citato requisito.
Da notare, però, che il CdS era stato nominato nell’'ottobre
del 2008.
Nella sua relazione il CdS, inoltre, riferisce di come i contrasti
all’interno del CdG blocchino di fatto l’operato
della società, mentre il CdG nella sua riporta come
la spaccatura all’interno CdS sia evidenziata dal fatto
che anche la relazione all’assemblea sia stata approvata
a maggioranza e non all’unanimità. In realtà
lo stesso CdG nella sua di relazione ammette che ci siano
divergenze al suo interno e come fino ad oggi non sia stato
possibile avere una gestione collegiale dei tre membri e quindi
le deliberazioni siano state prese a maggioranza.
Un ulteriore paradosso è che nella sua relazione il
CdS informa che:" I Consiglieri di Sorveglianza di
cui il Consiglio di Gestione vi invita a dichiarare la decadenza
per carenza dei necessari requisiti professionali sono stati
tutti designati e proposti all'Assemblea e votati dai Consiglieri
di Gestione. Il Consiglio di Gestione ancor più del
Consiglio di Sorveglianza era tenuto a verificare la sussistenza
di tutti i requisiti di professionalità dei singoli
Consiglieri Di Sorveglianza e del Consiglio di Sorveglianza
nel suo complesso.
Non ha mai rilevato la carenza del requisito in questione
prima del 23 luglio 2009 sebbene abbia proceduto alla verifica
diverse volte, subito dopo la quotazione e dopo le dimissioni
del Prof. Vitale, del Consigliere Cremona, e del Consigliere
Nebuloni."
L’ulteriore
paradosso è che, secondo il codice civile, e lo statuto
è il CdS a nominare il CdG e non l’inverso. Non
solo, ma secondo l'art. 21.8 dello stesso: "i componenti
del CdG possono essere revocati dal CdS in qualunque tempo,
anche in assenza di giusta causa, salvo il diritto del Consigliere
revocato al risarcimento del danno se la revoca avviene senza
giusta causa". Mentre, sempre nello Statuto fra
i poteri del CdG non vi è quello di verificare se i
membri del CdS hanno i requisiti richiesti.
Il paradosso nasce però dal fatto che a eleggere il
CdS è l’azionista di maggioranza che poi si fa
a sua volta eleggere nel CdG dal CdS , per poi cercare di
mandare quest’ultimo a casa quando non si trova più
d’accordo.
Nella fattispecie, quindi, seguendo la tesi del CdG, se la
nomina del CdS è in qualche modo “viziata”
in quanto non soddisfa tutti i requisiti richiesti, allo stesso
modo dovrebbe essere la sua nomina in quanto eseguita da un
organo, il CdS, la cui nomina non era “valida”.
Appare poi alquanto strano che ne la Consob, ne Borsa Italiana,
ne Banca d’Italia siano intervenuti finora.
Resta comunque il fatto che se la diatriba con l’attuale
CdS è destinata a finire con la nomina del nuovo, resterà
ancora in atto quella all’interno del CdG, tra i tre
manager azionisti, con effetti ovviamente tutt’altro
che positivi sulla gestione della Società che rischia
di trovarsi fra l’incudine ed
il martello.
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P.S.
Per chi volesse “divertirsi” alleghiamo
le due citate relazioni all’assemblea, quella del CdS
e quella del CdG, anche se in verità ci sarebbe ben
poco da ridere.
Allegati:
1)
2009 Mid Industry Capital: Relazione ai sensi dell'art. 3
del D.M. 5-11-98 n. 437 sugli argomenti all'odg dell'Assemblea
del 29-30 settembre 2009 - 14/09/2009
2)
2009 Mid Industry Capital: Relazione del Consiglio di Sorveglianza
all'Assemblea dei soci del 29-30 settembre c.a ai sensi dell'art.
30.1.(f) dello statuto - 14/09/2009
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