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I conti della Piaggio non "brillano"
più. Colaninno aveva annunciato un primo trimestre
in recupero. Il consuntivo trimestrale presenta, invece, una
consistente variazione negativa, sia sui "Ricavi"
in calo di 30 €/milioni (-7,7%), sia sugli "Utili,
sia sull'"Utile netto" in contrazione di
3,2 milioni di € (-67%).
Un
trimestre che, in qualche misura, frena e ridimensiona quello
che sembrava un "volo inarrestabile".
A
poco servono le dichiarazioni di Colaninno che in Piaggio
registra, seppur contenuta, una contrazione delle vendite.
La
Piaggio con le diverse Marche che controlla, ha un marketing
molto aggressivo e "sforna" nuovi modelli
con un ritmo accellerato.
Forse
è anche da questo che i "Ricavi" si
frantumano e le vendite non hanno un preciso punto di riferimento
nell'incontro con i compratori.
La
flessione nel mercato delle due ruote è collegata ad
un andamento dell'economia e non appare a breve una inversione.
Sotto questo aspetto, sembra molto corretto aver puntato lo
sviluppo sui mercati asiatici. Per la Piaggio, comunque, pare
doversi attuare una strategia di controllo dei costi e del
marketing piuttosto che l'obiettivo di un crescente sviluppo
delle vendite. Se così è, con una Piaggio in
"stasi" Colaninno si vede - così appare-
in qualche misura ridimensionare la fama di imprenditore vincente.
Con
la Piaggio un volo interrotto.
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