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Il
2008 è stato per la EEMS Italia un
anno da archiviare caratterizzato dalla crisi che ha travolto
il principale cliente del gruppo, la tedesca Qimonda,
la quale versando in uno stato di insolvenza ha provocato
conseguenze negative a cascata sugli stabilimenti asiatici,
ma, soprattutto, sulla Capogruppo che ha dovuto intraprendere
un processo di ristrutturazione dello stabilimento di Cittaducale
a seguito della cessazione della produzione di memorie a semiconduttore.
Il
trend negativo, però, era già iniziato tre anni
fa facendo registrare significative perdite nel 2006 pari
a 6,6 ML e nel 2007 pari a 11,5 ML. Nel 2008 le perdite consuntivate
prima delle Imposte hanno raggiunto la cifra "record"
di 41,6 ML così come esposto nella seguente tabella:
La
riconversione industriale, quindi, non è stata sufficiente
per contenere i riflessi negativi derivati dalla perdita di
un cliente che "pesava" per circa il 50%
sui ricavi realizzati. La situazione si preannunciava già
molto grave nel 2008, tanto che la Società di revisione
Reconta Ernst & Young S.p.A. aveva segnalato
nella sua Relazione al Bilancio 2008 che anche gli amministratori
avevano sottolineato la sussistenza di "circostanze
che indicano l'esistenza di rilevanti incertezze che pongono
dubbi significativi sulla capacità di EEMS Italia S.p.A.
a proseguire l'attività operativa in un prevedibile
futuro".
Nonostante i "dubbi sulla continuità aziendale"
gli amministratori hanno riportato nelle note esplicative
"le motivazioni che li hanno indotti, sulla base
delle loro ragionevoli aspettative connesse alle azioni già
intraprese, ad adottare il presupposto della continuità
nella redazione del bilancio". In altre parole gli
amministratori facendo assegnamento sul piano di ristrutturazione
avviato e soprattutto attivando contatti con primari Istituti
di Credito per verificare la possibilità di una verifica
per modificare gli impegni finanziari in essere, pare confidino
di perservare la continuità aziendale del Gruppo EEMS.
Certo
è che la notizia della dichiarazione ufficiale dello
stato di insolvenza di Qimonda nel gennaio 2009 ha arrecato
ai tentativi di "salvataggio" un duro ma
ancora non fatale colpo, pur rimanendo la situazione sempre
in "zona rossa" come confermato dai risultati
consolidati del primo trimestre 2009, approvati il 14 maggio
u.s. e sotto riportati:
Il
29 aprile u.s. si è tenuta a Rieti l'assemblea dei
soci presso la sala Convegni del Park Hotel Villa Potenziani
per discutere e deliberare sull'unico punto all'ordine del
giorno: "Presentazione del bilancio di esercizio
e consolidato della Società al 31 dicembre 2008 della
relazione sulla gestione, della relazione del Collegio Sindacale
e della relazione della Società di revisione; delibere
inerenti e conseguenti".
Dei
n. 3.966 azionisti iscritti a quella data al LIbro Soci solo
n. 4 azionisti (in proprio o per delega) rappresentanti il
44,08% vi ha partecipato, e stante lo stato di profonda crisi
in cui versa il Gruppo e la doverosa necessità di informare
i soci nonchè fornire loro chiarimenti e/o aggiornamenti
sulle trattative in corso con i principali Istituti Bancari,
a chi non ha potuto intervenire non è restato altro
che leggere il Verbale redatto dal segretario dott. Stefano
Lunardi nella speranza di venire edotti sullo stato
dei fatti .
Pur
non formulando dubbi in tema di redazione e di formalità
espletate così come previste dalla vigente normativa
a cui Lunardi si è certamente attenuto, si deve però
annotare che poco o nulla è possibile desumere da quanto
verbalizzato, nonostante l'Amministratore Delegato Vincenzo
D'Antonio abbia fornito durante la riunione "alcune
indicazioni circa gli eventi che hanno influenzato l'andamento
dell'esercizio 2008, nonchè, alcune informazioni circa
la situazione generale e le aspettative del mercato nel settore
dei semiconduttori e del fotovoltaico".
Meglio
sarebbe stato - ancorchè non dovuto - se il verbale
avesse riportato almeno per sintesi quanto illustrato da chi
più di tutti ha sentore ed elementi tali da fornire
informazioni (ovviamente divulgabili) che avrebbero potuto,
almeno in parte, colmare la curiosità dei n. 3.962
azionisti non intervenuti in assemblea.
Altrettanto
interessante sarebbe stato informare gli azionisti sui vari
incontri intervenuti con gli istituti finanziatori i quali
pare abbiano "preso visione del Piano industriale
predisposto da parte della società manifestando interesse
nel proseguimento delle analisi" così come
riportato nel Resoconto Intermedio di gestione consolidato
al 31 marzo 2009.
Non
è chiaro se le ulteriori analisi siano scaturite dalla
volonta' da parte degli Istituti finanziatori di dare corso
al piano industriale o alla necessità di meglio valutare
i rischi connessi, e ancora, non è stato indicato il
Primario advisor finanziario a cui il Gruppo EEMS si è
affidato per la revisione degli impegni.
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Nessun
riferimento a quanto detto in assemblea dall'Amministartore
Delegato, nemmeno nel comunicato stampa emesso a seguito dell'assemblea.
Gli
unici, quindi, a sapere quanto detto dall'Amministratore Delegato
restano i 4 soci presenti: i "soci conduttori".
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