(Ottobre/2008)
 
Anima SGR

in pena


Come era ormai ampiamente previsto, BPM (che già ne detiene il 29,9%) lancerà un’OPA totalitaria volontaria su ANIMA SGR con l’obiettivo di acquisire il restante 70% (che può divenire 71,4 in caso di aumenti per piani di stock option) e, quindi, delistarla.

La Banca milanese offrirà agli azionisti 1,45 euro per azione con un esborso previsto di circa 107 milioni. Il prezzo non rappresenta certo un affare per chi l’azione l’ha in portafoglio fin dalla sua quotazione che avvenne nel 2005 a 3,3 €, mentre, va invece bene a chi ha scelto d’investirci solo negli ultimi tempi.

Finisce così l’avventura in Borsa della prima sgr a essere quotata a Piazza Affari. Una storia quella di Anima piena di alti e bassi che si conclude nel modo appunto più prevedile. Dopo che lo storico azionista di maggioranza aveva mano a mano ridotto la sua presenza nel capitale e che vi era entrata la Banca guidata da Roberto Mazzotta era evidente che l’obbiettivo finale sarebbe stata la fusione con Bipiemme Gestioni.
La crisi del settore del risparmio fa sì, infatti, che sia meglio unire le forze anche se si sa che in questi casi difficilmente uno più uno fa due.

Difficile stabilire se ad accelerare il processo abbiano contribuito, anche, i non certo brillanti risultati conseguiti dalla Società nel primo trimestre 2008:

(dati in € migliaia)
30.06.08
30.06.07
     
Commissioni ricorrenti nette fondi comuni aperti
16.645
16.350
Commissioni ricorrenti nette SICAV
42
326
Commissioni attive totali
48.794
46.425
Commissioni passive totali
(31.962)
(29.702)
Totali commissioni ricorrenti nette
16.832
16.723
Totale commissioni variabili nette
6
6.381
Commissioni totali nette
16.838
23.104
Margine operativo lordo
8.054
15.359
Ebitda
8.012
15.333
Ebit
6.504
14.955
Margine della gestione finanziaria
(627)
426
Utile lordo
5.877
15.381
Utile (perdita) netto
3.529
9.241

Nel paragrafo relativo all’evoluzione prevedibile della gestione, il Cda ha scritto:
"La crisi originata dai c.d. "subprime mortgages" statunitensi non sembra aver cessato di produrre i suoi effetti sui mercati azionari e del credito internazionali, come anche sulle economie reali.
Permangono significative incertezze circa ulteriori perdite che gli intermediari finanziari coinvolti potrebbero essere costretti ad iscrivere a bilancio ove la situazione si deteriorasse ulteriormente, nonchè sulle prospettive di crescita dell'economia globale, indebolita per altro verso dalle crescenti spinte inflazionistiche legate ai rincari dei prezzi dell'energia e delle materie prime alimentari.
Tutti i citati fattori continuano a rappresentare elementi di significativa instabilità dello scenario economico e finanziario internazionale, nonchè fonti di possibili condizionamenti per l'industria domestica del risparmio gestito e per l'evoluzione quali- quantitativa dei patrimoni gestiti dalla società
".

Se non si può assolutamente confutare quanto scritto, tuttavia, quelle date dal Cda appaiono più descrizioni di una situazione generale che l’analisi dell’evoluzione della gestione della Società, sulla quale forse già allora potrebbero aver preferito non sbilanciarsi troppo in attesa delle decisioni poi effettivamente prese dagli azionisti.

Per quel che riguarda, invece, la realtà che nascerà dalla fusione e sulle sue prospettive, va certamente considerato come il management di Anima sia abituato ad avere una certa autonomia per cui bisognerà vedere come questo reagirà e se e quanti lasceranno la società per approdare in altri lidi, o quanti invece diventeranno …un’anima in pena.