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Dopo
l’abbuffata di pubblicità da parte dell’Enel
che invitava ad aderire all’aumento di capitale
della Società, adesso tocca all’Eni
il cui invito, invece, è a sottoscrivere un prestito
obbligazionario. Una vera “pacchia” per
i mezzi di comunicazione.
L’Enel, infatti, per convincere ad aderire all’aumento
di capitale ha utilizzato tutte le forme di diffusione, inclusi
la pubblicazione di un video su youtube e l’invio di
una lettera a tutti gli azionisti della Società.
Per quel che riguarda l’uso di Youtube, che sta diventando
ormai un mezzo sempre più diffuso di comunicazione,
utilizzato, anche, per esempio, dai politici, a vedere il
numero di visualizzazioni (777 ) non sembra aver avuto un
grosso successo. Più che il mezzo, probabilmente quello
che potrebbe non aver funzionato è come è stato
utilizzato, comunque, visto il costo contenuto dell’operazione,
ovvero, solo la realizzazione del filmato, era un esperimento
che comunque valeva la pena fare.
Già diffuso da tempo, invece, l’invio della lettera
agli azionisti. In questo caso la Società nella missiva
informava che il 27 maggio la Consob aveva autorizzato la
pubblicazione del Prospetto Informativo ed il giorno successivo
il Cda aveva deliberato le condizioni dell’offerta.
Quello che colpisce è che nell’intera lettera
solo poche righe siano state dedicate a spiegare il perché
dell’aumento di capitale: "la sua partecipazione
e quella di tutti gli altri Azionisti a questa operazione
contribuirà a rafforzare la struttura patrimoniale
e finanziaria di questa nuova Enel, da decenni affermata realtà
industriale del nostro paese e oggi marchio italiano protagonista
mondiale dell'energia. Enel sarà così ancora
più pronta ad affrontare gli investimenti di sviluppo,
a consolidare le nuove attività acquisite e a sostenere
una attraente politica dei dividendi".
Una
spiegazione poi alquanto generica, che non dà nessuna
indicazione concreta sul perché la Società abbia
bisogno di nuove risorse finanziarie.
Se infatti il perché è quasi certamente noto
agli “addetti ai lavori” molto meno lo
è per il singolo investitore. Poca enfasi, poi, anche
all’aspetto economico, a comeper esempio il prezzo di
sottoscrizione delle nuove azioni possa essere conveniente
considerati i corsi di borsa del titolo Enel nell’ultimo
periodo.
Come detto, dopo Enel anche Eni è partita con una campagna
pubblicitaria a sostegno dell’emissione di un prestito
obbligazionario. Per convincere il pubblico a sottoscrivere
le obbligazioni la società ha scelto il seguente slogan:
"Rimetti in circolo l’energia, scegli le obbligazioni
ENI". Quello che lascia perplessi è che nessun
accenno viene fatto, nelle pubblicità, trattandosi
di un prestito obbligazionario, e quale sia il rendimento,
o a come questo venga calcolato. In effetti, andando sul sito
della Società, nell’area appositamente creata
per il prestito, dove ci sono le FAQ (ovvero le domande più
comuni con le relative risposte, al quesito: quale è
il tasso d’interesse del prestito a tasso fisso
si legge: "Il tasso di interesse nominale delle Obbligazioni
del Prestito a Tasso Fisso sarà comunicato al pubblico
successivamente alla chiusura dell’Offerta, tramite
apposito avviso pubblicato sul quotidiano "Il Sole 24
ORE" e/o "Milano Finanza" o su altro quotidiano
economico a diffusione nazionale entro 5 giorni lavorativi
dalla conclusione dell'offerta delle obbligazioni del Prestito
a Tasso Fisso, nonché mediante specifico avviso diffuso
da Borsa Italiana.
Il tasso di interesse nominale delle Obbligazioni del
Prestito a Tasso Fisso sarà determinato in misura
pari al tasso di rendimento annuo lordo effettivo, arrotondato
- ove non divisibile per 0,125% - all'ottavo di punto percentuale
(e cioè lo 0,125%) inferiore; laddove il tasso di rendimento
annuo lordo effettivo risulti esattamente divisibile per 0,125%,
il tasso di interesse nominale sarà pari a tale tasso
di rendimento lordo effettivo diminuito dello 0,125%.
Il tasso di rendimento annuo lordo effettivo delle Obbligazioni
del Prestito a Tasso Fisso sarà calcolato sommando
il margine di rendimento effettivo - il quale sarà
compreso nell'ambito di un intervallo che sarà non
inferiore a 85 e non superiore a 135 punti base (basis points)
- al tasso mid swap a 6 anni.
Per maggiori informazioni e prima dell'adesione leggere attentamente
il Prospetto Informativo.”
Per quel che riguarda, invece, il tasso variabile vi è
la seguente risposta: "il tasso di interesse nominale
delle Obbligazioni del Prestito a Tasso Variabile sarà
indicizzato all'Euro Interbank Offered Rate (EURIBOR) a 6
mesi maggiorato di un margine, il quale sarà compreso
nell’ambito di un intervallo che sarà non inferiore
a 85 e non superiore a 135 punti base (basis points) e sarà
determinato a conclusione dell'offerta delle Obbligazioni
del Prestito a Tasso Variabile e comunicato al pubblico con
apposito avviso pubblicato sul quotidiano "Il Sole 24
ORE" e/o "Milano Finanza" o su altro quotidiano
economico a diffusione nazionale entro 5 giorni lavorativi
dalla conclusione dell'offerta delle obbligazioni del Prestito
a Tasso Variabile, nonché mediante specifico avviso
diffuso da Borsa Italiana.
Per maggiori informazioni e prima dell'adesione leggere attentamente
il Prospetto Informativo".
Considerato che l’investimento in obbligazioni in genere
viene fatto in base alla cedola che se ne riceve, qualche
informazione in più sarebbe stata certamente gradita.
In effetti nel Prospetto Informativo maggiori dettagli vengono
forniti, il problema è tuttavia che benché in
linea teorica chiunque dovrebbe leggere il Prospetto prima
dell’acquisto, in realtà questo non viene mai
fatto.
Resta il dato di fatto che i due giganti dell’energia
italiana - entrambi oltretutto hanno come azionista di maggioranza
il Ministero del Tesoro e, quindi, lo Stato Italiano - per
ragioni diverse e con metodologie diverse ricorrono al mercato
per finanziare i propri investimenti.
Più che un pieno d’energia un pieno di
soldi.
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