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Come
era ormai ampiamente previsto, BPM (che già
ne detiene il 29,9%) lancerà un’OPA totalitaria
volontaria su ANIMA SGR con l’obiettivo
di acquisire il restante 70% (che può divenire 71,4
in caso di aumenti per piani di stock option) e, quindi, delistarla.
La Banca milanese offrirà agli azionisti 1,45 euro
per azione con un esborso previsto di circa 107 milioni. Il
prezzo non rappresenta certo un affare per chi l’azione
l’ha in portafoglio fin dalla sua quotazione che avvenne
nel 2005 a 3,3 €, mentre, va invece bene a chi ha scelto
d’investirci solo negli ultimi tempi.
Finisce così l’avventura in Borsa della prima
sgr a essere quotata a Piazza Affari. Una storia quella di
Anima piena di alti e bassi che si conclude nel modo appunto
più prevedile. Dopo che lo storico azionista di maggioranza
aveva mano a mano ridotto la sua presenza nel capitale e che
vi era entrata la Banca guidata da Roberto Mazzotta
era evidente che l’obbiettivo finale sarebbe stata la
fusione con Bipiemme Gestioni.
La crisi del settore del risparmio fa sì, infatti,
che sia meglio unire le forze anche se si sa che in questi
casi difficilmente uno più uno fa due.
Difficile
stabilire se ad accelerare il processo abbiano contribuito,
anche, i non certo brillanti risultati conseguiti dalla Società
nel primo trimestre 2008:
| (dati
in € migliaia) |
30.06.08 |
30.06.07 |
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| Commissioni
ricorrenti nette fondi comuni aperti |
16.645 |
16.350 |
| Commissioni
ricorrenti nette SICAV |
42 |
326 |
| Commissioni
attive totali |
48.794 |
46.425 |
| Commissioni
passive totali |
(31.962) |
(29.702) |
| Totali
commissioni ricorrenti nette |
16.832 |
16.723 |
| Totale
commissioni variabili nette |
6 |
6.381 |
| Commissioni
totali nette |
16.838 |
23.104 |
| Margine
operativo lordo |
8.054 |
15.359 |
| Ebitda |
8.012 |
15.333 |
| Ebit |
6.504 |
14.955 |
| Margine
della gestione finanziaria |
(627) |
426 |
| Utile
lordo |
5.877 |
15.381 |
| Utile
(perdita) netto |
3.529 |
9.241 |
Nel
paragrafo relativo all’evoluzione prevedibile della
gestione, il Cda ha scritto:
"La crisi originata dai c.d. "subprime mortgages"
statunitensi non sembra aver cessato di produrre i suoi effetti
sui mercati azionari e del credito internazionali, come anche
sulle economie reali.
Permangono
significative incertezze circa ulteriori perdite che gli intermediari
finanziari coinvolti potrebbero essere costretti ad iscrivere
a bilancio ove la situazione si deteriorasse ulteriormente,
nonchè sulle prospettive di crescita dell'economia
globale, indebolita per altro verso dalle crescenti spinte
inflazionistiche legate ai rincari dei prezzi dell'energia
e delle materie prime alimentari.
Tutti i citati fattori continuano a rappresentare elementi
di significativa instabilità dello scenario economico
e finanziario internazionale, nonchè fonti di possibili
condizionamenti per l'industria domestica del risparmio gestito
e per l'evoluzione quali- quantitativa dei patrimoni gestiti
dalla società".
Se non si può assolutamente confutare quanto scritto,
tuttavia, quelle date dal Cda appaiono più descrizioni
di una situazione generale che l’analisi dell’evoluzione
della gestione della Società, sulla quale forse già
allora potrebbero aver preferito non sbilanciarsi troppo in
attesa delle decisioni poi effettivamente prese dagli azionisti.
Per
quel che riguarda, invece, la realtà che nascerà
dalla fusione e sulle sue prospettive, va certamente considerato
come il management di Anima sia abituato ad avere una certa
autonomia per cui bisognerà vedere come questo reagirà
e se e quanti lasceranno la società per approdare in
altri lidi, o quanti invece diventeranno …un’anima
in pena.
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