(Ottobre/2008)
l'ombra della giustizia


La Relazione Semestrale al 30/6/2008 del Gruppo Saras esordisce con quanto segue: "in un periodo caratterizzato da un'elevata volatilità dei prezzi dei prodotto petroliferi e da un Euro estremamente forte rispetto al Dollaro americano, Saras ha ottenuto dei risultati soddisfacenti, raggiungendo tutti gli obiettivi di tipo operativo e sfruttando a pieno la sua forte esposizione al mercato del gasolio per autotrazione". In altre parole - secondo quanto sostenuto nella relazione - il Gruppo Saras ha realizzato "complessivamente una buona performance".
La tabella sottostante riporta i principali indicatori economici del gruppo:

ML/euro
1H/08
1H/07
Ricavi
4.460
3.208
EBITDA
467,4
411,0
EBITDA comparable
340,2
338,6
EBIT
388,9
331,2
EBIT comparable
261,7
258,8
Utile Netto
329,8
187,0
Utile Netto adjusted
172,1
150,6

I dati riportati non sono, però, così "buoni" perchè gli incrementi registrati sono principalmente dovuti all'oscillazione e al rialzo dei prezzi dei prodotti petroliferi che in un lasso di tempo molto breve ha fatto registrare una vera e propria impennata del costo del petrolio e suoi derivati.
Pertanto i profitti sono stati "amplificati" dalla comparazione di ricavi calcolati a prezzi correnti contro costi computati a prezzi storici. Infatti, l'EBITDA del Grupppo si è attestato in crescita del 14%, mentre, più significativo è l'EBITDA comparabile che, invece, è stato depurato dall'"Anomalia" contabile sopra riportata e che, invece, è in linea con il primo semestre 2007 (+0,5%).

Anche l'utile netto 2008 è sensibilmente migliorato rispetto al corrispondente periodo precedente, ma questo è principalmente imputabile a "poste positive non ricorrenti relative a imposte differite e altri effetti derivanti dall'introduzione della finanziaria 2008".
Infatti, l'Utile netto adjusted che invece non tiene conto delle "poste straordinarie" è in crescita solo del 14% rispetto al H1/07, un progresso imputabile principalmente a "minori oneri finanziari e minori perdite sugli strumenti derivati".

------------------------------------------ @ ------------------------------------------

La PFN risulta essere negativa per 223 ML nel H1/08 contro una PFN positiva di 12 ML del H1/07.

Scetticismo si può esprimere sulla adozione di una strategia che persegue l'incremento dell'indebitamento, anche, per distribuire i dividendi agli azionisti (Moratti compresi). Difficile poi che questi possano compensare gli azionisti delle perdite registrate dal titolo fin da subito dopo il collocamento.
Ancora meno comprensibile è la scelta della Società di indebitarsi per acquistare azioni proprie - anche se il corso di borsa è conveniente e pari a euro 2,46 - (che potrebbero essere devolute all'alta dirigenza per dare corso ad eventuali piani di incentivazione con stock option).

------------------------------------------ @ ------------------------------------------

L'evidenziazione delle "poste non ricorrenti" è oggetto in questi giorni dell'attenzione della Procura di Milano che ha avanzato una ipotesi di "falso in Prospetto" cosi' come evidenziato dal consulente tecnico nominato Marco Honegger.

Dalla perizia pare che il "valore di Borsa" della Saras in sede di collocamento sia stato "gonfiato" di circa 700 ML non avendo dato adeguato risalto nel Prospetto Informativo alle componenti "non ricorrenti" dei dati economici consuntivati e non avendo, soprattutto, evidenziato i "dati storici depurati" sui quali si è proceduto ad individuare la forchetta di prezzo per il mercato.
Secondo questa tesi il "danno al mercato" si potrebbe quantificare in circa 770 ML (tenendo conto di un prezzo di collocamento di 4 euro "reale" invece dei 6 euro per azione con cui Saras ha debuttato nel 2006 in Borsa) e che soprattutto, sempre secondo Marco Honegger, Massimo Moratti avrebbe utilizzato i benefici a lui derivanti per "far fronte ad alcuni debiti dell'Inter".

Il punto non è tanto a cosa siano serviti gli incassi degli azionisti di riferimento che avrebbero tutto il diritto di "investire" il loro denaro come meglio credono (anche se la fede calcistica potrebbe non trovare il favore di molti), ma il fatto che il plusvalore pagato dagli investitori sia scaturito da un "errore di valutazione" da parte dell' advisor JP Morgan, una "imprecisione" che parrebbe - ancorchè riconosciuta dalla stessa Saras in più comunicati - non sia stata "adeguatamente e tempestivamente corretta" nonostante che anche gli altri due Advisor che hanno partecipato all'operazione - Morgan Stanley e Banca Caboto - la avessero rimarcata nelle loro Relazioni di valutazione pre collocamento.

Se quanto sopra risultasse confermato dall'inchiesta in corso il comportamento degli Advisor, risulterebbe del tutto ingiustificabile anche in virtù delle commissioni e competenze che sono state loro riconosciute per il lavoro svolto:

ADVISOR
Incasso tra commissioni e utili da stabilizzazione
JP Morgan
26,7 ML
Banca Caboto
18,0 ML
Morgan Stanley
20,9 ML

La magistratura farà il suo corso e i Moratti hanno espresso fiducia nell'iter giudiziario, ma ancora una volta si deve annotare la "superficialità" con cui la CONSOB - organo supremo di vigilanza sui documenti redatti dagli Emittenti per garantirne la chiarezza e la trasparenza - pare abbia trattato il collocamento Saras, ovvero, con una certa "approssimazione" senza approfondire e, soprattutto, senza chiedere gli opportuni chiarimenti, avallando, qualora questa sia dimostrata, la valorizzazione dilatata della Società.

Non è ben chiaro a questo punto se in caso la magistratura accerti le presunte irregolarità, chi pagherà il "danno economico" ipotizzato e sùbito dagli investitori (principalmente quelli retail); certo dal punto di vista etico anche gli advisor, così come la Consob, dovrebbero essere chiamati in causa per concorrere al "risarcimento".

In attesa, quindi, degli sviluppi, per adesso l'unica certezza è che a rimetterci sono stati i piccoli azionisti, in una società sotto l'ombra della giustizia.