(Gennaio/2008)
Amplifon S.p.A
il mercato dissente


La presidenza Amplifon S.p.A. di Anna Maria Formiggini Holland pare non possa vedere ancora la fine del preoccupante trend negativo dei principali indicatori economici della società.
I dati consuntivati al 30 settembre 2007 registrano ancora una volta una sensibile contrazione come si rileva dalla tabella seguente:

migliaia di euro
30/9/2007
30/9/2006
variazione %
Ricavi Netti
482.691
423.337
14,0
EBITDA
61.166
63.697
-4,,0
EBITA
44.858
51.162
-12,3
EBIT
37.400
45.708
-18,2
Utile Netto del Gruppo
16.837
29.544
-43,0

A fronte di un risibile aumento del fatturato consolidato del 14% la Amplifon ha riportato una pesante "penalizzazione" dell'EBITA che si è ridotto di circa il 12%, nonchè dell'EBIT di circa il 18% e dell'Utile netto del Gruppo che ha subito un calo del 43% (in valore assoluto circa -12,8 milioni).

Si legge nel comunicato stampa che la deludente performance pare sia imputabile alle acquisizioni in UK (ovvero la Ultravox acquisita al 100% nel luglio del 2006) e che hanno sì contribuito alla crescita del fatturato sul mercato europeo, ma che per una manifesta lacuna nel processo di riorganizzazione e consolidamento perseguito non hanno recuperato efficienza sviluppando sinergie con il gruppo Amplifon.

Si sottolinea, inoltre, che la variazione del perimetro di consolidamento con le sei acquisizioni avvenute nel 2007 ha in buona sostanza "salvato" i conti del Gruppo che altrimenti avrebbero probabilmento registrato una ulteriore contrazione.

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La Amplifon - in un comunicato stampa del 6/7/2006 - aveva già allora dichiarato che intendeva perseguire una ben definita strategia di espansione, e con Ultravox, per la quale aveva pagato un controvalore di 63,4 milioni di sterline, intendeva "sfruttare appieno le potenzialità dell'acquisizione" eseguendo una precisa strategia di integrazione e potenziamento delle sinergie del gruppo.

La previsione era quella di raggiungere un livello di EBITDA margin entro gli esercizi 2009/2010 "in linea con quello attuale del Gruppo": si ricorda, per altro, che al 30/6/2006 l'EBITDA era di 46,5 milioni con una incidenza sui ricavi pari al 16,7%, mentre al 30/9/2007 l'incidenza è scesa al 12% circa.

Preoccupa quindi il disegno strategico di una continua espansione che dovrebbe essere sostenuto non solo da un piano di integrazione d'insieme ma anche tenendo sotto controllo l'indebitamento finanziario netto che al 30 settembre 2007 era pari a 265,3 milioni, lievitato quindi di circa 61,5 milioni rispetto al 31/12/2006 che era invece pari a 203,8 milioni, mentre sulla riduzione del patrimonio netto di 30,6 milioni ( 235.404 €/migliaia al 30/09/07 rispetto ai 266.028 €/migliaia al 31/12/06) sono gravati sia la distribuzione di dividendi che il riacquisto di azioni proprie: al 9 novembre 2007 Amplifon detiene n. 6.900.000 azioni proprie pari al 3,478% del capitale sociale.

Ciò detto, viene da ipotizzare che la società stia conducendo una politica di espansione per linee esterne senza valutare che tutto sommato è solo e soltanto una "commerciale" che acquista le apparecchiature di base dalle tre produttrici internazionali e che, a suo dire, le adatta ai singoli clienti. Non avendo l'esclusiva dai produttori il mercato sta ampliamente diffondensosi con venditori concorrenti. Questo essere una "commerciale" dovrebbe indurre la società a consolidarsi per mantenere le quote di mercato tradizionali ed evitare acquisti all'estero che vanno rivelandosi meno producenti di quanto ipotizzato. La discesa della quotazione (da gennaio 2007 € 6,49 a € 3,09 ad oggi (18 gennaio 2008) con una perdita del 52,38%) è un'avvertimento che non si deve sottovalutare.

L'Amministratore Delegato Franco Moscetti si è dichiarato molto soddisfatto dei "risultati particolarmente positivi" fino ad ora ottenuti. Il mercato, ovviamente, non sembra condividere.