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Non
c'è proprio pace per Mr. Tod's che da quando
ha deciso di riconoscere un bonus di 1.400 euro lordi all'anno
(circa 83 euro netti al mese) ai propri dipendenti pare sia
entrato nell'occhio del ciclone. Il Bonus sembra aver scontentato
tutti (tranne ovviamente i beneficiari) dalle organizzazioni
sindacali, al mercato, agli analisti che non hanno lesinato
giudizi negativi sul gruppo.
Il
gesto dettato forse più da esigenze di immagine che
non da vero spirito di generosità ha avuto un inaspettato
effetto boomerang, tanto che il titolo nell'ultimo mese ha
perso circa il 13%. Le perdite in Borsa erano, però,
iniziate già in occasione della pubblicazione dei dati
al 30 settembre 2007, i quali ancorchè in leggera ripresa
non hanno rispettato le attese degli operatori del settore
che hanno iniziato a rivedere i propri reports al ribasso.
Da lì lo scivolone è stato clamoroso e il titolo
dai circa 60 euro di ottobre ha perso il 35% quotando circa
39 euro di inizio febbraio.
I
principali indicatori economici hanno così performato:
| (valori
espressi in euro/migliaia) |
30/09/2007
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30/09/2006
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| Totale
ricavi |
499.949
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438.329
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| EBITDA |
113.564
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107.360
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| EBIT |
95.723
|
89.698
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| Risultato
prima delle imposte |
96.077
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88.920
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| Risultato
netto |
57.751
|
52.386
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L'aumento
del 14% dei ricavi e dell'8% del Risultato pre tax non hanno
contribuito a rinnovare la fiducia nel Gruppo TOD'S da parte
degli analisti. Nè tantomeno sono valsi i tentativi
di sottolineare nella Relazione Trimestrale l'influenza negativa
sia in termini di impatto sui ricavi che sui margini della
"fortissima rivalutazione" dell'euro che
ha - sempre secondo il management - penalizzato in misura
consistente la performance dei risultati.
Come
recita un vecchio proverbio "sui se e sui ma la storia
non si fa", e la TOD'S dovrebbe tenere presente che
quello che interessa e che conta ai fini di una valutazione
sono i "risultati effettivamente ottenuti"
e non quelli che presumibilmente si sarebbero potuti ottenere
in costanza di condizioni. Anche il più sprovveduto
degli imprenditori sa di dover tener conto che fra le voci
del "rischio imprenditoriale" rientra anche
"l'oscillazione dei cambi" che può
giocare in alternanza sia a favore che contro, ma i cui riflessi
alla fine determinano la vera performance della Società.
Sempre
più spesso nelle Relazioni Trimestrali si legge che
la tenuta dell'euro sul dollaro "penalizza"
le risultanze contabili, una scusa che più spesso nasconde
scelte imprenditoriali che non hanno l'impatto sperato sui
risultati ottenuti.
E
così l'assunzione della gestione diretta di sette boutiques
di Seoul e Pusan (Corea) che ha comportato un sensibile assorbimento
di liquidità per circa 18 milioni è stata contraddistinta
da "una crescita dell'esposizione nei confronti dei
clienti ed un accumulo di giacenze sul fronte della rete distributiva",
il tutto, però, senza avere un impatto significativo
sui risultati di periodo. Ci si domanda, quindi, perchè
la scelta di rilevare e gestire direttamente le boutiques?
Che cosa si aspettava o si aspetta ancora il management? La
valutazione dell'impegno di acquisto è stata fatta
a prezzi oggettivamente riscontrabili o derivanti da una clausola
contrattuale o ancora da trattativa condotta su valutazioni
soggettive?
Si
deve dare atto che il Presidente Diego Della Valle in
ogni caso ce la stà mettendo tutta per incentivare
il management a produrre valore con appositi piani di stock
options già in essere, e i dipendenti con il bonus
loro riconosciuto. E' consequenziale che il "premio"
contribuirà in misura rilevante ad aumentare i costi
relativi al personale erodendo inevitabilmente i risultati
finali. Se ora si concentrasse di più anche su investimenti
"produttivi" con adeguati ritorni anche per
gli azionisti sicuramente il mercato invece di una bocciatura
unanime potrebbe rivedere il proprio giudizio.
Emblematico fra i tanti è stata la nota di UBS
che nel Report ha ridotto il target price da 55 euro a 45
euro e un rating di Neutral e ne ha motivato il downgrade
come segue: "La qualità dei ricavi del quarto
trimestre è deludente, i risultati sono dell'1% sopra
le nostre stime e il consensus di mercato, ma è proprio
la qualità ad averci deluso".
Se
UBS è delusa, figuriamoci gli azionisti che hanno investito
in una società che è inciampata nelle proprie
scarpe. Che delusione!
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