(Marzo/2008)
Fiat S.p.A.
il cerino acceso


Dal comunicato stampa del 15 febbraio 2008 si apprende che il Consiglio di Amministrazione della Fiat S.p.A. ha approvato il progetto di Bilancio d'esercizio della capogruppo che presenta i seguenti risultati:

euro
2007
2006
     
Dividendi e altri proventi da partecipazioni
823.248.147
362.418.522
Ripristini di valore (svalutazioni) di partecipazioni
1.247.068.762
2.099.350.000
Plusvalenze (minusvalenze) su cessione partecipazioni
118.470.663
425.380
Altri ricavi di gestione
120.321.883
79.238.202
Costi per il personale
(55.982.600)
(48.799.405)
Altri costi di gestione
(163.102.898)
(105.106.365)
Proventi (oneri) finanziari
149.004.117)
(24.846.809)
Risultato ante imposte
1.941.018.840
2.317.679.525
Imposte
(127.839.062)
(25.695.447)
Risultato netto dell'esercizio
2.068.858.902
2.343.374.972

A livello di consolidato i risultati sono stati:

euro/K
2007
2006
     
Risultato della gestione ordinaria
3.233
1.951
Risultato Operativo
3.152
2.061
Risultato ante imposte
2.773
1.641
Risultato netto dell'esercizio
2.054
1.151

Tenuto conto che l'utile della capogruppo è pari a 2.069 milioni anche se beneficia di un "ripristino di valore della controllata Fiat Partecipazioni S.p.A. per 1.308 milioni", il Consiglio ha deliberato di proporre all'Assemblea degli Azionisti la distribuzione di un dividendo complessivo di circa 522,6 milioni (circa il 25% del Utile distribuibile).

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Gli Azionisti saranno chiamati, anche, a rinnovare l'autorizzazione all'acquisto di azioni proprie per la durata di 18 mesi e per un controvalore massimo di 1,8 miliardi di euro, considerendo la proposta "un valido investimento strategico" .

Che si tratti di investimento è un concetto opinabile, lo sarà quasi sicuramente per i beneficiari del piano di Stock Options che durante la stessa Assemblea - prevista per il 31 marzo p.v. - il consiglio di Amministrazione sottoporrà al voto degli azionisti.

Trattasi di un Piano di incentivazione varato "al fine di attrarre e trattenere i talenti manageriali" e che sarà parametrato al "raggiungimento di prestabiliti obiettivi di redditività" con un tetto massimo stabilito di circa 4 milioni di Stock Options mediante la distribuzione di azioni proprie (quelle per le quali nella stessa riunione si richiede l'autorizzazione all'acquisto) senza nuove ulteriori emissioni.

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A concorrere ai risultati aziendali hanno contribuito sicuramente molti, se non tutti, i managers impegnati in Fiat, ma certamente un ruolo non marginale lo hanno ricoperto anche gli operai che con il loro lavoro spesso "rischioso" hanno mostrato dedizione e attaccamento alla società giocando un ruolo anch'essi di rilievo nel raggiungimento degli obiettivi di redditività che produrranno benefici economici solo alle "alte sfere" lasciando con l'amaro in bocca chi, invece, è in prima linea alle "catene di montaggio".

Sembra, quindi, stridere la notizia apparsa sul "Sole 24 Ore" del 14 marzo 2008 della decisione del Ceo Rupert Stadler della Audi (Ingolstadt del Gruppo Volkswagen) che, tenuto conto dei successi ottenuti dalla Società in termini di vendite e di fatturato, pagherà un "maxi-premio" di 5.300 euro ai suoi 45.000 operai.
Si legge nell'articolo che Stadler "dà per scontato che quest'anno la marca dei quattro anelli supererà agevolmente il milione di auto" ed è convinto che "nulla potrà arrestare nel 2008 la serie di successi della Audi", ma sicuramente il Ceo Audi sa che tale successo non si potrà raggiungere senza il contributo degli operai impegnati in fabbrica!

Evidentemente di diverso avviso è Marchionne che, a torto o a ragione si è sempre accollato il merito dei risultati del Gruppo Fiat.

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Non si può sottacere l'andamento del titolo Fiat che dopo un'ascesa abbastanza veloce fino ad un massimo di 23,880 € ha iniziato poi un tracollo - altrettanto veloce - fino all'attuale quotazione di circa 12 €. La quotazione attuale è ritenuta del tutto immotivata dall'Amministratore Delegato che ha ipotizzato, perfino, interventi sulla struttura societaria del Gruppo.

Le traversie in merito alla produzione che hanno interessato più di una unità produttiva, hanno così, è ipotizzabile, influito sugli umori del mercato.

E' certo, comunque, che quanti hanno comperato le azioni a meno di 10 €, se saggiamente hanno disinvestito ad oltre 20 €, hanno beneficiato di soddisfacenti plusvalenze. Quanti hanno acquistato a 20 € hanno ampio motivo di rimproverarsi per l'ottimistica previsione di ulteriori incrementi ma....sono rimasti con il cerino acceso.