(Aprile/2008)
IWBank
atteggiamenti inaccettabili

IWBank si è quotata al mercato expandi il 23 maggio del 2007 a € 4,60 per azione. Dopo qualche giorno in cui il titolo è salito fino a 4,860, è iniziata una discesa, se non un vero e proprio tracollo, che ha avuto il suo punto più basso il 26/01/08 quando ha quotato € 2,360 per poi risalire leggermente a € 2,838 il 18 aprile u.s.


Un andamento, quindi, tutt'altro che soddisfacente ma che non sembra preoccupare nè l'Amministratore Delegato Pasquale Casale, nè il Vice Presidente Operativo Benedetto Marti. Il primo, infatti, ha dichiarato alla stampa e ribadito in assemblea che :"ci dispiace ma l'andamento del titolo non ci preoccupa troppo", il secondo sì è, ovviamente, detto d'accordo con le affermazioni fatte dall'AD.

Sarebbe interessante, tuttavia, sapere se allo stesso modo la pensano anche i clienti della banca ai quali, come si legge nella relazione al bilancio 2007, è stata riservata un'ampia tranche. Il dichiarare che non si è preoccupati non sembra proprio apparire come un gesto di attenzione nei confronti di chiunque ha investito i propri soldi nella società, ancor meno nei confronti della propria clientela.

Se infatti è vero che il management deve essere impegnato nella gestione della società, è altrettanto vero che questa deve essere finalizzata al soddisfacimento di tutti i suoi "stockholder" e che il valore del titolo non può non essere tenuto in considerazione dal Consiglio d'Amministrazione che, oltretutto, affermando nella relazione:"nelle tendenze il titolo di IW Bank non si è scostato significativamente dal settore bancario italiano ed internazionale" sembra cercare di nascondersi dietro il classico dito. Meglio, infatti, sarebbe stato se a quel "significativamente" fosse stato attribuito un preciso valore numerico.
Un altro piccolo ma significativo segnale di quale sia l'attenzione verso gli azionisti e, soprattutto, i risparmiatori sottoscrittori, può essere riscontrato nel fatto che, nonostante l'assemblea del 10 aprile u.s. fosse la prima nella quale veniva approvato il bilancio da quotata, il Consiglio non ha ritenuto di fare, come è ormai usanza di tantissime società, alcuna presentazione illustrativa dell'andamento dell'esercizio appena trascorso. No comment.

Chi ha sottoscritto nel collocamento stà rimettendoci un sacco di soldi. Un argomento che, evidentemente, non ha alcun rilievo per il Presidente e l'Amministratore Delegato.

Si può osservare che il prezzo di collocamento era "sballato" e che le indicazioni del Prospetto Informativo si sono rivelate del tutto errate. Superficialità? Incompetenza?

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Come ormai prassi consolidata anche IWBank ha proposto in assemblea l'acquisto di azioni proprie con le stesse motivazioni che hanno caratterizzato tutte le altre delibere similari, ovvero:

- "disporre, nell'interesse della società, di un'opportunità di investimento anche in relazione alla liquidità disponibile;

- disporre di uno strumento adeguato che possa essere utilizzato in sostituzione alle risorse finanziarie per il compimento di eventuali operazioni di finanza straordinaria (comprensive, tra l'altro, di acquisti di partecipazioni, beni materiali e/o immateriali e/o aziende);

- disporre di azioni proprie da utilizzare nell'ambito di piani di eventuali stock option per amministratori e dipendenti, inclusi i dirigenti ed i collaboratori della Società".

Ovviamente utilizzando i soldi dei propri clienti.

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L'atteggiamento assunto da IWBank verso il mercato ed i propri azionisti appare del tutto in contrasto da quello della "mamma" ovvero, UBI Banca, che da sempre è attenta ai rapporti con i soci ed il mercato. Si dovrebbe dedurre che, in altre faccende affaccendata, la Banca guidata da Auletta, consideri IWBank come una specie di "periferia dell'impero". Se così fosse, sarebbe un grande errore.

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In assemblea si è saputo che i due rappresentanti di Ubi Banca in Consiglio (Pietro De Rossi e Ugo Bechis ) hanno rassegnato le dimissioni e che presto verranno cooptati i due nuovi Consiglieri. Compito, per altro, di competenza dell'assemblea. L'auspicio è che coloro i quali entreranno in Consiglio in rappresentanza dell'azionista di maggioranza raddrizzino il modo di pensare e si comportino in modo coerente con l'azionista di maggioranza, per una più attenta gestione operativa e portino i vertici fuori da atteggiamenti inaccettabili nei confronti del mercato.