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Il Consigliere Alessandro Gili il 29 novembre
U.S. aveva ammesso a MF - a nome della Omnia
Network - che la Società aveva "comunicato
poco con il mercato e di aver avuto due trimestrali poco incoraggianti".
Forse non si aspettava che tutto questo potesse incidere in
modo così esplicito sull'andamento del titolo, che
dall'esordio in Borsa nel febbraio u.s. a 5 euro, ha perso
più del 50% del suo valore, "una punizione
- sostiene Gili - inflittaci dal mercato che va al di la di
ogni ragionevole aspettativa".
Il
management ha deciso, quindi, di presentare un esposto alla
CONSOB perchè indaghi sui motivi che hanno contribuito
al "crollo anomalo" del titolo. Nulla per
ora è emerso.
Come spesso accade è difficile ammettere i propri errori,
ed, inoltre, non è ben chiaro
che cosa si aspettassero Gili e la OmniaNetwork avendo, pertanto,
tenuto un comportamento apparentemente poco chiaro e trasparente
nei confronti del mercato che con l'apprezzamento del titolo
esprime il proprio giudizio sulla Società.
Certo è che se l'Emittente "ignora"
gli investitori, non comunica e non rassicura il mercato,
soprattutto, quando presenta dati economici deludenti a soli
pochi mesi dal suo esordio, non può certo aspettarsi
fiducia e credibilità.
Alcuni
comunicati stampa pubblicati, come ad esempio quello del 26
luglio 2006 che riguarda "l'approvazione del progetto
di quotazione da parte dell'assemblea dei soci",
sono in parte "lacunosi": nel citato esempio
vi si legge al primo capoverso "L'assemblea dei Soci
di Omnia Network S.p.A. attiva nella progettazione, realizzazione
e gestione in outsourcing di servizi integrati di customer
operation alle imprese, riunitasi sotto la presidenza di ....
ha approvato il progetto di quotazione delle azioni ordinarie
della Società nel Mercato Telematico Azionario (MTA)
organizzato e gestito da Borsa Italiana".
Nel comunicato non è inserito il nome di chi ha presieduto
l'assemblea, un piccolo ma significativo segnale della poca
attenzione dedicata dalla Società alla comunicazione
ufficiale al mercato, il quale sentendosi "snobbato"
ha quasi "punito" l'atteggiamento ambiguo
con il disinteresse.
Un
atteggiamento che ha innescato perplessità tenendo
conto che la società si occupa di curare i rapporti
fra le imprese e i clienti finali, ma pare non si interessi
affatto di curare i propri rapporti con gli azionisti.
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La
trimestrale consolidata al 30 settembre 2007 ha consuntivato
come segue:
| valori
espressi €/000 |
30/09/2007
|
30/09/2006
|
%
|
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| Ricavi
complessivi |
183.163
|
177.066
|
3
|
| EBITDA |
11.854
|
12.527
|
-5
|
| EBIT |
8.388
|
10.022
|
-16
|
| Risultato
prima delle imposte |
4.700
|
6.211
|
-24
|
Ancora una volta i dati non confermano la tendenza del trend
negativo.
Se anche i Ricavi hanno registrato un aumento di circa il
3%, il Margine Operativo ha realizzato una contrazione del
5%. Le voci di costo che hanno contribuito all'erosione del
Margine Operativo Lordo solo le "Locazioni e noleggi
operativi" che da 5,6 milioni sono aumentati del
120% raggiungendo i 12,5 milioni, e i "Costi del
personale" che sono saliti dai 21 milioni al 30/9/2006
ai 38 milioni circa al 30/9/2007. Queste variazioni rivelano
una gestione operativa in qualche misura "inefficente"
o quantomeno non oculata, poichè, per incrementare
i ricavi di solo il 3% si sono più che raddoppiati
i costi variabili inerenti.
Il
management è comunque ottimista, si legge, infatti,
nella Relazione Trimestrale che "la situazione dei
mercati in cui opera il Gruppo sembra poter confermare un
buon andamento dello sviluppo commerciale e del consolidamento
delle attività operative". L'importante è
che di questo "buon andamento dei mercati"
il management riesca a sfruttarlo adeguatamente e trarne profitto.
L'operatività dei contratti siglati con Tiscali Italia S.p.A. e l'ulteriore acquisizione del 3% del capitale sociale di Omniacopy S.p.A. pare non abbiano convinto a sufficienza gli investitori, così come pare sia andato fallita la manovra di acquisizione di azioni proprie per sostenere il titolo ormai ben al di sotto del valore di collocamento.
In
altre parole il Piano industriale e le strategie per risollevare
le sorti della società sembrano essere recepite come
inadeguate per perseguire gli obiettivi posti anche a medio
termine.
Gili è sicuro che il 2008 sarà "un
anno in espansione", per sostenere il quale la società
ha iniziato una politica di indebitamento che preoccupa gli
azionisti e sono state vane le sue rassicurazioni ritenendo
l'esposizione finanziaria un "fattore fisiologico".
Certo
è che i segnali - anche attraverso la comunicazione
istituzionale - che provengono dalla OmniaNetwork non sono
rassicuranti, e ancor meno lo è l'esigenza di una società
che ha appena avuto una considerevole iniezione di liquidità
dalla recente IPO, di ricorrere in misura sempre più
crescente all'indebitamento per perseguire i piani di sviluppo.
L'auspicio
è che "l'anno di espansione"
lo sia in termini di fatturato e non solo di indebitamento.
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