(Febbraio/2008)
ASSO DI PICCHE
 
Neo quotate
un boccone indigesto


Da un'analisi apparsa sui principali giornali economici è emerso che delle ultime 29 IPO solo due si sono salvate (Maire Tecnimont + 13,6% ed Enia + 8,9%) mentre, le altre 27 hanno mostrato degli andamenti di Borsa molto negativi (perdita media 30,6%) scendendo quasi sempre sotto il prezzo di collocamento anche in misura notevole. Le perdite più gravi le hanno registrate le seguenti società:

Società
Perdita
   
Omnia Network -68,2%
Conafi Prestitò -66,8%
Aicon Yachts -55%
Damiani -55%
Il Sole 24 Ore -29%

 

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L'andamento dei mercati, oggettivamente non positivo, non basta a spiegare andamenti negativi, mentre, è indubbio che fra le cause di queste "debacle" vi è certamente un prezzo di quotazione troppo elevato che spesso non corrispondeva al valore reale dell'azienda.

Per quel che riguarda il valore di quotazione viene da chiedersi la validità delle valutazioni fatte da IpoWorld, nello stabilire la forchetta del prezzo prima, ed il prezzo d'offerta poi. In teoria, infatti, quello di quotazione dovrebbe da un lato tenere conto del valore dell'azienda e delle sue potenzialità, ma dall'altro, anche, permettere a chi investe se non di guadagnare, almeno di non perdere.
Invece quello che traspare è che nell'attuare la valutazione le Banche d'Affari tengano più conto delle esigenze della società quotanda, o peggio ancora degli azionisti pre quotazione, in modo che possano massimizzare l'operazione di quotazione, che non salvaguardare gli investitori che decidono di acquistare le azioni.
Se si considera poi che quasi tutte le neo quotate sono approdate in Borsa per ridurre il proprio indebitamento e, quindi, in qualche modo spinte dagli Istituti di Credito creditori, è facile anche, comprendere il perché di valutazioni esagerate che il mercato ha subito "punito". Le società che sono approdate in Borsa per reperire risorse economiche per finanziare realmente piani di sviluppo e, quindi, per crescere e creare valore a tutti gli azionisti, vecchi e "nuovi", si possono contare sul palmo di una mano. Non si deve dimenticare che nella maggioranza dei casi gli azionisti venditori hanno incassato somme di tutto rilievo.

Per evitare, quindi, nuove cocenti delusioni servirebbe una maggiore severità e attenzione da parte di Borsa Italiana e della Consob in fase di quotazione, individuando e/o applicando una forma di responsabilizzazione nei confronti di referenti troppo spesso propensi ad "attaccare l'asino dove vuole il padrone" al fine di evitare che l'Advisor proponga al potenziale risparmiatore, spesso troppo credulone nelle prospettive di guadagno, un boccone indigesto.