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Un periodo veramente "nero"
per Giorgio Magnoni Vice Presidente e Amministratore
Delegato della Sopaf S.p.A. che deve fare, anche, i
conti con alcuni investimenti mancati, oltre che ad un titolo
in netta picchiata ( -26% negli ultimi sei mesi e -40% nell'ultimo
anno) nonostante i risultati presentati al 30 settembre 2007:
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30
settembre 2007
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30
settembre 2006
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| Ricavi
e altri proventi |
5.263
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32.164
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| MOL |
(10.646)
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2.437
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| Risultato
Operativo |
41.000
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3.306
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| Risultato
Prima delle imposte |
42.004
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522
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| Risultato
Netto |
40.239
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8.533
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Pur
tenendo conto che i dati relativi ai primi nove mesi del 2006
non sono stati assoggettati a revisione contabile poichè
nell'anno la società ha provveduto a modificare l'esercizio
sociale per allinearlo all'anno solare, spicca che i Ricavi
e gli altri proventi sono drasticamente diminuiti
dell'84% (circa 27 milioni in valore assoluto) e ne consegue
che il MOL scontando costi per 6 milioni risulta essere negativo
per 10,6 milioni. Il risultato Operativo si riscatta contabilizzando
Utili derivanti dalla ordinaria attività di cessione
di partecipazioni pari a 62,6 milioni.
L'Utile
da dismissione proviene, soprattutto, dall'operazione di cessione
di azioni Omniapartecipazioni S.p.A. e IMMSI S.p.A.
detenute dal novembre 2002 per il tramite della LM Real
Estate S.p.A., quando Sopaf aveva "affiancato"
Roberto Colaninno nel lancio dell'OPA su
Immsi S.p.A. conclusasi nel gennaio 2003. Allora il titolo
Immsi quotava circa 0,6427 (dato rilevato al 31/1/2003).
Si
legge nel documento informativo relativo all'operazione di
dismissione depositato nell'aprile 2007 che tra le motivazioni
vi era "il cresciuto valore del titolo IMMSI in Borsa
grazie alle capacità del management", nonchè,
"l'adeguato livello di valorizzazione della Omniapartecipazioni
S.p.A.".
Si annota, infatti, che il 10 aprile 2007 il titolo Immsi
ha raggiunto il ragguardevole traguardo dei 2,540 euro per
azione. Pertanto, Giorgio Magnoni con un tempismo perfetto
e in linea con le "logiche opportunistiche"
della Società, ha provveduto a "monetizzare"
le partecipazioni in portafoglio - il tutto concordato con
l'azionista di riferimento - realizzando, così, un
"provvidenziale utile" per il Gruppo Sopaf!
Strano ma vero, pare che subito dopo la vendita "le capacità del management" siano venute improvvisamente meno ed il titolo Immsi sia precipitato in "caduta libera" performando solo negli ultimi sei mesi un -48,67%!
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Il
Patrimonio netto del gruppo al 30 settembre 2007 è
pari a 175,820 milioni contro i 156,306 al 31/12/2006, mentre,
la Posizione finanziaria netta aumenta dai -121,734 milioni
al 31/12/2006 ai -135,917 milioni al 30/9/2007, un peggioramento
pari a circa l'11,4% riconducibile all'aumento dell'indebitamento
finanziario per il prestito obbligazionario convertibile emesso
a luglio 2007 al
3,875% per un controvalore di circa 50 milioni per
disporre
di nuove risorse finalizzate allo sviluppo e alla valorizzazione
di progetti di investimento, nonchè, per l'utilizzo
di ulteriori finanziamenti bancari.
Si
sottolinea che già a fine periodo di sottoscrizione
dei diritti di opzione il mercato aveva manifestato una sorta
di disaffezione nei confronti della Sopaf, infatti, dai comunicati
stampa diramati dalla Società si rileva che in base
agli impegni precedentemente assunti il 20% del Prestito Obbligazionario
convertibile è stato sottoscritto dalla Acqua Blu
S.r.l. (società che detiene circa il 25,536% dell'Emittente
e che fa capo a Giorgio Magnoni), il 64% dalla Banca Akros
(intermediario incaricato di curare l'operazione) e solo
il 16% dal mercato!
Un "duro colpo" da incassare, al quale sono seguiti altri due rifiuti difficili da "digerire":
- il primo in ordine di tempo risale alla fine del novembre 2007, quando, dopo aver manifestato l'interesse di rilevare il 29% dell'IPI S.p.A., la Sopaf aveva ricevuto un netto rifiuto confermato nel comunicato stampa diramato da Francesca Garofalo (madre di Danilo Coppola) a nome del Gruppo e che aveva definito la Sopaf un "socio non gradito";
- il secondo è arrivato a fine gennaio 2008 dalla Magiste Real Estate Property (Mrep) di Stefano Ricucci che ha giudicato inappropriata la proposta di 200 milioni per rilevare gli immobili della società.
Il
2008 non si è certo aperto sotto buoni auspici per
la Sopaf, e se anche per il futuro Giorgio Magnoni "non
vede criticità nè sul piano finanziario nè
sul mantenimento dei livelli di redditività"
agli azionisti e, soprattutto, al mercato non resta che attendere
e sperare che vengano realizzate nuove "strategie
opportunistiche" tutte ancora da definire e da valutare.
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