Il
26 giugno 2009 presso la sede in Via Cavriana 20 si è
tenuta l'assemblea straordinaria dei soci IW Bank
per deliberare sul seguente ordine del giorno:
"Modifica degli articoli 11 (Organo Amministrativo),
14 (Poteri del Consiglio), 15 (Compensi), 17 (Collegio Sindacale)
e 18 (Controllo contabile) dello Statuto sociale e introduzione
dell'art. 25 (Clausola transitoria) nel testo dell'articolato":
Il Presidente dott. Giorgio Frigeri ha assunto
la presidenza a norma di Statuto e l'assemblea ha nominato
il Notaio Luigi Augusto Miserocchi per svolgere
le funzioni di Segretario verbalizzante.
Dopo aver verificato l'osservanza di tutte le norme e prescrizioni
previste dalla normativa vigente il Presidente ha aperto i
lavori ed ha espletato tutte le comunicazioni "di
rito" compresa quella dell'esistenza di un patto
parasociale esistente fra i tre soci rilevanti Unione
Banche Italiane SCPA, Centrobanca SpA e Webstar
S.A. siglato il 20 marzo 2009.
A questo punto, però, l'avvocato Cianciaruso
Nicola in delega per il dott. Carlo Micheli,
che detiene l'1,22% ha chiesto di poter intervenire, senza
che gli fosse, tuttavia, concesso, poichè, sia il Notaio
che il Presidente l'hanno invitato a rimandare l'intervento
solo al momento dell'apertura della discussione prevista per
l'unico punto all'ordine del giorno.
Il Presidente ha quindi proseguito dando lettura delle motivazioni
alla base delle modifiche statutarie proposte in virtù
delle recenti modifiche richieste dalla normativa.
L'Avv. Cianciaruso Nicola ha richiesto nuovamente la parola
informando che quanto doveva riportare avrebbe potuto pregiudicare
il prosieguo dell'assemblea, ma è stato nuovamente
invitato a "iscriversi" per poter intervenire
al momento e nei tempi consentiti così come previsto
dal Regolamento Assembleare.
Tanta
solerzia nel perseguire il rispetto del Regolamento Assembleare
si è poi rivelata se non inutile anche dannoso, a conferma
- ancora una volta - di quanto superflui siano tali Regolamenti
a cui troppo spesso fanno appello le Società quotate
forse nel vano tentativo di "limitare"
l'intervento degli azionisti.
Aperta,
infatti, la discussione l'avv. Cianciaruso Nicola ha fatto
rilevare che il Patto Parasociale siglato il 20/3/09 era gravato
da un "vizio insanabile" poichè
in osservanza a quanto disposto dall'art. 122 del Decreto
Legislativo n. 58/98 oltre alla comunicazione per estratto
alla CONSOB entro 5 giorni dalla stipulazione e alla pubblicazione
sempre per estratto sulla stampa quotidiana entro 10 giorni
dalla stipulazione, il punto 1 lettera c) prevede anche che
"i patti, in qualunque forma stipulati, aventi per
oggetto l'esercizio del diritto di voto nelle società
con azioni quotate e nelle società che le controllano
siano depositati presso il registro delle imprese nel luogo
ove la società ha la sede legale entro quindici giorni
dalla stipulazione".
Recita sempre l'art. 122 D. Lgs. n. 58/98 che "in
caso di inosservanza degli obblighi previsti dal comma 1 i
patti sono nulli".
Il
deposito presso il Registro delle Imprese, però, non
deve avvenire per "estratto" ma in forma
"integrale".
Pare, invece, che la domanda al Registro delle imprese sia
stata protocollata solo il 14 aprile 2009 e "rigettata"
poichè è stato trasmesso il Patto in versione
per "estratto" e non "integrale".
Per quanto sopra l'Avv. Cianciaruso Nicola ha chiesto che i voti dei partecipanti al patto fossero sospesi poichè il Patto era nullo e pertanto le azioni detenute da Unione Banche Italiane SCPA, Centrobanca SpA e Webstar S.A. potevano partecipare al quorum costitutivo ma non a quello deliberativo! L'Avvocato ha reso noto che qualora non fossero stati sospesi i voti il suo delegante avrebbe proceduto per impugnare l'assemblea.
A
questo punto un silenzio innaturale è calato in sala
rotto solo dalle parole del Presidente che ha "sospeso
per mezz'ora" la riunione: una sospensione che però
si è protratta ben più a lungo (circa 1 ora
e 20 minuti) mettendo a dura prova la pazienza degli intervenuti.
Alla
ripresa il Presidente ha confermato che la comunicazione al
Registro delle Imprese era avvenuta il giorno 4 aprile u.s.
(ultimo giorno utile per adempiere a quanto previsto dal sopra
citato art. 122 decreto Legislativo n. 58/98), ma che cadendo
di sabato l'Ufficio del Registro aveva "ricevuto"
la domanda solo il lunedì 6 aprile u.s. Inoltre,
sempre il Presidente, ha dichiarato che la domanda protocollata
il 14 aprile è stata effettivamente "rigettata"
perchè contiene il Patto in estratto e non in versione
integrale e, pertanto, in forza di quanto avvenuto sospendeva
il diritto di voto dei soci aderenti al Patto in oggetto,
pur potendo essi partecipare al quorum costitutivo dell'assemblea.
Il
dott. Bruno Vecchio delegato a rappresentare i soci Unione
Banche Italiane Spa e Centrobanca Spa - apparentemente contrariato
- a questo punto ha preso la parola dichiarandosi in disaccordo
con la decisione presa dal Presidente sostenendo che l'Estratto
inviato al Registro delle imprese (ancorchè ricevuto
solo il 6/4/09) assolveva tutti gli obblighi previsti dalle
normative vigenti e, inoltre, che qualora avesse potuto votare
avrebbe naturalmente espresso voto a favore all'unico punto
messo all'ordine del giorno.
Stà
di fatto che senza il suo voto favorevole le proposte del
Consiglio sono state bocciate soprattutto per il voto contrario
proprio del socio rappresentato dall'Avvocato Cianciaruso,
il che dimostra come il "disaccordo" del
socio non riguardi tanto un aspetto formale ma, probabilmente
uno più sostanziale.
Di
certo, un brutto colpo per il Consiglio che si è visto
respingere in assemblea una propria proposta e che ha imparato
a sue spese l'importanza del deposito nei modi e termini previsti
dalla legge (ad oggi, per esempio, nell'elenco dei documenti
societari presenti sul sito di Borsa italiana, non è
ancora incluso il verbale dell'assemblea di bilancio tenutasi
l'8 aprile u.s..) anche se, tuttavia, sembrerebbe che la "lezione"
non sia servita considerato che la Società ha sì
provveduto ad emettere ai sensi di legge il comunicato stampa
relativo all'assemblea, peccato che lo stesso sia ad oggi
presente solo negli avvisi sul sito di Borsa Italiana, mentre,
non ve n'è traccia in quello della Società!!!
(clicca qui per visualizzare).
Lungi
da noi pensare che il mancato inserimento derivi dal voler,
in qualche modo, far passare il più possibile sotto
silenzio quanto accaduto, ovvero, che in tempo di esami il
CDA ha ricevuto dai soci un'inesorabile bocciatura!!!
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