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(Luglio/2009)
Bulgari S.p.A.
una stock option è per sempre

Il 17 luglio 2008 l'Amministratore Delegato Francesco Trapani e il Presidente Paolo Bulgari in un comunicato stampa avevano informato il mercato che avvalendosi delle deleghe conferitegli dall'assemblea non avrebbero proceduto all'assegnazione delle Opzioni sia ai dipendenti che all'AD (tranne quelle già assegnate al 20/6/2007) a seguito di piani di stock option preventivamente approvati (cfr. comunicato stampa 17/7/08).

A loro parere, infatti, l'introduzione del Decreto Legge 25/6/2008 n. 112 aveva modificato il trattamento fiscale delle stock option rendendole pertanto non più incentivanti e atte, quindi, a soddisfare gli obiettivi per cui erano state deliberate, senza contare, aggiungiamo anche, che la discesa libera della quotazione del titolo aveva reso sempre meno appetibile l'esercizio delle opzioni.

Essendo la Bulgari per antonomasia sinonimo di creatività e innovazione (almeno nel campo della gioielleria) ci si sarebbe aspettata la formulazione di nuove e più attuali forme di incentivazione da attribuire alle figure chiave della società.

Così, invece, non è stato: il 21 e/o 22 luglio p.v. è stata, infatti, convocata una assemblea ordinaria e straordinaria dei soci per deliberare tra gli altri punti anche l'approvazione di due piani di stock option: uno destinato ad alcuni dipendenti, l'altro a favore dell'Amministratore Delegato che prevede l'emissione di massimo n. 5.000.000 azioni ordinarie con esclusione del diritto di opzione.

Pare che non solo Trapani ma anche Paolo Bulgari sia particolarmente legato alla prassi delle stock option tanto che anche nel corso dell'assemblea Straordinaria del 18 aprile 2008 aveva caldeggiato l'approvazione di un aumento a pagamento del capitale sociale mediante l'emissione di n. 1.800.000 azioni straordinarie della società con esclusione del diritto di opzione degli altri azionisti (ai sensi dell'art. 2441, comma 5 c.c.) e riservate all'AD, definendo i piani "uno strumento che consente di attuare una buona politica d'impresa". Nel corso del 2008 si è dato corso all'attribuzione di tutte le opzioni previste.

Si legge nella relazione predisposta per l'assemblea del 21/22 luglio che "le medesime ragioni che avevano suggerito l'adozione del precedente piano, fanno ritenere opportuno il mantenimento di tale strumento di incentivazione nella considerazione che l'uso delle stock option è diffuso nella prassi di mercato anche e soprattutto quale valido strumento di fidelizzazione dei vertici aziendali più meritevoli".

Considerato che l'AD Trapani detiene circa il 4,4% del capitale sociale ed è inoltre nipote di Paolo e Nicola Bulgari che ne detengono circa il 47,6%, pensare che si debba "fidelizzare" chi in realtà non solo "comanda" ma è importante azionista della società, pare un controsenso, tanto più che la Bulgari non ha previsto un Comitato per le proposte di nomina degli amministratori poichè il CDA "non ha riscontrato alcuna difficoltà da parte degli azionisti nel predisporre tali proposte".

Il Conto economico consolidato al 31 marzo 2009 ha consuntivato quanto segue:

I Ricavi netti consolidati sono diminuiti di circa il 23,13%, più penalizzato risulta anche essere il Margine di Contribuzione Netto che si riduce del 26,04%. Il risultato Operativo poi salda in negativo di 23,8 ML nel primo trim 2009 contro il saldo positivo di 21,9 ML del corrispondente trimestre del 2008.
Il risultato Netto del Gruppo chiude con una perdita di 29,3 ML contro un utile del 2008 di circa 22,8 ML.
Da segnalare anche il consistente taglio alle Spese di Pubblicità e promozione che da 26 ML nel 2008 calano a 23,7 ML nel 2009 che rappresentano, o meglio dovrebbero rappresentare per una società come la Bulgari, un investimento strategico e, quindi, da non penalizzare in momenti di crisi.

Considerato che anche il 2008 non è stato un anno "brillante" con Risultati impattati pesantemente dalla crisi tanto che l'Utile netto è calato di circa il 45,1% assestandosi a 82,9 ML, la proposta di un Piano di incentivazione azionaria a Trapani che prevede più del doppio delle stock options deliberate nel 2008 non è certo un segnale positivo da dare al mercato. I maligni, oltretutto, potrebbero pensare che questo raddoppio derivi dal fatto che parte della retribuzione di Trapani sia legata all'utile netto di Gruppo e, quindi, per adesso "assente".

Se ai dati trimestrali si aggiunge l'emissione di un prestito obbligazionario convertibile da 130 Ml con scadenza 2024 ad un prezzo di conversione di 5 euro finalizzato principalmente a riequilibrare la PFN e spalmare nel tempo il calendario delle scadenze del debito che è stato "bocciato" da Intermonte e Cassa Lombarda, nonchè, l'aumento dell'esposizione nei confronti delle banche che sembra aver raggiunto gli 800 ML, il quadro non si può certo dire rassicurante.

Oltretutto non può essere solo una politica basata sul taglio dei costi quella che può ridare brillantezza ai conti della Bulgari, i quali ad oggi sembrano proprio aver perso lo "smalto di un tempo".

Il mutamento del quadro economico mondiale, oggi più che mai, necessita di quella capacità di innovare e trovare nuove strade che invece in Bulgari ad oggi sembrerebbe mancare, considerato per esempio che .....una stock option è per sempre.