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quanto pare M&C, il fondo salva imprese
creato da Carlo De Benedetti, sta per essere
la prima società sulla quale ci saranno ben tre Opa
concorrenti.
Dopo, infatti la prima lanciata dalla Mi.Mo.Se,
la finanziaria che fa capo alla famiglia Segre
è arrivata, come del resto prevedibile se non proprio
prevista, l’Opas della Tip, di Tamburi
che di M&C è vice Presidente e azionista con il
15%, ma, come diceva una famosa trasmissione "non
finisce qui" e, infatti, sembra si vada ad aggiungere
quella molto meno aspettata, che secondo voci non ancora confermate
sta per essere lanciata da Alessio Nati,
AD di Investimenti & Sviluppo.
Che la Società, ancora presieduta dall’Ing. Carlo
De Benedetti sia appetibile non è certo una novità
e non tanto per le sue partecipazioni (anzi) ma, soprattutto,
per la cassa che continuerà ad avere, ovvero, circa
50 milioni di euro, anche dopo la riduzione del capitale deliberato
a giugno.
Quello che appare, in apparenza, meno chiaro è perché
si siano “svegliati” tutti adesso. Prima
infatti che l’assemblea di giugno deliberasse sulla
riduzione del capitale, ovvero, sulla restituzione ai soci
della maggioranza dei soldi in cassa che derivavano dalla
dote ricevuta con la quotazione ed era “governata”
da un patto parasociale fra i due maggiori azionisti, Carlo
De Benedetti e Giovanni Tamburi che rappresentava il 31,4%,
rendendola in teoria scalabile. Considerato poi che l’azione
da diverso tempo e fino a quando i Segre hanno annunciato
l’Opa, quotava sempre sotto i 0,7 Euro, l'interrogativo
assume ancora maggiore rilevanza.
Razionalmente in effetti parrebbe avere poco senso che l’interesse
verso la società sia nato dopo che la stessa ha deciso
di distribuire la cassa e non prima. Ma si sa che spesso,
purtroppo , la razionalità non è l’unica
legge che guida le operazioni di Borsa.
Certo è che se davvero, come appare quasi certo, ai
due pretendenti ufficiali si aggiungesse il terzo “incomodo”
lo scontro potrebbe diventare veramente interessante ed una
volta tanto a guadagnarci potrebbero essere i piccoli azionisti,
gli stessi che hanno visto in questi anni il titolo perdere
continuamente di valore e passare dal 1,180 della quotazione
fino ad un minimo 0,36 del marzo 2009, e allora sì
che si potrebbe davvero dire che “tra i tre
litiganti il quarto gode”.
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