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(Luglio/2009)
Alleanza Assicurazioni S.p.A.
il destino


Questa fusione non s’ha da fare, o meglio non a queste condizioni e con questo concambio, questo praticamente il volere dei piccoli azionisti che a turno hanno manifestato tutto il loro disappunto per l’operazione di fusione di Alleanza in Generali.

Non è bastata, come prevedibile, la pur approfondita presentazione del Presidente Amato Luigi Molinari, per placare gli animi e dissuadere gli scontenti, così come è stata concepita l’operazione alla maggioranza (in termini di numeri non di voti) dei soci presenti proprio non va giù ed in effetti è difficile dargli torto. Purtroppo, per loro, però, in veste di “Renzo” non c’è un ragazzotto di paese ma una società, come Generali, abituata a portare a termine le operazioni che si prefigge, per cui il loro disappunto è caduto nel vuoto,l’operazione si farà e la Borsa dirà addio dopo che alla Toro, anche ad Alleanza. Certo è che se a questa Società si aggiunge, anche, l’acquisizione e la seguente fusione con l’Ina, è veramente incredibile come il Leone di Trieste in questi ultimi anni si sia mangiato alcune fra le più importanti e storiche compagnie d’assicurazione italiane e chissà se, antitrust permettendo, ha davvero finito l'appetito.


Al di là delle legittime perplessità sul concambio relativamente al quale è già stata fatta da altri un’accurata analisi, restano comunque quelle sulla reale implementazione del piano che ha portato alla scelta della fusione. Se, infatti, molto raramente nelle aggregazioni 1+1 = 2, (nei migliori dei casi è infatti 1,5), viene da chiedersi quale sarà il risultato adesso che l’operazione riguarda tre società: Generali Alleanza e Toro assicurazioni, che hanno fra loro radici culturali e storiche profondamente diverse.

Chiedere ad un agente abituato a vendere prodotti "vita" di vendere anche "danni" è facile a dirsi ma difficile a farsi. Nella sua presentazione in assemblea il Presidente Molinari ha sottolineato di come sarebbe importante l’aumento dei ricavi se solo un agente Alleanza oltre a vendere i prodotti "vita" vendesse anche un solo prodotto "danni" alla settimana e/o viceversa (se un agente Toro vendesse un prodotto "vita"). Se in teoria il discorso non fa una piega, la pratica è tutt’altra storia e prima che ciò possa avvenire la rete agenziale deve essere ben preparata attraverso appositi corsi di formazione, nonché, ovviamente, ben incentivata sul piano economico.

In attesa che ciò avvenga quello che c’è di certo è l’insoddisfazione mostrata in assemblea dai piccoli ( rispetto a Generali ) azionisti anche nei confronti del Consiglio. E proprio riguardo al Cda sarebbe interessante sapere se la delibera di fusione è stata presa all’unanimità e se erano presenti tutti i Consiglieri. Senza, infatti, dubitare in alcun modo della imparzialità dei Consiglieri che sicuramente, come dovuto, avevano a cuore gli interessi della società e non della Capogruppo, quanto questa decisione appare essere stata presa a Trieste lo si può anche dedurre da un piccolo ma significativo elemento. Nella pagina del sito di Alleanza nella quale ci sono i comunicati stampa emessi dalla stessa, mentre tutti gli altri sono scaricabili direttamente, per quello relativo alla delibera del Cda in merito alla fusione vi è un link che porta alla pagina comunicati stampa del sito delle Generali. Chissà forse rappresenta il primo esempio di sinergie derivanti dalla fusione.

Come nota di colore, vale la pena sottolineare che l’immagine del logo della Società può essere vista come un segno premonitore, nel quale invece che San Giorgio che uccide il drago, potrebbe esserci Perissinotto (AD di Generali) che trafigge (ovviamente in senso figurato) gli azionisti di Alleanza. Quando si dice il destino...