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La Sadi Servizi Industriali S.p.A., società
impegnata soprattutto nel trattamento e smaltimento di rifiuti
industriali e bonifiche ambientali, ha ricevuto una bella
“strigliata” da parte della società
di Revisione PricewaterhouseCoopers la
quale, nella sua Relazione sulla Revisione Contabile Limitata
del bilancio consolidato semestrale al 30 giugno 2009, ha
dichiarato l’impossibilità di “esprimersi
sulla conformità del bilancio consolidato semestrale”.
Una vera e propria doccia fredda o, forse, una “sentenza”
già annunciata per la Società che, per altro,
non è nuova a provvedimenti di questo tenore.
Già nella Relazione della Società di
Revisione relativa al bilancio d’esercizio 2008, si
legge che anche la Deloitte & Touche S.p.A.
– l’allora Revisore - non si era reputata “in
grado di esprimere un giudizio sul bilancio”.
Anche ora come allora i rilievi contestati sono riconducibili a una
vicenda avvenuta tra il 2004 e il 2006 che vedeva la Sadi
estranea ai fatti, ma le cui conseguenze in seguito hanno
avuto ripercussioni sui bilanci della Società solo recentemente a seguito di una indagine
condotta dalla Procura di Milano nei primi mesi del 2009.
Nel 2004 la Servizi Industriali S.p.A. - controllata da Green
Holding che a sua volta aveva e ha tutt'ora una partecipazione rilevante
in Sadi e fa capo a Giuseppe Grosso AD della
stessa SADI - aveva assunto il ruolo di mandataria di una
associazione temporanea di imprese impegnate nelle operazioni
di risanamento e bonifica dell’area Montecity, quartiere
Santa Giulia a Milano. Mentre la Ecoitalia Srl
– partecipata al 100% da SADI - era la mandante.
I fatti contestati riguardano un presunta “sovrafatturazione”
(ovvero “costi gonfiati”) ed alcuni rapporti
non meglio chiariti con fornitori esteri - nei quali l’attuale
AD di Sadi sembrerebbe aver avuto un ruolo importante - e riconducibili alla stessa Servizi Industriali.
Quest'ultima nel gennaio 2007 è stata fusa per
incorporazione nella SADI che ne ha ereditato, quindi, “pregi
e difetti ”,
ritrovandosi in bilancio costi riferiti alla incorporanda la cui
“riferibilità” è stata
messa in dubbio dalla Procura di Milano, la quale, oltre a
voler approfondire l’analisi dei contratti, stà
indagando anche sul ruolo di Grosso.
Per
meglio comprendere la situazione la SADI ha deciso
di incaricare alcuni professionisti indipendenti per valutare
e rivedere “gli eventuali profili di rischio”
che l’indagine in corso potrebbe riversare sui conti
della Società.
Le analisi che sono state condotte dal dottor Alessandro
Solidoro e dal dottor Fracois Gualtieri che hanno accertato il possibile disconoscimento
di alcuni costi sostenuti imputabili a “ipotetiche
sovrafatturazioni” per circa 3,4 ML!!!
Per quanto sopra la SADI ha presentato una istanza all’Amministrazione
Finanziaria per integrare le relative dichiarazioni dei redditi
iscrivendo contestualmente in bilancio ulteriori debiti tributari
per 1,5 ML. Dal canto suo l'AD si
è impegnato a sollevare la Sadi e la Ecoitalia da qualsiasi
aggravio e/o responsabilità impegnandosi, quindi, a
far fronte personalmente e assolvendo qualsiasi gravame dovesse
derivare dall’indagine ancora in corso e riferibile
a fatti avvenuti prima della fusione del gennaio 2007. impegno che si è sostanziato nell'iscrizione di un
suo debito nei confronti di Sadi per 1,5 ml pari ai presunti oneri
tributari in modo da non impattare negativamente il bilancio.
Caso chiuso? Non per i i Revisori di Deloitte
& Touch, nè tantomento per gli attuali neo-incaricati
della PWC che, peraltro, hanno assunto il mandato solo nel
corso dell’assemblea del 29 aprile 2009 e solo perchè i colleghi della Reconta Ernst
& Young S.p.A. avevano rinunciato al mandato motivando la scelta con l' impossibilità di svolgere le proprie
funzioni “alla luce della portata dei rilievi della
relazione della uscente Deloitte & Touche dell’11
aprile u.s.”.
Più che l’impatto fiscale sul bilancio pare che
le perplessità dei Revisori PWC risiedano nel fatto
di non aver avuto materialmente il tempo di approfondire le
analisi ritenute opportune per esprimere un giudizio di conformità
e approntare tutte quelle verifiche necessarie per sondare la
“solidità patrimoniale dell’AD Grosso”.
Dovendosi, poi, basare per quanto riguarda il passato su prospetti
ritenuti dalla Deloitte & Touche assoggettati a revisione
limitata a causa della intempestività con cui sembra
gli amministratori abbiano fornito tutti gli elementi di analitico
dettaglio necessari per formulare una congrua valutazione,
hanno preventivamente “preso le distanze”
in attesa degli sviluppi dell’indagine in corso.
Un giudizio di “sfiducia” non solo nei
confronti della società ma anche in quelli del suo
AD e azionista di maggioranza che - con il suo 76% circa di
capitale sociale SADI pari a circa 41 ML - pare debba essere
ancora “valutato” in merito alla recuperabilità
del credito nei suoi confronti di circa 1,5 ML.
Si legge, infatti nella Relazioni dei Revisori al Bilancio consolidato semestrale abbreviato che : "le situazioni sopra indicate hanno reso necessaria
la pianificazione e lo svolgimento di procedure di verifica più estese, quali sondaggi e procedure di validità, rispetto a quelle normalmente previste in un processo di revisione contabile limitata al fine di approfondire le analisi sulle commesse in oggetto di indagine e di escludere che altre commesse possano essere interessate da fenomeni analoghi a quelli oggetto delle attività investigative, nonchè di valutare la recuperabilità del credito verso l'Amministratore Delegato conseguente alla manleva rilasciata".
La Sadi, nel comunicato stampa del 29 agosto u.s., ha, inoltre, “ritenuto doveroso evidenziare che nella relazione
della società di Revisione PWC S.p.A. non sono invece
presenti (“tutte” ) le limitazioni ed i rilievi
formulati dal precedente revisore Deloitte & Touche S.p.A.
relativi al Bilancio 2008”, ma ciò nonostante
– si sottolinea – sembra che già quelli
riguardanti le indagini in corso e la contabilizzazione degli
strumenti finanziari derivati secondo metodologie diverse
che hanno fatto evindenziare il risultato del semestre sottostimato
di 1,2 ML al netto del relativo effetto fiscale siano bastati
per “bocciare” il bilancio consolidato
semestrale al 30/6/09 di cui si riportano qui di seguito i principali indicatori economici:
Alla luce dei risultati ottenuti in netto peggioramento rispetto
al primo semestre 2008 e delle indagini ancora in corso, non
ci sarebbe da stupirsi se anche il bilancio al 31/12 non riuscisse
a superare la "revisione".
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