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Nonostante la crisi dei mutui americani abbia fatto "saltare"
alcuni fra i più grandi Istituti di Credito mondiali,
in una intervista a "Finanza Mercati" del
26/9/2008 l'Amministratore Delegato di Pirelli RE Carlo
Puri Negri ha minimizzato l'effetto di conseguenze
destabilizzanti in Italia dichiarando che "l'impatto
della crisi delle banche sui fondi immobiliari è pari
a zero". Tale affermazione sembra stridere coi corsi
di Borsa del titolo Pirelli Re che nelle
ultime sedute ha scontato il "panico americano"
a causa, forse, del timore che Morgan Stanley - il più
importante partner finanziario della Società - possa
"svendere" le partecipazioni nelle joint
venture (più di una volta, infatti, il titolo è
stato sospeso per eccesso di ribasso).
Una cosa però è certa, ovvero, che la situazione
economica generale abbia avuto e tuttora stia avendo un forte
impatto sui conti della Pirelli Re. I dati del Conto Economico
consolidato relativi al primo semestre 2008 hanno, infatti,
consuntivato quanto segue:
| (in migliaia di euro) |
01.01.2008 |
01.01.2007 |
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30.06.2008 |
30.06.2007 |
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| Totale
ricavi operativi |
494.430 |
1.105.811 |
| Totale
costi operativi |
(481.199) |
(1.086.421) |
| Risultato
operativo |
13.231 |
19.390 |
| Risultato
al lordo delle imposte |
21.908 |
101.933 |
| Utile
(perdita) del periodo |
11.446 |
85.349 |
| Utile
(perdita) del periodo del Gruppo |
8.990 |
80.071 |
Rispetto
al primo semestre 2007 i ricavi operativi sono, quindi, sensibilmente
diminuiti di circa il 55,28%. Alla contrazione ha sicuramente
inciso la tangibile riduzione dei ricavi derivanti dalle vendite
di immobili residenziali che sono diminuite da 41 ML a 13,5
ML, ma, soprattutto, dal crollo delle vendite di aree/immobili
mediante vendita di quote che registrava un 548 ML nel 2007
contro i soli 48,6 ML nel 2008.
Quindi
tutto sembra a conferma che la "crisi di liquidità"
ha influito sui risultati della Società in termini
di ricavi. Anche sul fronte dei costi si è ridotta,
infatti, corposamente la voce "Acquisti di immobili"
nel primo semestre 2008 rispetto al primo semestre 2007 passando
dai 1.348 ML ai soli 78,5 ML, sintomo questo di una difficoltà
non solo a reperire e a identificare aree appetibili per gli
investimenti immobiliari, ma anche - e forse soprattutto -
a possibili incertezze di ritorni economici positivi dagli
investimenti sostenuti.
Il Risultato operativo si è ridotto da 19,4 ML a circa
13.2 ML (-31,7%) mentre il Risultato di periodo passa dagli
80 ML del 2007 agli 8,9 del 2008.
Il
mercato borsistico sembra aver voltato le spalle alla Pirelli
Re facendo registrare una "caduta" del
titolo che ormai data qualche anno: è, infatti, ben
lontana la quotazione a 62,86 euro dell'aprile 2006, e pare
che da allora (in una situazione macroeconomica non ancora
inficiata dalla crisi americana) il titolo abbia iniziato
"inspiegabilmente" la sua inarrestabile
discesa fino alla quotazione di circa 8,3 di queste ultime
sedute.
Puri
Negri ha affermato che "non c'è corrispondenza
tra gli attuali corsi di Borsa, la solidità patrimoniale
e l'andamento dell'azienda". Se avesse stupito una
affermazione diversa da parte del numero 1 di Pirelli Re,
è però inconfutabile che nonostante un patrimonio
di 19 miliardi di euro e una "struttura finanziaria
solida, testimoniata dal fatto che la leva sugli immobili
è al 68%" la fiducia che il mercato ripone
in Pirelli Re è proprio scarsa!
Puri
Negri è sicuro che "la liquidità c'è",
ma se così fosse sembrerebbe che in questo periodo
venga o tenuta nascosta molto bene o meglio investita in altri
business.
Il mercato attende già da qualche mese il più
volte annunciato Piano industriale che dovrebbe risollevare
le sorti della Società, un ritardo "giusto"
perchè - sempre secondo Puri Negri - l'evoluzione così
repentina degli eventi avrebbe reso non credibili le nuove
linee guida. Affermazione che, però, si può
fare con il senno di poi a meno che non prevedesse già
l'Ad una turbolenza e una instabilità tali da rendere
subito obsoleto qualsiasi indirizzo strategico.
Per ora pare che la ristrutturazione annunciata sia, soprattutto,
incanalata verso una strategia di "risparmio sui
costi" improntata alla "semplificazione
societaria e strutturale" per la quale si prevede
una riduzione dell'incidenza dei costi di circa 25/30 ML nel
2009 e di circa 35/40 ML nel 2010 portando alla ribalta le
potenzialità di un team di manager "giovani
e capaci". Senza nulla togliere alle rispettive
capacità manageriali ci si domanda, pertanto, se questa
indicazione preluda al fatto che sia Puri Negri (classe 1952)
che Marco Tronchetti Provera (classe 1948) abbiano intenzione
di lasciare il timone della Società? Difficile, molto
difficile, forse addirittura impossibile.
Nel
corso dell'assemblea del 27 aprile 2005 venne deliberato che
la remunerazione di Puri Negri oltre a quella di altri consiglieri
esecutivi investiti di particolari cariche e dei direttori
Generali, nonchè di dirigenti con responsabilità
strategiche, fosse collegata "in maniera significativa
ai risultati economici della Società ed agli obiettivi
fissati dal Consiglio, con una rilevante componente variabile
annuale e pluriennale (MBO e LTI, oltre alla partecipazione
a piani di stock option) ". Tutto questo venne formulato
per allineare gli interessi personali con l'interesse o prioritario
della creazione di valore per gli azionisti.
Inutile sottolineare come in italia i top manager vengano
"premiati" quando le cose vanno bene, ma
non succede mai il contrario!!!
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Stante
gli ultimi sviluppi e soprattutto degli insoddisfacenti risultati
realizzati dal Gruppo Pirelli Re pare che, per ripianare i
conti e riequilibrare i parametri economico-finanziari, si
sia ventilata, anche, la possibilità di vendere la
UPIM, ritenuta una "partecipazione
non strategica". Quella di vendere i "gioielli
di famiglia" in caso di necessità è,
del resto, una pratica antica, l'importante è che Marco
Tronchetti Provera abbia fatto tesoro di quanto accaduto con
la ex-Pirelli Cavi (oggi Prysmian)
e non "venda" una società per vederla
qualche mese dopo ricollocata sul mercato a quotazioni ben
più consistenti!
Tornando alla gestione, in attesa del nuovo Piano resta il
fatto che il momento d'oro di Pirelli Re sembra, ormai, un
lontano ricordo e, quindi, per amministratori e dirigenti
è forse arrivata l'ora di prendere coscienza dell'attuale
realtà!
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