(Dicembre/2008)
Amplifon S.p.A.
ennesima scivolata


Che per Amplifon il 2008 non sia un anno da incorniciare, era anche facile da immaginarsi, i risultati ottenuti nei primi nove mesi dell’anno indicano, tuttavia, quanto la fine del tunnel non sembri proprio essere vicina.

(migliaia di €)
30/09/08
30/09/07
     
Ricavi delle vendite e delle prestazioni
454.772
482.691
Margine operativo lordo (EBITDA)
45.717
61.166
Risultato operativo ante amm.marchi, liste clienti, patti di non conc. e diritti di affitto (EBITA)
30.598
44.858
Risultato operativo (EBIT)
24.554
37.400
Utile prima delle imposte
11.490
27.689
Risultato netto del Gruppo
7.166
16.837

Nel comunicato stampa la società, cercando di vedere il bicchiere almeno un quarto pieno, informa di come :"nel corso dei prossimi mesi il Gruppo continuerà a concentrare i propri sforzi nello sviluppo del processo di riorganizzazione, razionalizzazione dei costi e posizionamento sul mercato in modo specifico e differenziato in ogni area, avendo come obiettivo, compatibilmente con l'attuale congiuntura economica, di incrementare ulteriormente la crescita organica nell'Europa Continentale, di migliorare le performance del Regno Unito e di ottimizzare la strategia commerciale negli Stati Uniti".

Affermazioni alquanto generiche ed in un certo senso anche prevedibili ma che, tuttavia, sembrano proprio lasciare il tempo che trovano.
Quello del mercato inglese è, infatti, un annoso problema del quale la Società soffre ormai da diverso tempo e che non sembra proprio vicino alla soluzione. Se, infatti, è certamente apprezzabile la riduzione dei costi avvenuta in Uk che ha portato ad un miglioramento delle perdite operative (- 1,7 milioni rispetto ai -2,4 milioni dello stesso periodo dello scorso anno ), va, tuttavia, sottolineato come questo miglioramento sia stato ottenuto nel modo “più facile” e più scontato, ovvero, la riduzione del 23% dell’organico. I fatti sembrano dimostrare che la scelta di entrare nel mercato inglese, caratterizzato anche dalla concorrenza del settore pubblico, non sia stata delle migliori, anzi si sta dimostrando sempre più una waterloo.

Notizie relativamente positive sembrano, invece, giungere per quanto riguarda le performance degli altri mercati dell’Europa Continentale (Italia +6,8%, Germania +8,4%, Svizzera + 13,8%, penisola Iberica + 14,6% ), a dimostrazione che meglio sarebbe stato concentrarsi su questi paesi invece che entrare negli Stati Uniti ed in UK. Peccato, però, che nonostante gli incrementi di fatturato, che oltretutto derivano anche dal consolidamento delle acquisizione effettuata soprattutto in Germania nel 2007, il margine operativo lordo relativo a quest’area abbia evidenziato un decremento di 2.663 migliaia di Euro (-5,3% ):


In effetti dall’analisi dell’EBITDA per area geografica non sembrano giungere notizie confortanti, considerato che l’unico mercato che segna un andamento positivo è quello assolutamente marginale dell’Africa.
La speranza è che l’aumento dei negozi con i quali il Gruppo opera nel mercato ad oggi meno problematico, ovvero quello dell’Europa Continentale (1.251 al 30/09/2008 rispetto i 1.208 al 30/09/2007) riesca a portare dei contributi positivi in termini di fatturato aggiuntivo.
In realtà a leggere quanto affermato dall’amministratore Delegato Moscetti Franco: "osserviamo il perdurare e, purtoppo, il peggioramento di una difficile congiuntura economica, che interessa larga parte del mercato occidentale. In tale contesto l'azienda stà concentrando tutti i suoi sforzi nell'implementazione di un articolato e mirato progetto di miglioramento dell'efficienza, per poter affrontare in maniera adeguata le mutate condizioni di mercato, razionalizzando ulteriormente la propria struttura di costi al fine di recuperare migliori livelli di redditività. I risultati dell'Europa Continentale raggiunti nel secondo e terzo trimestre vanno in questa direzione. Le azioni intraprese non sono ancora adeguatamente valorizzate in UK e US a causa del perdurare delle difficoltà dei rispettivi mercati locali”, non viene proprio da essere ottimisti, in quanto fa trasparire una propensione del management della Società, verso una strategia di sopravvivenza tramite il taglio dei costi che, per quanto utile e necessaria da sola, non può essere certo sufficiente.

A partire dal 10 settembre 2008 Amplifon ha ottenuto da Borsa Italiana l’attribuzione della qualifica Star e la negoziazione sul relativo segmento di mercato delle proprie azioni. Considerato che dallo stesso giorno al 4/12/2008 il titolo ha perso ben circa il 250%, non si può certo dire che sia stato un ingresso alquanto felice, tuttalpiù più che un’entrata pare l'ennesima scivolata