(Gennaio/2009)
Ceramiche Ricchetti S.p.A.
le proprie azioni

ll Gruppo Ceramiche Ricchetti ha convocato i Soci alle ore nove del 23 gennaio, in prima convocazione ed il 25 in seconda convocazione presso lo stabilimento di Sassuolo (MO) per deliberare sulla delega al Consiglio d’Amministrazione di acquisto di azioni proprie.

La proposta di delibera prevede che detta delega sia concessa entro il massimo di azioni previsto dal comma III dell’art.2357 c.c. (tenendo conto di eventuali azioni possedute da società controllate) ed entro l’importo massimo degli utili distribuibili e delle riserve disponibili risultanti dall’ultimo bilancio regolarmente approvato a un prezzo unitario per azione non inferiore a 0.50 Euro per azione e non superiore a 3,00 Euro.

Considerato che nell’ultimo anno il titolo è passato da 1,78 Euro, al suo minimo di Euro 0,85, fissare come prezzo unitario non inferiore 0,50 non sembra essere molto ottimistico e non pare proprio sia un segnale di fiducia per il Mercato, così come fissare 3 Euro come massimo considerato i corsi di Borsa pare, quasi, corrispondere a non mettere un effettivo valore superiore.

Del resto a non indurre all’ottimismo sono anche i conti dei primi nove mesi dell’anno:

(in migliaia di €)
1.1-30.09.08
1.1-30.09.07
 
Ricavi delle vendite
187.671
207.836
Valore della produzione
192.932
217.708
Risultato operativo lordo (Ebitda)
8.579
21.272
Risultato operativo (Ebit)
11
12.123
Risultato ante imposte
(5.046)
7.860
Risultato netto
(7.756)
3.421

I dati dei primi nove mesi evidenziano, infatti, un preoccupante andamento negativo di tutti i principali valori, a partire dal decremento dei ricavi (-9,7%) a quello sia del risultato operativo lordo (-59,67%) che del netto (-99,9%) per non parlare poi del passaggio in negativo sia del risultato ante imposte (passato da + 7.860 migliaia di Euro a – 5.046 migliaia di Euro (-164,20%), che, ovviamente, di quello netto ( positivo per 3.421 migliaia di Euro al 30/09/2009 (-326,72%).

Pessime notizie anche per quel che riguarda la posizione finanziaria netta che evidenzia un indebitamento pari a 105,2 milioni di Euro in incremento sia rispetto agli 80,6 milioni di euro al 31 dicembre 2007 (+30,52%) che rispetto ai 80,9 milioni di Euro al 30/09/2007.

Alla luce di questa peggiorata situazione finanziaria appare, perlomeno, inopportuno che la Società intenda anche solo farsi dare la delega all’acquisto di azioni proprie, oltretutto, portando come unica motivazione: "l'andamento della quotazione borsistica delle azioni della società degli ultimi mesi mostra, a nostro parere, come i livelli medi di quotazione del titolo non siano sufficientemente rappresentativi del suo effettivo contenuto patrimoniale e delle prospettive reddituali della società. Da ciò potrebbero derivare opportunità, remunerative per la società, di investimento nei propri titoli.
Un'eventuale attività di compravendita di titoli propri da parte della società, potrebbe, altresì, avere l'effetto di stabilizzare l'andamento della quotazione, che, almeno nell'ultimo semestre, ha mostrato un trend sensibilmente altalenante, contribuendo nel contempo ad ampliare la cosiddetta "liquidità" del titolo sociale"
.

Invece che investire risorse finanziarie, che oltretutto non ha e che quindi dovrebbe reperire tramite finanziamenti esterni, per ottenere ”opportunità remunerative per la società di investimento nei propri titoli” meglio sarebbe se la Società concentrasse tutte le risorse disponibili nella crescita della stessa, ed, invecem che aumentarlo procedesse a studiare tutti le possibilità per ridurre il proprio indebitamento in modo da alleggerire il più possibile il peso degli oneri finanziari.

Oscar Zannoni è il Presidente e maggiore azionista della Società, la cui “indisponibilità" ha fatto sì che l’assemblea non si tenesse in prima convocazione.

Una decisione che sembra essere stata presa solo il giorno prima tanto che la Società ha sì provveduto a pubblicare il relativo avviso sia nel circuito di Borsa che nel proprio sito il giorno prima, ma non ha impedito (per ovvie ragioni di tempo) che lo stesso venisse pubblicato sui giornali solo il giorno stesso dell’assemblea. Considerato che queeta era convocata per le 9 di mattina tanto valeva risparmiare i soldi dell’annuncio .

E' così capitato che un azionista si presentasse presso il luogo dove era convocata l’Assemblea, come sopraddetto presso gli stabilimenti di Sassuolo, mentre, la Sede Sociale è nella più facilmente raggiungibile Modena, alle 8,45 e lì venisse informato che la stessa non si sarebbe tenuta.

L’azionista ha avuto, tuttavia, modo di partecipare all’assemblea andata, ovviamente, deserta in quanto non si è raggiunto il quorum deliberativo, che è stata Presieduta dall’unico Consigliere Presente, il Dr. Giancarlo Pelatti, assemblea che si è tenuta nella “lussuosa” portineria dello stabilimento.
Senza mettere assolutamente in dubbio che formalmente sia tutto avvenuto nel pieno rispetto delle norme, non si può non notare come questo tipo di atteggiamento non sembri proprio essere indice di attenzione verso il Mercato ed i suoi investitori.
Se questo tipo di comportamento non è già accettabile da società che almeno remunerano gli azionisti, ancor meno lo è alla luce di pessimi risultati sia reddituali che di andamento del titolo.
Piuttosto che pensare a comprare le azioni proprie, la Società forse dovrebbe stare attenta a meglio valutare le proprie azioni.