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ll sistema bancario americano ha subito in questi ultimi giorni
un terremoto il cui eco si è fatto sentire e sicuramente
avrà ancora ripercussioni a livello mondiale. Al "crac"
Lehman si è aggiunto l'annuncio di un altro eclatante
fallimento, quello della Washington Mutual (il maggiore della
storia americana per una banca) per il quale le autorità
americane hanno "organizzato" il trasferimento
immediato delle sue attività a Jp Morgan Chase per
1,9 miliardi di dollari.
In
Europa la situazione non è sicuramente migliore, tanto
che la Banca Centrale europea ha deciso di immettere sui mercati
liquidità addizionale in dollari per mezzo di uno "sforzo
congiunto" con la Federal Reserve, la Bank of England
e la Banca Centrale Svizzera per sostenere le attività
di prestiti interbancari fino a fine trimestre.
In
Italia sia il mondo politico che quello economico hanno più
volte dichiarato che il nostro sistema bancario è più
protetto e subirà solo marginalmente l'effetto "crisi
mutui USA". Non è ben chiaro se le affermazioni
sono dirette più ad auto-convincersi che a convincere,
resta il fatto che si parla di "recessione",
i titoli bancari hanno subito sensibili flessioni e l'allerta
è alta e le previsioni sono catastrofiche. Sembra quasi
si stia girando un "film dell' Horror".
Non
a caso "La Borsa è come un film è
quanto affermato da Marco Fratini e Lorenzo
Marconi nel loro libro "Vaffanbanka".
Gli autori hanno, infatti, pensato "al mercato finanziario
come a una grande rappresentazione cinematografica, un kolossal
dove sono presenti produttori, registi, sceneggiatori, attori
principali, comparse e il pubblico che siede in platea".
Suggestiva immagine per interpretare una realtà che supera spesso l'immaginazione, dove i piccoli investitori hanno due chance: o comportarsi da comparse (option privilegiata) o sedere tra il pubblico e "pagare" il biglietto.
"VaffanbanKa", in quest'ottica, si propone
come un "manuale di sopravvivenza" o meglio,
di "autodifesa", per chi non potendo giocare
il ruolo dell'attore principale e nemmeno quello del regista
si prefigge almeno di fare la "comparsa",
cercando di capire quello che gli succede intorno, perchè
- come è ovvio - mentre gli attori hanno in mano un
"copione" che possono leggere in largo
anticipo, alle comparse viene detto giorno per giorno il ruolo
da interpretare, senza per altro informarli dell'evoluzione
della trama.
Il
testo è un trattato di facile comprensione anche per
i non addetti ai lavori, e soprattutto a questi è indirizzato,
per dar loro in mano gli strumenti necessari contro il "diffuso
analfabetismo finanziario e la contagiosa malabankità"
ormai già stata scritta.
Fratini
e Marconi hanno, quindi, interpretato il grido di "aiuto"
di tutti coloro che, per esempio, recentemente sono stati
travolti dal fallimento Lehman, dai bond argentini e dai mutui
subprime. Investitori che hanno affidato i loro risparmi al
sistema bancario senza ben capire in quale film avrebbero
dovuto fare da comparse e, talvolta, senza neanche sapere
il "rendimento" del loro "passaggio
sul set cinematografico".
Il
linguaggio semplice e comprensibile può trarre in inganno
e anche se l'opera risulta gradevole e spiritosa, tuttavia,
leggendo fra le righe si apprendono importanti e forse apparentemente
ovvie verità sul mondo economico-finanziario.
Una sorta di raccolta di indicazioni preziose sui prodotti
finanziari, decodificazioni di termini troppo spesso usati
per infarcire complicati prospetti informativi e relazioni
periodiche, ma di cui quasi nessuno conosce bene il significato
(cfr, pag 85: "sicuri che subprime non sia il nome
di una FORD?", oppure pag. 134 "Benchmark: uno sciatore
svedese?").
The
show must go on - la storia deve continuare - ma questa
volta la trama non deve, o non dovrebbe, essere scritta solo
dai protagonisti, bensì anche dalle comparse che -
se attenti e oculati - dovrebbero ricevere un giusto "rendimento
garantito" per la loro interpretazione (alias investimento);
per chi si sente "fregato" e/o "raggirato"
gli autori hanno messo a disposizione una sorta di "ufficio
reclami on line" all'indirizzo lebuoneazioni@yahoo.it,
con l'intento di dare voce a chi nel "Borsa - movie"
non può mai dire una "battuta"!
"Vaffanbanka" non ha, nè avrebbe
potuto avere la pretesa di fornire raccomandazioni all'acquisto
e/o alla vendita di titoli. L'unica e vera raccomandazione
suggerita è di "imparare a scegliere con la
propria testa" in altre parole leggere in
controluce le indicazioni e le notizie che il "set
economico-finanziario" ci propone senza corrispondere
il biglietto.
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Gli
autori:
- MARCO
FRATINI è giornalista e ha superato i quaranta.
Romano di nascita, orvietano di origini e milanese per necessità,
ha fatto tappa a "Il Giorno",
al TG3 Rai, all'ApCom e alla (estinta) tv del gruppo "Il
Sole 24 Ore". Ora è caporedattore a La7.
- LORENZO
MARCONI, valtellinese trapiantato sul Lago di Como,
è un analista finanziario specializzato nella consulenza
per clientela istituzionale e grandi patrimoni familiari.
Partecipa spesso a trasmissioni tv come strategist dei mercati
finanziari.
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