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Che
fosse un’assemblea “atipica" quella
che si sarebbe tenuta in Fullsix era ampiamente
previsto. L’ordine del giorno, infatti, prevedeva ben
sei punti, dei quali quattro su richiesta dell’azionista
di “minoranza” WPP,
ovvero:
- "1)
informazioni ai soci in merito a: (a) risultati della Società
relativamente al primo trimestre del 2008; (b) situazione
relativa al proposto aumento di capitale della Società,
da completarsi entro il 30 Giugno 2008; (c) voci relative
alla proposta cessione si assets internazionali della Società,
(d) debito della Società nei confronti di BNP Paribas;
delibere conseguenti;
- 2)
sostegno da parte della Società all'azione di responsabilità
recentemente instaurata ai sensi dell'art. 2393-bis del
Codice Civile dinanzi al Tribunale di Milano nei confronti
dei membri del Consiglio di Amministrazione della Società
in carica sino all'approvazione del bilancio 2007; delibere
conseguenti;
- 3)
revoca dei membri del Consiglio di Amministrazione e nomina
del nuovo Consiglio di Amministrazione;
- 4)
Varie ed eventuali".
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Le
richieste del socio inglese rappresentano l’ennesimo
capitolo di quella lunga e “sanguinosa”,
soprattutto per la società, battaglia, che vede contrapposti
il Presidente, (nonché, azionista di maggioranza relativa
con il 46,% del capitale), Luigi Benatti
e il socio inglese WPP.
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Dopo alcune “scaramucce” relativamente
al primo punto, l’atmosfera si è scaldata una
volta giunti al secondo.
Come informato anche dagli Amministratori nella loro Relazione
WPP ha: "proposto un'azione di responsabilità
nei confronti di Consiglieri. In particolare ha chiesto la
condanna dei predetti componenti del Consiglio di Amministrazione
di Fullsix al risarcimento in favore di Fullsix di una somma
non inferiore a Euro 2,5 milioni (ovvero della diversa somma
che dovesse essere accertata, anche in via equitativa)".
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Più
che sulle motivazioni che hanno portato a richiedere che la
Società si unisse all’azione di responsabilità
intrapresa da WPP, il dibattito si è concentrato sulla
possibilità o meno dell’azionista di maggioranza
di poter votare. Favorevole alle tesi del conflitto di interesse
oltre che ovviamente WPP anche un altro piccolo azionista.
Benatti ha, tuttavia, ribadito, dopo essersi anche consultato
con gli Amministratori presenti ed il Collegio Sindacale che
il socio di maggioranza era legittimato a votare e, quindi,
di conseguenza la delibera non è passata.
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Il vero colpo di scena è, però, avvenuto per
quel che riguarda il primo punto all’ordine del giorno
in sede straordinaria e cioè:
"Aumento
a pagamento, con o senza sovrapprezzo, del capitale sociale,
in forma scindibile, per massimi nominali Euro 20 milioni,
con emissione - anche in più tranche - di azioni ordinarie
del valore nominale di Euro 0,50 ciascuna, godimento regolare,
da offrire in opzione ai soci ai sensi dell'art. 2441, comma
1, Cod. Civ.; conferimento di poteri al Consiglio di Amministrazione
per l'esecuzione dell'aumento di capitale. Deliberazioni inerenti
e conseguenti, ivi inclusa la modifica dell'art. 5 dello statuto
sociale".
In
questo caso perché la delibera venisse approvata era
necessario il voto favorevole dei due terzi dei presenti.
Non bastava, quindi, il voto favorevole dell’azionista
di maggioranza ma era necessario anche quello della WPP. Benatti,
per primo, era quasi certamente convinto che non sarebbe passato,
e non solo lui. Con il classico “colpo di scena”
WPP ha votato a favore e, quindi, la delibera è passata.
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Difficile ritenere che questo sia un primo passo verso un
riavvicinamento delle parti, più facile pensare che
faccia parte di una precisa strategia che intende mettere
in atto il socio inglese.
Altra novità emersa dall’assemblea è la
nomina fra i Consiglieri di FullSix di Pellegrini
Paolo, che di azioni ne ha “solo”
26.000. Insolitamente il nominando prima della votazione ha
chiesto la parola per offrire a tutti il suo punto di vista
come terzo estraneo alla lite e, soprattutto, interessato
al futuro della Società. Con un linguaggio semplice
ma allo stesso tempo eloquente ha evidenziato quello che in
realtà tutti sanno, che fino ad oggi gli unici ad averci
guadagnato dalla controversia tra i due soci sono gli avvocati
e chi ci ha sicuramente perso è la Società.
Per quanto munito di buona volontà appare, tuttavia,
molto difficile che riesca nel suo intento, c’è,
infatti, da sperare che non faccia la fine della pecora nella
tana dei lupi.
Nel Cda è entrato, anche, Gianluigi Taverna
che è il nuovo CFO della Società, una carica
questa che ha visto numerosi avvicendamenti negli ultimi anni,
certo la lunga esperienza di Taverna in diverse grandi realtà
potrebbe essergli utile per “sopravvivere”,
ma non è detto che sia sufficiente.
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Nonostante
quindi il “colpo di scena” l’assemblea
del 29 luglio u.s non pare proprio essere l’ultimo atto
della “tragedia” Fullsix ben lungi dall’essere
alla conclusione, con buona pace degli spettatori
paganti.
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