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La
Banca non è quotata e, pertanto, non si sente obbligata
all'osservanza di quel minimo di informativa che impone alle
Società in Borsa di redigere trimestrali sull'andamento
della gestione.
Questa
è una Banca tutta speciale in cui, ad esempio, le azioni
(acquisti e vendite) sono trattate direttamente dalla società
ad un prezzo fissato dal Consiglio dopo l'assemblea e valido
(senza aggiustamenti e/o deleghe) fino alla successiva assemblea.
Zonin
(l'industriale vinicolo) è il Presidente della Banca:
un Presidente che conta, eccome!
La
"vicentina" ha deliberato e chiuso positivamente
un aumento di capitale di 145 milioni riservato a nuovi soci.
Sarà l'assemblea di bilancio, tuttavia, a determinare
il numero massimo di azioni da emettere per concedere l'ingresso
a nuovi soci, i quali, come è ovvio per una Popolare,
dovranno preventivamente presentare la documentazione richiesta
per ottenere il "gradimento" da parte del
Consiglio.
Il
"gradimento" è una delle tante aberrazioni
degli statuti delle Popolari nella fattispecie ha tutte le
caratteristiche di un abuso, sia pure legale.
Del
tutto ovvia l'affermazione dei vertici della Banca che l'ammissione
deve essere particolarmente oculata in quanto l'indipendenza
della Banca è sacra, ed è sacro, si può
aggiungere, anche, il ruolo del suo Presidente.
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Zonin
si è molto risentito per la pubblicazione dei propri
compensi con la sottolineatura che i propri ricavi (800.000
euro all'anno) ricordano quelli di Bazoli prima della
fusione con il S. Paolo.
Molti i commenti "sagaci".
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Sulle
prospettive si può annotare una notevole divergenza
fra le tesi di Zonin e quelle del "ritornato"
Divo Gronchi.
Il
primo aspirerebbe ad una espansione, anche, finanziaria, il
secondo - con i piedi per terra - intenderebbe potenziare
una penetrazione più incisiva nella clientela costituita
dalle piccole e medie imprese.
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Hanno
avuto doveroso rilievo le dimissioni di Nicola Amenduni
- socio storico - dalla Presidenza del Collegio dei Probiviri
- dimissioni, dai più, interpretate con sostanziale
dissenso sulla gestione Zonin accusato di una presidenza troppo
"personalizzata".
L'assemblea,
comunque, sapientemente mossa non dovrebbe recepire particolari
"sussulti", in quanto le nomine dovrebbero
già essere concordate.
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In
attesa di poter ricevere la Relazione ed il bilancio, nel
comunicato stampa del 19/03 u.s. si legge:
"esaminando le voci più significative del conto
economico della Capogruppo si registra una crescita del 13,5%
del margine di interesse, che passa da 312,9 milioni di Euro
al 31 dicembre 2006 a 355,3 milioni a fine 2007. Al 31 dicembre
2007 il margine di intermediazione della Capogruppo si attesta
a 582,7 milioni di Euro, in ritardo di appena l'1,3% sul corrispettivo
dato dello scorso anno che beneficiava del contributo straordinario,
pari a oltre 54,2 milioni di euro al netto imposte, delle
"operazioni significative non ricorrenti", quali
la vendita dell'intero pacchetto di azioni BNL, il rimborso
anticipato del prestito "Exchangeable BNL" e la
cessione della quota di partecipazione in Italease.
L'utile dell'operatività corrente si attesta infine
a 149,1 milioni di euro e beneficia delle plusvalenze derivanti
dalla cessione del 50% delle quote detenute nelle società
assicurative Berica Vita e Vicenza Life e nella società
di gestione del risparmio BPVi Fondi, nell'ambito dell'accordo
con il Gruppo Cattolica Assicurazioni, pari complessivamente
a 43 milioni di Euro".
Un
commento analitico non è reso possibile in base ai
dati forniti.
Verrebbe,
tuttavia, da giudicare i risultati fors'anche positivi,
ma non esaltanti.
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