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Lo
sbarco in Borsa della Rosss S.p.A è stato negativo:
nella prima
seduta il titolo ha perso circa il 3,81%, mentre, il giorno
successivo ancora il 3,72%. Un crollo che, però,
pareva essere già stato annunciato in fase di bookbuilding:
- l'Offerta
globale, infatti, era stata ridotta dalle iniziali 3,28
milioni di azioni a 1,85 milioni di azioni in quanto le
adesioni pervenute sono state di gran lunga inferiori al
quantitativo offerto (-43,6%);
- la Società ha dovuto ridurre il prezzo di offerta a 2,10 euro per azione, ben al di sotto del minimo previsto dalla forchetta di prezzo fissata tra i 2,30 e i 2,8 euro per azione.
Silvano
Simone Bettini, azionista nonchè d.g. di Rosss,
ha commentato: "in una condizione di mercato non favorevole,
abbiamo comunque voluto perseguire l'obiettivo della quotazione
poichè crediamo in un progetto di lungo periodo. Tutte
le risorse raccolte, comprese quelle destinate agli azionisti,
saranno impiegate per l'espansione della società".
Tenuto conto dell'incremento di circa il 24% dell'indebitamento
finanziario registrato dall'inizio dell'anno, l'approdo in
Borsa più che una scelta voluta sembrerebbe
una scelta obbligata, peraltro, con contenuto
successo.
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