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Dopo
anni di successi con le tirature dell'Espresso,
dei settimanali, delle testate controllate e delle trasmissioni
RAI, sui conti della Casa Editrice tirano venti di crisi.
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I
conti sono i seguenti:
Conto
Economico Capogruppo
| (migliaia
di €) |
1°
semestre 2007 |
1°
semestre 2008 |
| |
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| Ricavi |
319.713 |
307.158 |
| Risultato
operativo |
39.759 |
33.932 |
| Risultato
ante imposte |
107.552 |
82.847 |
| Risultato
netto |
91.009 |
70.235 |
Conto
Economico Consolidato:
| (migliaia
di €) |
1°
semestre 2007 |
1°
semestre 2008 |
| |
|
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| Ricavi |
561.569 |
543.201 |
| Risultato
operativo |
102.071 |
75.497 |
| Risultato
ante imposte |
92.843 |
66.654 |
| Risultato
netto |
50.346 |
36.832 |
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Hanno
scritto gli Amministratori che:
"Il risultato del primo semestre 2008 risente di fattori
negativi sul fronte dei ricavi (pubblicità e vendite)
compensati solo in parte da altri positivi (prodotti opzionali)
e da recuperi sui costi. Ciò è avvenuto grazie
agli investimenti realizzati negli anni passati e ai primi
effetti di una serie di nuove iniziative intraprese nel 2008
che, a regime, anche attraverso riorganizzazioni aziendali
che comportano una riduzione di circa 100 persone nei prossimi
tre anni, determineranno una diminuzione dei costi su base
annua di circa € 40 milioni. Qualora il negativo andamento
della pubblicità dovesse accentuarsi, si darà
corso a ulteriori azioni di riduzione dei costi operativi,
inclusi quelli del personale".
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Ed
ancora:
"La raccolta pubblicitaria, penalizzata dal progressivo
peggioramento della congiuntura economica internazionale e
nazionale, ha registrato nel semestre un sensibile calo (-10%
circa) della pubblicità commerciale nazionale de la
Repubblica e dei periodici, mentre è risultata in crescita,
a tassi più elevati del mercato, la pubblicità
locale (+5,7%) e quella su Internet (+30,3%). Nel secondo
trimestre anche il settore radiotelevisivo ha sofferto una
battuta di arresto che ha portato ad un fatturato semestrale
in flessione del 5,8% rispetto al corrispondente periodo dell'esercizio
precedente".
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Francamente
sul commento ai numeri dei consuntivi c'è poco da aggiungere
a quanto scritto dagli Amministratori. Quello che manca totalmente
è una riflessione sulle motivazioni effettive di una
crisi che appare venire da lontano.
L'aver
dichiarato che resterà invariato il dividendo, non
mitiga l'affermazione che i conti del 2008 seguiranno un percorso
in discesa. L'annuncio della riduzione di 100 unità
dell'organico per contenere i costi è una misura tipica
di molte società e, cioè, di chi si sofferma
in superficie.
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Non
sorprende l'analisi di City che parla di
un problema generazionale: l'età media dei top manager
viaggia fra i 50 ed i 60 anni. L'analisi merita attenzione
da parte della proprietà, peraltro, in mano ad un "giovane"
di 73 anni quale è Carlo De Benedetti.
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Il
titolo ha perso negli ultimi 6 mesi il 37,86% ed il 60% da
inizio anno. Attualmente naviga intorno ad € 1,50.
I
titoli del Gruppo sono fra quelli privilegiati dai cassettisti:
restano a molti, soltanto, gli "occhi per piangere".
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Quello
che è più che auspicabile è che il Gruppo
ritrovi presto la via dell'ascesa, superando i venti
di crisi.
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