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La presidenza Amplifon S.p.A. di Anna Maria Formiggini
Holland pare non possa vedere ancora la fine del
preoccupante trend negativo dei principali indicatori economici
della società.
I dati consuntivati al 30 settembre 2007 registrano ancora
una volta una sensibile contrazione come si rileva dalla tabella
seguente:
| migliaia
di euro |
30/9/2007
|
30/9/2006
|
variazione
%
|
| Ricavi
Netti |
482.691
|
423.337
|
14,0
|
| EBITDA |
61.166
|
63.697
|
-4,,0
|
| EBITA |
44.858
|
51.162
|
-12,3
|
| EBIT |
37.400
|
45.708
|
-18,2
|
| Utile
Netto del Gruppo |
16.837
|
29.544
|
-43,0
|
A fronte di un risibile aumento del fatturato consolidato del 14% la Amplifon ha riportato una pesante "penalizzazione" dell'EBITA che si è ridotto di circa il 12%, nonchè dell'EBIT di circa il 18% e dell'Utile netto del Gruppo che ha subito un calo del 43% (in valore assoluto circa -12,8 milioni).
Si
legge nel comunicato stampa che la deludente performance pare
sia imputabile alle acquisizioni in UK (ovvero la Ultravox
acquisita al 100% nel luglio del 2006) e che hanno sì
contribuito alla crescita del fatturato sul mercato europeo,
ma che per una manifesta lacuna nel processo di riorganizzazione
e consolidamento perseguito non hanno recuperato efficienza
sviluppando sinergie con il gruppo Amplifon.
Si sottolinea, inoltre, che la variazione del perimetro di consolidamento con le sei acquisizioni avvenute nel 2007 ha in buona sostanza "salvato" i conti del Gruppo che altrimenti avrebbero probabilmento registrato una ulteriore contrazione.
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La Amplifon - in un comunicato stampa del 6/7/2006 - aveva già allora dichiarato che intendeva perseguire una ben definita strategia di espansione, e con Ultravox, per la quale aveva pagato un controvalore di 63,4 milioni di sterline, intendeva "sfruttare appieno le potenzialità dell'acquisizione" eseguendo una precisa strategia di integrazione e potenziamento delle sinergie del gruppo.
La previsione era quella di raggiungere un livello di EBITDA margin entro gli esercizi 2009/2010 "in linea con quello attuale del Gruppo": si ricorda, per altro, che al 30/6/2006 l'EBITDA era di 46,5 milioni con una incidenza sui ricavi pari al 16,7%, mentre al 30/9/2007 l'incidenza è scesa al 12% circa.
Preoccupa
quindi il disegno strategico di una continua espansione che
dovrebbe essere sostenuto non solo da un piano di integrazione
d'insieme ma anche tenendo sotto controllo l'indebitamento
finanziario netto che al 30 settembre 2007 era pari a 265,3
milioni, lievitato quindi di circa 61,5 milioni rispetto al
31/12/2006 che era invece pari a 203,8 milioni, mentre sulla
riduzione del patrimonio netto di 30,6 milioni ( 235.404 €/migliaia
al 30/09/07 rispetto ai 266.028 €/migliaia al 31/12/06)
sono gravati sia la distribuzione di dividendi che il riacquisto
di azioni proprie: al 9 novembre 2007 Amplifon detiene n.
6.900.000 azioni proprie pari al 3,478% del capitale sociale.
Ciò
detto, viene da ipotizzare che la società stia conducendo
una politica di espansione per linee esterne senza valutare
che tutto sommato è solo e soltanto una "commerciale"
che acquista le apparecchiature di base dalle tre produttrici
internazionali e che, a suo dire, le adatta ai singoli clienti.
Non avendo l'esclusiva dai produttori il mercato sta ampliamente
diffondensosi con venditori concorrenti. Questo essere una
"commerciale" dovrebbe indurre la società
a consolidarsi per mantenere le quote di mercato tradizionali
ed evitare acquisti all'estero che vanno rivelandosi meno
producenti di quanto ipotizzato. La discesa della quotazione
(da gennaio 2007 € 6,49 a € 3,09 ad oggi (18 gennaio
2008) con una perdita del 52,38%) è un'avvertimento
che non si deve sottovalutare.
L'Amministratore
Delegato Franco Moscetti si è dichiarato
molto soddisfatto dei "risultati particolarmente
positivi" fino ad ora ottenuti. Il mercato, ovviamente,
non sembra condividere.
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