(Maggio/2008)
ASSO DI PICCHE
 
Caltagirone S.p.A.
i due fratelli


Lo Statuto della Caltagirone sulla nomina del Collegio Sindacale, precisa:
"L'articolo 11 dello Statuto Sociale stabilisce che il Collegio Sindacale è composto dal Presidente, due sindaci effettivi e tre sindaci supplenti.
Il Collegio Sindacale viene eletto dall'Assemblea sulla base di liste presentate dai Soci aventi diritto di voto che rappresentino almeno il due per cento del Capitale Sociale.
Le liste devono essere depositate presso la Sede
Sociale entro il quindicesimo giorno antecedente la data fissata per la riunione dell'Assemblea in prima convocazione. Ogni socio, nonchè i soci appartenenti ad uno stesso gruppo (per tali intendendosi il soggetto, anche persona fisica, controllante ai sensi dell'art. 2359 del Codice Civile e società controllate dal medesimo soggetto), ovvero che aderiscono ad un patto parasociale ai sensi dell'art. 122 del D.Lgs 24.2.1998 n. 58, non possono presentare, direttamente, per interposta persona, o tramite società fiduciaria, più di una lista".

E' del tutto ovvio soffermarsi sulla "estraneità" dei Sindaci eleggendi che devono essere non partecipi alla maggioranza della Società e/o ai suoi componenti.

In occasione dell'assemblea sono state presentate due liste, una da Francesco Caltagirone che detiene il 49,9% del capitale ed una da suo fratello Edoardo (possiede il 31,69% delle azioni).

Soltanto con tanta (ma proprio tanta !) buona volontà, si può considerare quella di Edoardo una lista coerente con lo statuto.

Si può e si devono ricordare gli "scontri" in Generali (da Algebris) ed in Italcementi (da Hermes) con il ricorso presentato alla Consob sul tema dell'autonomia dei componenti i Collegi sindacali.

In Caltagirone, invece, nessuno ha trovato nulla da ridire, nè la Consob, nè i Fondi, nè una minoranza effettiva.

Il flottante è inferiore al 20%. Forse, è anche per questo che non sono stati accesi i riflettori, sui due fratelli.