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I
dati al 31/03/2009 mostrano come anche la El.En.,
società di Firenze presente nel settore del laser ad
uso estetico e medicale, abbia fortemente risentito della
crisi economica mondiale ed in particolare quella negli Stati
Uniti dove è fortemente presente.
I dati infatti sono i seguenti:
| Conto
economico |
31/03/09 |
31/03/08 |
Var.
% |
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| Valore
della produzione |
34.180 |
57.670 |
-40,7% |
| Costi
per acquisto di merce |
12.458 |
23.057 |
-46,0% |
| Margine
di contribuzione lordo |
18.300 |
30.684 |
-40,4% |
| Costi
per servizi ed oneri operativi |
11.581 |
11.012 |
5,2% |
| Valore
aggiunto |
6.719 |
19.672 |
-65,8% |
| Costi
per il personale |
11.324 |
11.554 |
-2,0% |
| Margine
operativo lordo |
(4.605) |
8.118 |
-156% |
| Risultato
operativo |
(6.592) |
6.901 |
-195% |
| Risultato
prima delle imposte |
(6.149) |
7.312 |
-184% |
Come
si può vedere il calo del valore della produzione rispetto
allo stesso periodo del 2008 è stato di ben il 40,7%,
il margine operativo lordo è peggiorato di ben il 156%
passando ad un dato negativo, così come, ovviamente,
sono passati in negativo sia il Risultato operativo (-195%
rispetto al 31/03/2008) ed il Risultato prima delle imposte
(in questo caso il peggioramento è stato del 184%).
Per giustificare questo andamento, non certo confortante,
la società presieduta da Gabriele Clementi
ha trovato essenzialmente due colpevoli: da un lato
la crisi economica e dall’altro: "la restrizione
del credito che caratterizza questo periodo appare come il
principale ostacolo al normale svolgimento delle attività,
sia per l’effetto generale di rallentamento dell’economia,
sia per l’effetto specifico sul credito ai nostri clienti.”
Per fronteggiare questa situazione la società ha, ovviamente,
messo in atto una serie di "azioni volte
a contenere l’entità delle spese di struttura,
andando ad incidere su una serie di costi fissi nel tentativo
di adeguarli al ridotto volume d’affari. La normativa
più flessibile in tal senso ha consentito a Cynosure*
di ridurre in tempi rapidissimi il personale di circa
il 25%, mentre, le società europee hanno preso provvedimenti,
nell’ambito delle ben più rigide normative, procedendo
ad un attento controllo dei costi commerciali, generali e
del personale, riducendo ove opportuno la forza lavoro non
legata da contratti a tempo indeterminato.”
Peccato che, come informa la stessa società: "pur
riscontrando in tali provvedimenti una buona efficacia, questi
non sono stati in grado di controbilanciare la perdita di
fatturato e margini, pertanto il risultato consolidato e quello
della maggior parte delle società chiude in perdita.”
In effetti dall’analisi dei dati si riscontra come questi
“tagli” abbiano portato nel primo trimestre
pochi benefici, mentre si spera si dimostrino più incisivi
nei prossimi mesi.
Il costo del personale, per esempio, è diminuito di
solo il 2%, i costi per servizi ed oneri operativi sono addirittura
cresciuti del 5%, mentre, effettivamente a seguito del calo
della produzione vi è stata una forte contrazione dei
costi per acquisti merce (-46% ).
Oltre che informare sul taglio dei costi, che viene giustamente
attuato in casi simili, considerato tuttavia che una delle
cause individuate dal Consiglio della forte riduzione dei
ricavi è la stretta creditizia, che impedisce ai nostri
potenziali clienti di effettuare gli ordini, sarebbe stato
interessante se il CDA avesse dato qualche informazione su
eventuali azioni che la Società ha messo, o intende
mettere in atto a tal riguardo, invece niente viene
detto il che, porta a pensare, che niente
sia stato fatto.
*Società Controllata
americana
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