(Marzo/2008)
Banca Profilo S.p.A.
una utopia

 

Si chiude con una condanna ad un anno di reclusione e all'interdizione dai pubblici uffici per 6 mesi, oltre al risarcimento a Bpm di 500 mila euro e una multa Consob di 4 milioni e 150 mila euro, il primo grado di giudizio del processo per insider trading a Sergio Capotosti e Arnaldo Grimaldi, Presidente e Vice Presidente di Banca Profilo.

La vicenda ruota intorno alla cessione alla Banca Popolare di Milano della quota di maggioranza del 55,286% del capitale della Banca di Legnano.

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La sentenza di condanna è stata il 5 marzo, Capotosti e Grimaldi si sono autosospesi soltanto il 19 e, cioè, 14 giorni dopo, giusto in tempo per l'approvazione del bilancio da parte del Consiglio.

Nota senza commento.

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Un comunicato di Banca Profilo del 5 marzo u.s. riporta:

"Banca Profilo esprime pieno sostegno nei confronti degli Amministratori Sandro Capotosti e Arnaldo Grimaldi, coinvolti nell'inchiesta e dichiarati oggi responsabili a distanza di oltre 7 anni dai fatti contestati.

Banca Profilo ritiene che l'attività dei propri Amministratori si sia svolta, come sempre, nel rispetto della normativa, nell'interesse della Banca, nell'ambito istituzionale della loro funzione.

Capotosti e Grimaldi sono gli azionisti di controllo della Banca, rispettivamente con 23.683 azioni e con 2.849 azioni e la solidarietà, di cui al comunicato stampa, è in qualche misura proclamata da loro a se stessi.

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Sembrerebbe che tutte le spese dei procedimenti siano state a carico della Banca. Se così fosse, si tratterebbe di una procedura estremamente grave, in quanto i reati imputati sono "ad personam" e sono, quindi, le persone a doverne affrontare i costi. Se a pagare sia stata e sia la banca, ci dovrebbe essere in atto, una decisa iniziativa del Collegio Sindacale formato da: Mongelli Guido (Presidente), Bonardi Walter (Sindaco effettivo), Rittatore Vonwiller Andrea (Sindaco effettivo), nonchè, l'opposizione netta del Consigliere indipendente Giorgio Angelo Girelli.
Di ciò non si ha notizia. Si attende di leggere la Relzione dei Sindaci allegata al bilancio per l'assemblea convocata per il 24 aprile.

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Capotosti e Grimaldi si sono autosospesi, ma non è stato precisato a chi sono stati delegati i poteri per la gestione: una formalità tutto sommato inutile in quanto Presidente e Vice Presidente continuano - con ogni probabilità - a comandare.

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Si è letto che l'Amministratore Delegato ha informato che l'assemblea del 24 aprile reintegrerà i due sospesi. Anche in questa procedura sono presenti evidenti distorsioni.

Capotosti e Grimaldi detengono la maggioranza e, quindi, il loro voto è decisivo. Ne consegue che la delibera assembleare sarebbe da loro voluta e da loro approvata. Di conflitto di interessi neppure a parlarne!

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Neppure a parlarne, anche, di conflitto di interessi da parte di Grimaldi e di Capotosti in merito ad una eventuale astensione sul voto in assemblea sul primo punto all'ordine del giorno che recita:

"Approvazione degli incentivi relativi all'esercizio 2007 a favore di Amministratori con cariche operative; deliberazioni inerenti e conseguenti".

Non essendoci in Banca Profilo un "Comitato per la Remunerazione", come previsto dal Codice di Autodisciplina, sarebbe interessante sapere chi dei Consiglieri sia stato a proporre al Consiglio di Amministrazione di inserire l'approvazione degli incentivi come punto all'ordine del giorno dell'assemblea.

A essere maliziosi verrebbe, quindi, da chiedersi se i due azionisti di controllo abbiano "pilotato" il Consiglio per approvare un provvedimento di compensi a loro stessi.

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Da tutto ciò, l'impressione che se ne trae è che in Banca Profilo la Corporate Governance appare essere, più che una realtà, una utopia.