(Maggio/2008)
ASSO DI PICCHE
 
Iride
un silenzio che "scotta"


Se non si tratta di una prima assoluta, poco ci manca. L'assemblea degli azionisti di Iride, società quotata alla Borsa Italiana, su proposta di alcuni soci istituzionali (il Fondo Amber, la Fondazione Crt e Intesa San Paolo) ha deliberato un incremento del dividendo rispetto a quello proposto dal Consiglio di Amministrazione, ovvero, invece di 0,070 euro, 0,085 euro. Ben felici di tale proposta sono stati, infatti, i due soci di maggioranza, ovvero, il comune di Genova e quello di Torino, i quali, evidentemente, avevano bisogno di fare cassa, che si vedranno entrare nelle casse globalmente, circa 5 milioni di euro in più di quanto preventivato. Alla Società questo "extra" costerà, all'incirca, 10 milioni di euro, non proprio bruscolini.

Nel comunicato stampa emesso dalla Società a fine assemblea non vi è nessun commento da parte del CDA su questa modifica e di come l'imprevisto esborso vada ad impattare sui piani economici e finanziari della Società.

Fermo restando che l'assemblea dei soci è sovrana e che, quindi, spetta giustamente a questa deliberare in tema di distribuzione dell'utile, va considerato che quello che il CDA ha proposto all'assemblea è il dividendo ritenuto idoneo a remunerare il capitale investito ed a deliberare accantonamenti per sostenere i piani di sviluppo della società stessa.

Una delibera (l'aumento del dividendo) votata dall'assemblea in dissenso con gli Amministratori.

Un silenzio
, quello degli Amministratori, che "scotta".