(Marzo/2008)
ASSO DI PICCHE
Compensi, Stock options
altolà di Draghi

 

Il Governatore di Bankitalia, ha richiamato i Banchieri all'osservanza di alcune regole della Governance.

Fra le indicazioni di Draghi, c'è anche quella che i compensi agli Amministratori siano sempre deliberati dall'Assemblea degli azionisti.

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Il principio, però, equivale ad una "lavata di facciata".

Se è vero che in assemblea quella che decide è la maggioranza, è altrettanto vero che i compensi vengono concordati prima dell'assemblea da un Consiglio governato dalla maggioranza stessa.

Ne è percepibile che, presi da improvviso raptus, i Consiglieri decidano di incassare meno di quanto percepiscono (cifr. ns. articolo: Alessandro Profumo "critica da mammà"!, "Stock options: una consistente buonuscita"; "Stock options: la pacchia è finita"). E', però, vero che si possono determinare all'interno del Consiglio compensi per l'esecuzione di incarichi specifici sentito il parere del Collegio Sindacale.
In verità che i Sindaci abbiano mai criticato le proposte in merito francamente non risulta. Sarebbe, invece, doveroso da parte del Collegio, motivare nella propria Relazione i "perchè si" e/o i "perchè no" del loro parere determinante.

Draghi si è anche soffermato sui premi azionari (stock options) che devono essere vietati ai manager contabili, in essi comprendendo più in generale i responsabili delle funzioni di controllo interno.

Ha puntualizzato Draghi che "i loro compensi devono essere di livello adeguato alle significative responsabilità e all'impegno connessi al ruolo", fatto è che questi compensi non vengono resi noti.

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Altro discorso è quello delle stock options. E' noto ed arcinoto che le stesse sono un escamotage per pagare meno tasse, un metodo di cui hanno beneficiato Presidenti ed Amministratori, anche, quando detenevano la maggioranza.

E' più che giusto scrivere "ai limiti della decenza".

Per fare un esempio i compensi totali lordi del Presidente della Fiat Luca Cordero di Montezemolo nel 2007 furono di 7.083 milioni di euro, quelli dell'Amministratore Delegato Sergio Marchionne di 6.906 milioni di euro e del Vice Presidente John Elkann di 582.500 euro.

Come si potrà annotare, i compensi per la carica non sono esagerati, ma l'insieme dei compensi ammonta a cifre più che notevoli.

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Draghi ha parlato alle banche ma sarebbe auspicabile che le indicazioni del Governatore di Bankitalia siano estese (dalla Consob?) a tutte le società quotate.