(Aprile/2008)
Saras S.p.A.
gli utili e la beffa


Il 29 aprile 2008 si è tenuta, presso Palazzo Turati a Milano, l'assemblea degli azionisti della Saras S.p.A. chiamati a deliberare sui seguenti punti all'ordine del giorno:

  1. Approvazione bilancio d'esercizio al 31 dicembre 2007 e presentazione del bilancio consolidato al 31 dicembre 2007. Deliberazioni inerenti e conseguenti. Destinazione dell'utile d'esercizio e distribuzione del dividendo.
  2. Autorizzazione all'acquisto di azioni proprie ed al compimento di atti di disposizione sulle medesime. Deliberazioni inerenti e conseguenti.

Relativamente al primo punto si riportano i principali indicatori economici relativi alla Capogruppo:

CONTO ECONOMICO (migliaia di €)
1 gen - 31 dic 2007
1 gen - 31 dic 2006
     
Totale ricavi
6.053.542
5.643.573
Totale costi
(5.613.027)
(5.431.572)
Risultato operativo
440.515
212.001
Risultato prima delle imposte
567.529
338.652
Risultato netto
429.191
257.553
   

e quelli, invece, consuntivati dal Gruppo:

CONTO ECONOMICO (migliaia di €)
1 gen - 31 dic 2007
1 gen - 31 dic 2006
     
Totale ricavi
6.699.980
6.019.428
Totale costi
(6.191.132)
(5.727.221)
Risultato operativo
508.848
292.207
Risultato prima delle imposte
471.874
502.451
Risultato netto
322.903
395.425

A commento dei dati di bilancio il Presidente Gian Marco Moratti ha dichiarato quanto segue: "il 2007 è stato per Saras un altro anno di crescita sia in termini di utili che di generazione di cassa, grazie ad una solida struttura industriale ben supportata da una buona performance operativa in tutti i segmenti. I fondamentali del nostro settore continuano ad essere robusti anche nell'attuale difficile situazione dell'economia mondiale e dei mercati finanziari. In questo contesto il CDA considera che il prezzo di mercato del titolo Saras sia ampiamente sottovalutato ed ha, quindi, deciso di sottoporre all'Assemblea degli azionisti l'approvazione di un programma di riacquisto di azioni proprie, ritenendolo una buona opportunità per creare valore per gli azionisti".

E' difficile condividere l'ottimismo del Presidente, poichè, se è vero che a livello consolidato i ricavi sono aumentati dell'11%, principalmente per il forte incremento registrato dai prezzi dei prodotti petroliferi, a livello di Capogruppo, la variazione è stata molto più contenuta e, cioè, pari a circa al 7,26%.

L'Ebitda consolidato è in crescita del 44% e quello della Capogruppo, addirittura, dell'84%, dati questi che se depurati dell'imputazione delle "poste non ricorrenti" subiscono una contrazione attestandosi al 3%. Così pure l'utile netto consolidato registra una crescita del 55% che si riduce al 3% se si considera l'Utile netto " Adjusted", ovvero, depurato da componenti straordinarie.

------------------------------------- @ -------------------------------------

Qualche perplessità, che contribuisce ad alimentare il clima di diffidenza che aleggia intorno alla Saras S.p.A., è l'incoerenza fra alcuni dati diffusi dal comunicato stampa del 28.3.2008 relativo all'approvazione del progetto di bilancio da parte del CDA e quelli, invece, riportati nel fascicolo di bilancio, come ad esempio a pag. 15 si legge nel commento dei risultati del Gruppo che: "i ricavi si sono attestati a 6.664 milioni di euro, in crescita dell'8% rispetto al risultato registrato nel 2006", mentre, tale percentuale "inspiegabilmente" sale all'11% nel comunicato stampa!!!

------------------------------------- @ -------------------------------------

Il dividendo di 0,17 euro per azione proposto, corrisponde ad un pay out di circa il 37% dell'utile netto, percentuale quasi raddoppiata al 65% se - come ha tenuto a sottolineare il Presidente Gian Marco Moratti - viene considerato l'utile netto "depurato" delle influenze di operazioni straordinarie.

Si aggiunga, però, che anche se non ricorrenti le parti straordinarie sono, comunque, incamerate dalla società e dovrebbero, pertanto, dare luogo ad una distribuzione del "dividendo non ricorrente" che quest'anno avrebbe "compensato" almeno in in parte le forti perdite registrate dal titolo in Borsa che, dalla quotazione nel 2006 a 6 € per azione, attualmente è "valutato" a circa 3,6 € per azione (-40%). Invece più della metà dell'Utile netto è stato destinato ad "Altre riserve".

------------------------------------- @ -------------------------------------

Il malcontento dei piccoli azionisti in sede assembleare è stato evidente e palpabile anche perchè dei 161.590.946 euro distribuiti circa il 63% verrà incassato dall'azionista di riferimento, alias, la famiglia Moratti e solo €/milioni 75,9 pari al 17,60% dell'Utile netto consuntivato entrerà nelle tasche di chi ha perso più della metà del proprio investimento!

------------------------------------- @ -------------------------------------

Il Presidente ha tenuto a precisare che avendo la Società a disposizione la liquidità necessaria ed essendo il CDA convinto che non esiste miglior investimento se non quello dell'acquisto di azioni proprie per compiere "attività di promozione della liquidità e gestione della volatilità del corso borsistico" ha proposto un piano di buy-back che verosimilmente verrà utilizzato, anche, per dare corso a piani di stock option e stock grant (attribuzione gratuita) già in essere.

Più coerente con la "mission" della società che prevede di "creare valore" per gli azionisti sarebbe stato, invece di destinare, attribuire, quantomeno e in misura proporzionale ai soci parte delle azioni proprie per cui si è chiesta l'autorizzazione all'acquisto e alla disposizione in sede assembleare, tanto più che verranno comprate, probabilmente, attingendo a "Riserve" costituite da utili non distribuiti.

------------------------------------- @ -------------------------------------

Considerando che il titolo è "ampiamente sottovalutato", la Saras quota circa la metà del prezzo di collocamento che era di 6 euro, anche in questo caso è più che lecito dover annotare che nel Prospetto Informativo erano del tutto errate le valutazioni ai fini del collocamento.

Che con quei prezzi i Moratti abbiano fatto un ottimo affare è fuori di dubbio, come è fuori dubbio il danno che, con i prezzi di Borsa, hanno sùbito gli investimenti.

Come dire, "gli utili e la beffa".