(Aprile/2008)
Banca Popolare di Vicenza
risultati non esaltanti

 

La Banca non è quotata e, pertanto, non si sente obbligata all'osservanza di quel minimo di informativa che impone alle Società in Borsa di redigere trimestrali sull'andamento della gestione.

Questa è una Banca tutta speciale in cui, ad esempio, le azioni (acquisti e vendite) sono trattate direttamente dalla società ad un prezzo fissato dal Consiglio dopo l'assemblea e valido (senza aggiustamenti e/o deleghe) fino alla successiva assemblea.

Zonin (l'industriale vinicolo) è il Presidente della Banca: un Presidente che conta, eccome!

La "vicentina" ha deliberato e chiuso positivamente un aumento di capitale di 145 milioni riservato a nuovi soci. Sarà l'assemblea di bilancio, tuttavia, a determinare il numero massimo di azioni da emettere per concedere l'ingresso a nuovi soci, i quali, come è ovvio per una Popolare, dovranno preventivamente presentare la documentazione richiesta per ottenere il "gradimento" da parte del Consiglio.

Il "gradimento" è una delle tante aberrazioni degli statuti delle Popolari nella fattispecie ha tutte le caratteristiche di un abuso, sia pure legale.

Del tutto ovvia l'affermazione dei vertici della Banca che l'ammissione deve essere particolarmente oculata in quanto l'indipendenza della Banca è sacra, ed è sacro, si può aggiungere, anche, il ruolo del suo Presidente.

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Zonin si è molto risentito per la pubblicazione dei propri compensi con la sottolineatura che i propri ricavi (800.000 euro all'anno) ricordano quelli di Bazoli prima della fusione con il S. Paolo.
Molti i commenti "sagaci".

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Sulle prospettive si può annotare una notevole divergenza fra le tesi di Zonin e quelle del "ritornato" Divo Gronchi.

Il primo aspirerebbe ad una espansione, anche, finanziaria, il secondo - con i piedi per terra - intenderebbe potenziare una penetrazione più incisiva nella clientela costituita dalle piccole e medie imprese.

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Hanno avuto doveroso rilievo le dimissioni di Nicola Amenduni - socio storico - dalla Presidenza del Collegio dei Probiviri - dimissioni, dai più, interpretate con sostanziale dissenso sulla gestione Zonin accusato di una presidenza troppo "personalizzata".

L'assemblea, comunque, sapientemente mossa non dovrebbe recepire particolari "sussulti", in quanto le nomine dovrebbero già essere concordate.

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In attesa di poter ricevere la Relazione ed il bilancio, nel comunicato stampa del 19/03 u.s. si legge:
"esaminando le voci più significative del conto economico della Capogruppo si registra una crescita del 13,5% del margine di interesse, che passa da 312,9 milioni di Euro al 31 dicembre 2006 a 355,3 milioni a fine 2007. Al 31 dicembre 2007 il margine di intermediazione della Capogruppo si attesta a 582,7 milioni di Euro, in ritardo di appena l'1,3% sul corrispettivo dato dello scorso anno che beneficiava del contributo straordinario, pari a oltre 54,2 milioni di euro al netto imposte, delle "operazioni significative non ricorrenti", quali la vendita dell'intero pacchetto di azioni BNL, il rimborso anticipato del prestito "Exchangeable BNL" e la cessione della quota di partecipazione in Italease.
L'utile dell'operatività corrente si attesta infine a 149,1 milioni di euro e beneficia delle plusvalenze derivanti dalla cessione del 50% delle quote detenute nelle società assicurative Berica Vita e Vicenza Life e nella società di gestione del risparmio BPVi Fondi, nell'ambito dell'accordo con il Gruppo Cattolica Assicurazioni, pari complessivamente a 43 milioni di Euro"
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Un commento analitico non è reso possibile in base ai dati forniti.

Verrebbe, tuttavia, da giudicare i risultati fors'anche positivi, ma non esaltanti.