Quello
che si è chiuso al 31 dicembre rappresenta per Mediobanca
un semestre che la Società vorrebbe dimenticare al
più presto ma che, purtroppo, rischia di essere solo
il primo di una serie.
I dati consuntivati sono, infatti, i seguenti:

Se
si considera che era dal 2003 che la società amministrata
da Alberto Nagel non presentava dei conti
in calo, si capisce perché tutta la Società
abbia cercato di addolcire la pillola.
Il comunicato stampa emesso, infatti, punta molto sul “positivo
andamento” delle attività bancarie, pur
in un contesto operativo assai sfavorevole.
Peccato che il positivo andamento a cui si fa riferimento
sia un -13% per quel che riguarda i ricavi ed un -5% per quel
che concerne il margine d’interesse e le commissioni
nette. Al di la dell’entità del calo, quello
che colpisce è il considerare appunto un calo come
positivo andamento. Questo atteggiamento la dice, infatti,
tutta sulle difficoltà del periodo che si sta vivendo.
Singolare, poi, che nella presentazione dei dati nel comunicato
stampa, anche Mediobanca sia “caduta”
nell’uso secondo convenienza delle percentuali.
Riportiamo:
"In
un contesto operativo assai sfavorevole, l'andamento delle
attività bancarie permane positivo:
- commissioni
nette e margine d'interesse complessivamente stabili (-5%)
- contributo
del trading positivo seppur in calo (da 78m a 7m)
- costi
ordinari in calo nel CIB (-3%) e nel RPB (-6%)
- qualità
del credito tutelata da maggiori accantonamenti (+60%)
L'utile
netto ( a 100m da 640m) sconta l'impatto dei mercati (circa
430m) sul portafoglio azionario:
- svalutazioni
per 281m (Telco 144m, RCS 63m, 74m titoli AFS)
- minori
utili da PI per 147m (di cui Generali 129m, RCS 15m)"
Come
si può, infatti, notare, laddove lo scostamento è
fortemente negativo, come per esempio alla voce "contributo
del treding definito positivo seppur in calo", non
venga indicato che il calo è ben del 91%, così
come la necessità di dover fare maggiori accantonamenti
+60% alla voce rettifiche/riprese di valore nette sui crediti
venga presentato quasi come un elemento positivo ovvero, "qualità
del credito tutelata da maggiori accantonamenti.”
La
voce che, tuttavia, ha inciso in maniera determinante sui
conti della società è, ovviamente, quella relativa
alle rettifiche sulle attività finanziarie, che riguardano
per 144 milioni le partecipazioni in Telco/Telecom,
per 63 mil in RCS Media Group e per 74 milioni
azioni del portafoglio disponibile per la vendita. Da segnalare
inoltre che :"oltre a queste rettifiche il portafoglio
titoli disponibili per la vendita ha scontato altresì
un allineamento negativo di 450,3 mil (di cui circa 70 mil
riferibili al comparto fixed income) confluito tra le riserve
di patrimonio netto".
Unica nota positiva sembra venire da Che Banca!
che pare aver conseguito ottimi risultati commerciali, grazie
anche alla martellante campagna pubblicitaria
Per quel che riguarda invece la società Presieduta
da Cesare Geronzi, considerati i dati dei
primi sei mesi, lo slogan più adatto sembra proprio
essere “che botta”.
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