(Agosto/2008)
Fullsix S.p.A.
spettatori paganti

Che fosse un’assemblea “atipica" quella che si sarebbe tenuta in Fullsix era ampiamente previsto. L’ordine del giorno, infatti, prevedeva ben sei punti, dei quali quattro su richiesta dell’azionista di “minoranza” WPP, ovvero:

  • "1) informazioni ai soci in merito a: (a) risultati della Società relativamente al primo trimestre del 2008; (b) situazione relativa al proposto aumento di capitale della Società, da completarsi entro il 30 Giugno 2008; (c) voci relative alla proposta cessione si assets internazionali della Società, (d) debito della Società nei confronti di BNP Paribas; delibere conseguenti;
  • 2) sostegno da parte della Società all'azione di responsabilità recentemente instaurata ai sensi dell'art. 2393-bis del Codice Civile dinanzi al Tribunale di Milano nei confronti dei membri del Consiglio di Amministrazione della Società in carica sino all'approvazione del bilancio 2007; delibere conseguenti;
  • 3) revoca dei membri del Consiglio di Amministrazione e nomina del nuovo Consiglio di Amministrazione;
  • 4) Varie ed eventuali".
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Le richieste del socio inglese rappresentano l’ennesimo capitolo di quella lunga e “sanguinosa”, soprattutto per la società, battaglia, che vede contrapposti il Presidente, (nonché, azionista di maggioranza relativa con il 46,% del capitale), Luigi Benatti e il socio inglese WPP.

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Dopo alcune “scaramucce” relativamente al primo punto, l’atmosfera si è scaldata una volta giunti al secondo.
Come informato anche dagli Amministratori nella loro Relazione WPP ha: "proposto un'azione di responsabilità nei confronti di Consiglieri. In particolare ha chiesto la condanna dei predetti componenti del Consiglio di Amministrazione di Fullsix al risarcimento in favore di Fullsix di una somma non inferiore a Euro 2,5 milioni (ovvero della diversa somma che dovesse essere accertata, anche in via equitativa)".

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Più che sulle motivazioni che hanno portato a richiedere che la Società si unisse all’azione di responsabilità intrapresa da WPP, il dibattito si è concentrato sulla possibilità o meno dell’azionista di maggioranza di poter votare. Favorevole alle tesi del conflitto di interesse oltre che ovviamente WPP anche un altro piccolo azionista. Benatti ha, tuttavia, ribadito, dopo essersi anche consultato con gli Amministratori presenti ed il Collegio Sindacale che il socio di maggioranza era legittimato a votare e, quindi, di conseguenza la delibera non è passata.

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Il vero colpo di scena è, però, avvenuto per quel che riguarda il primo punto all’ordine del giorno in sede straordinaria e cioè:
"Aumento a pagamento, con o senza sovrapprezzo, del capitale sociale, in forma scindibile, per massimi nominali Euro 20 milioni, con emissione - anche in più tranche - di azioni ordinarie del valore nominale di Euro 0,50 ciascuna, godimento regolare, da offrire in opzione ai soci ai sensi dell'art. 2441, comma 1, Cod. Civ.; conferimento di poteri al Consiglio di Amministrazione per l'esecuzione dell'aumento di capitale. Deliberazioni inerenti e conseguenti, ivi inclusa la modifica dell'art. 5 dello statuto sociale".

In questo caso perché la delibera venisse approvata era necessario il voto favorevole dei due terzi dei presenti. Non bastava, quindi, il voto favorevole dell’azionista di maggioranza ma era necessario anche quello della WPP. Benatti, per primo, era quasi certamente convinto che non sarebbe passato, e non solo lui. Con il classico “colpo di scena” WPP ha votato a favore e, quindi, la delibera è passata.

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Difficile ritenere che questo sia un primo passo verso un riavvicinamento delle parti, più facile pensare che faccia parte di una precisa strategia che intende mettere in atto il socio inglese.

Altra novità emersa dall’assemblea è la nomina fra i Consiglieri di FullSix di Pellegrini Paolo, che di azioni ne ha “solo” 26.000. Insolitamente il nominando prima della votazione ha chiesto la parola per offrire a tutti il suo punto di vista come terzo estraneo alla lite e, soprattutto, interessato al futuro della Società. Con un linguaggio semplice ma allo stesso tempo eloquente ha evidenziato quello che in realtà tutti sanno, che fino ad oggi gli unici ad averci guadagnato dalla controversia tra i due soci sono gli avvocati e chi ci ha sicuramente perso è la Società.
Per quanto munito di buona volontà appare, tuttavia, molto difficile che riesca nel suo intento, c’è, infatti, da sperare che non faccia la fine della pecora nella tana dei lupi.

Nel Cda è entrato, anche, Gianluigi Taverna che è il nuovo CFO della Società, una carica questa che ha visto numerosi avvicendamenti negli ultimi anni, certo la lunga esperienza di Taverna in diverse grandi realtà potrebbe essergli utile per “sopravvivere”, ma non è detto che sia sufficiente.

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Nonostante quindi il “colpo di scena” l’assemblea del 29 luglio u.s non pare proprio essere l’ultimo atto della “tragedia” Fullsix ben lungi dall’essere alla conclusione, con buona pace degli spettatori paganti.