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Si legge che la Ciccolella Holding, che detiene il
94,94% delle azioni si sia resa conto dell'evidente, più
che carenza, inesistenza, del flottante.
Presa
da "sacro fuoco" e con ogni probabilità
non del tutto spontaneamente, la controllante ha deciso di
ridurre la partecipazione dal 94,94 all'89,96%.
"Alleluia"!
E'
del tutto ovvio e banale che se la controllante continua a
detenere circa il 90% delle azioni, parlare di riequilibrio
del flottante non ha senso!
Per
l'operazione relativa al collocamento dei titoli, Ciccolella
ha concluso con la BIM un accordo molto articolato.
La
BIM provvederà alla vendita. Il prezzo equo è
stato fissato in € 2 per azione. Se il ricavato sarà
inferiore a € 2, Ciccolella rimborserà alla BIM
la differenza incassata in meno, se sarà superiore
a € 2, sarà Ciccolella ad incassare il surplus.
La
Holding Ciccolella e la BIM per la vendita di un pacchetto
- tutto sommato modesto di azioni - hanno ritenuto di cautelarsi
entrambe con un articolato contratto di equity swap le cui
clausole sembrano indicare una sostanziale incertezza sul
prezzo di realizzo di € 2. Sembrerebbe che si preveda
uno scarto positivo e/o negativo superiore al 5%, in mancanza
non avrebbero senso le clausole di un eventuale addebito o
accredito. Il mercato dovrebbe tenerne conto.
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