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Da una notizia apparsa sul sito di Borsa iltaliana l'8 settembre
u.s. si apprende che su 29 matricole, che hanno debuttato
a Piazza Affari nel 2007, 20 hanno stipulato prima del collocamento
un contratto di assicurazione a copertura di eventuali "richieste
di risarcimento " da parte di azionisti - investitori
che potrebbero sentirsi "frodati".
Il
fenomeno è molto più diffuso in Europa, ma,
anche in Italia pare stia prendendo piede. Il maggior numero
di cause viene intentato "per scarsa trasparenza
contabile" ravvisata nei Prospetti Informativi delle
società quotate e il risarcimento viene riconosciuto
quando vi è "una discrepanza tra la realtà
dell'azienda e quanto riportato nei Prospetti Informativi".
In
altre parole, poichè la normativa impone una maggiore
responsabilità da parte di Amministratori e Dirigenti
che, "firmando" il prospetto Informativo,
"ratificano" che le informazion ivi contenute
sono "vere, chiare e trasparenti", questi
potrebbero essere chiamati a "rispondere personalmente
per i suoi contenuti", pertanto, le Società
sono "corse ai ripari" assicurando il collocamento.
Con un premio di 180.000 euro si può coprire un massimale
di 25 ML, mentre, con solo 100.000 euro il massimale scende
a 100.000 euro: tutto sommato non si tratta poi di grosse
cifre per Società il cui giro d'affari si attesta in
un intervallo tra i 150 e i 200 ML di euro!
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Naturalmente
nei voluminosi Prospetti Informativi viene dato poco risalto
alla informativa inerente al "collocamento assicurato",
ma, sembra, oltremodo anacronistico che sia Consob che Borsa
Italiana possano ammettere alla quotazione Società
che hanno assicurato i propri prospetti di collocamento contro
la loro "non completa veridicità",
una scelta che potrebbe essere interpretata quasi come una
"ammissione di colpa"!
Si
potrebbe, anche, ipotizzare un "concorso al pagamento
del premio assicurativo" da parte di chi ha seguito
l'Emittente nell'iter di collocamento, nonchè, di tutti
coloro che hanno contribuito con le loro relazioni a "rassicurare"
i neo-investitori sulla veridicità sostanziale delle
informazioni fornite.
Nel
caso poi di "proiezioni finanziarie ed economiche",
pur tenendo conto che si tratta di indicazioni in cui può
incidere la componente soggettiva e che delle discrepanze
si potrebbero anche verificare, è pur vero che queste
"previsioni" dovrebbero essere formulate
partendo da "dati e informazioni oggettivi"
e non "geneticamente modificati". Gli scostamenti,
inoltre, si potrebbero verificare solo in presenza di fattori
esterni né pilotabili nè prevedibili.
Considerato
che le assicurazioni per loro natura coprono un rischio, se
è vero come è vero che quello investito in Borsa
è capitale di rischio, appare, però, anacronistico
che gli azionisti rischino del proprio, mentre, a coprire
il rischio degli amministratori ci pensi la società.
Ad
ognuno il suo.
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