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(Aprile/2009)
IW Bank S.p.A.
"demenziale"

L'8 aprile 2009 si è tenuta presso la sede legale a Milano l'assemblea dei soci IWBank che ha approvato il Bilancio d'esercizio 2008.
Di seguito si riportano le tabelle riferite ai principali indicatori economici sia Consolidati sia della Capogruppo:

Il Consolidato recepisce l'integrazione di InvestNet per l'intero anno 2008, mentre, incideva nel 2007 solo per due mesi, ma ciò nonostante il Risultato d'Esercizio 2008 poco si discosta da quello realizzato nel 2007.
A fronte, infatti, di un "Margine di Interesse" che ha registrato un incremento di circa l'88,5% e della voce "Commissioni nette" in linea con quanto realizzato nel periodo precedente - anche se per il 2008 il consolidamento InvestNet ha contribuito per circa 5,3 ML -, il "Margine di Intermediazione" risulta essere incrementato di solo il 23,2%, e il "Risultato della gestione finanziaria" del 23,6%.

Hanno sensibilmente pesato (ipotizzabile in misura più che proporzionale rispetto ai risultati consuntivati) le "Spese Amministrative" dovute al consolidamento di InvestNet che sommate ad una serie di costi "non ricorrenti" hanno eroso l'Utile della operatività corrente al lordo delle imposte che era pari a 17,5 ML nel 2007 e solo 18,7 nel 2008 (+6,9%). Al Netto dell'imposizione fiscale la variazione dell'Utile 2008 vs 2007 è pari a solo +2,3%.

La situazione non è molto differente se si analizzano i dati della Capogruppo:

Il "Margine di Interesse" registra un +88,4%, le "Commissioni Nette" sono, invece, in flessione di circa il 12%, mentre, il "Margine di Intermediazione" e il "Risultato Netto della Gestione finanziaria" saldano con un + 16%.

Si segnala che i "clienti operativi" hanno registrato un sensibile aumento: nel 2007, infatti, i rapporti di conto perfezionati ed operativi erano pari a circa 71.400, mentre, a fine 2008 sono saliti a più che 90.000. Uno spred di 29.300 mila nuovi rapporti lordi (+41,1%) che scendono a 20.300 (+28,4%) se si considerano le 9.000 chiusure dovute a "semplificazioni di profili di conto" messe in atto nel 2008.
A fronte di quanto sopra si rileva, però, che la raccolta complessiva della clientela era pari a 3,688 ML nel 2007, circa 3,914 nel 2008, con una crescita di solo il 6,1% così suddivisa:

ml
2008
2007
%
raccolta diretta
1.051
1.072
(2%)
raccolta indiretta in titoli
2.691
2.122
26,8%
raccolta indiretta in fondi
172
494
(65,2)

La Raccolta indiretta in fondi "sconta" l'uscita di due clienti istituzionali per un totale di 264 ML che a causa della crisi finanziaria hanno avuto la necessità di "riscattare l'investimento" per "motivi di capitalizzazione", la raccoltà diretta, invece, sconta la "sostituzione delle giacenze liquide in c/c" con l'investimento nel prodotto di risparmio "IW Power".

La Capogruppo, poi, come ha ribadito durante l'assemblea l'Amministratore Delegato Pasquale Casale - ha "subìto" una serie di spese "non ricorrenti" imputabili principalmente a "costi sostenuti in ambito sicurezza e costi di consulenza per adeguamenti alle novità normative". Resta il fatto che per una società che svolge il suo business principalmente utilizzando il canale "internet" offrendo "servizi finanziari e bancari on line" la tutela della sicurezza sulle operazioni e sui dati sensibili dei clienti dovrebbe essere un "must irrinunciabile", e anche se una "spesa" non dovrebbe essere certo considerata un "costo subito" ma, piuttosto, un "investimento doveroso".

In misura decisamente più marginale hanno inciso sui costi le spese per "pubblicità e comunicazione"; ha tenuto, infatti, a ribadire l'AD Casale - sempre durante l'assemblea dei soci - che l'IW Bank attualmente stà "subendo la concorrenza demenziale" messa in atto da competitors che sostengono così modelli di business basati principalmente sulla comunicazione e pubblicità soprattutto sui media, mentre, ha confermato che IWBank non intende investire in questo settore, ritenendo il "passaparola" più efficace di qualsiasi strategia di diffusione. Anche se l'AD ritiene il fenomeno "demenziale" solo "transitorio", certo è che se IWBank lo "subisce" forse il modello di business della concorrenza in una qualche misura può ritenersi efficace, e il solo "passaparola" non sufficiente per contrastarlo o per lo meno arginarlo.

A fronte di tutti i "Costi Operativi", il "Risultato d'esercizio" al netto dell'imposizione fiscale salda a 11,076 ML nel 2008 contro gli 11,201 nel 2007 con una - seppur lieve - flessione dell'1,1%: in ogni caso verrà distribuito un dividendo pari a 0,141 euro per azione con stacco cedola in data 20 aprile p.v. e pagamento dal 23 aprile p.v.

La quotazione del titolo, anche se trascinata al ribasso dagli eventi destabilizzanti degli ultimi mesi e nonostante le rassicurazioni del Vice- Presidente operativo Benedetto Marti che in assemblea ha sostenuto che "non ci sono cancri sulla Banca", è ben lontana dai fasti della IPO di circa due anni fa (4,60 euro per azione). Sia Casale che Marti hanno, inoltre, insistito che il valore della quotazione del titolo è la "conseguenza dei Piani di sviluppo e della creazione degli utili" e ancora che per sostenere il titolo occorre puntare sulla "bontà, solidità e forza del modello di business", ma nel frattempo, fra gli altri motivi, per "stabilizzare il prezzo di mercato" hanno proposto all'assemblea di rinnovare al CDA la delega per l'acquisto e alienazione di azioni proprie, considerata "una opportunità per effettuare operazioni di investimento della liquidità". Recenti studi hanno confermato, invece, che le società che hanno investito in azioni proprie invece che in piani di sviluppo hanno registrato consistenti perdite.

Sulla quotazione, forse, ha anche inciso il report di Equita SIM su IWBank edito il 6 marzo 2008 che riportiamo nella sua versione integrale:
"Il management vende tutte le sue azioni a UBI. UBI compra Twice SIM e progetta di fonderla con IW Bank. L'equity story perde uno dei capisaldi. Target price ridotto a 1,9 e downgrade REDUCE.
La nostra equity story su IW viene drasticamente a cadere, non per una delusione sui numeri o sulle prospettive del settore, ma per questi tre motivi:
1. abbiamo sempre scritto che la presenza di un management azionista era un punto di forza di IW
2. l'integrazione con Twice senza nessuna informazione è un altro elemento di rischio
3. in conference il management ha comunicato di non avere ancora fatto le due diligence su Twice, perchè il deal è stato seguito solo da UBI e questo è un' ulteriore stranezza (ci saremmo aspettati che gli esperti di online trading del gruppo partecipassero attivamente al deal).
Nella valutazione abbiamo inserito un valore negativo pari al goodwill stimato da Twice (10 mn), alzato il beta da 1 a 1,50 per incorporare un rischio visibilità elevato (il cost of equity sale da 8.1% a 10.4%) e tenuto conto delle nuove stime di utile (leggermente più basse). Il target scende quindi da € 3.07 a € 1.9."

Nessun accenno in assemblea e nessuna spiegazione a tal proposito è stata fornita dal Management-azionista coinvolto.

Che la comunicazione, in fondo, non sia il "punto forte" di IwBank lo si rileva anche dal fatto che la documentazione predisposta per l'assemblea dei Soci i quali "hanno facoltà di prenderne visione e di ottenerne copia" e che avrebbe dovuto essere a "disposizione" presso la sede legale e presso la Borsa Italiana S.p.A. il 24 marzo scorso è stata depositata, di fatto, in tarda serata rendendone così impossibile la consultazione presso le sedi designate disattendendo le vigenti normative in materia.

Difficile ipotizzare se per il top management della Banca qualsiasi forma di comunicazione verso gli azionisti possa essere considerata "demenziale", certo è che il dubbio viene.