(Settembre/2007)
Amplifon S.p.A.
orecchio da mercante


Il Consiglio d'Amministrazione dell'Amplifon ha approvato i dati relativi al primo semestre che qui riportiamo:

(milioni di Euro)
I Semestre 2007
I Semestre 2006
Variazione %
       
Ricavi netti
332,1
277,8
19,5%
EBITDA
45,3
46,5
-2,7%
EBITA
34,6
38,9
-11,0%
EBIT
29,5
36,1
-18,3%
Utile netto del Gruppo
14,7
24,0
-38,8%


Come si vede, un primo semestre fatto di (poche) luci e (molte) ombre che il mercato, infatti, non sembra aver apprezzato molto tanto che il titolo nell'ultimo mese è sceso del 18,62%.

A quanto pare, a trattenere gli investitori dalle vendite non sono bastate le buone notizie che derivano dall'aumento dei ricavi, anche perché, l'incremento in Europa (+ 64.637 migliaia di Euro) come evidenziato nella relazione: "è principalmente riconducibile alla crescita per linee esterne pari a circa 53.500 migliaia di Euro".

La Società ha, infatti, dichiarato:
"nel corso del primo semestre 2007 sono state effettuate acquisizioni per un controvalore complessivo pari a 20,5 milioni di Euro".
Di queste viene riportato che in Germania ha acquistato "diverse" società per un totale di 44 punti vendita ed un fatturato complessivo atteso su base annua pari a circa 15 milioni di Euro e che, inoltre, nel mese di luglio sono state acquisite altre 2 aziende per un totale di 17 punti vendita ed un fatturato complessivo su base annua di oltre 3,8 milioni di Euro.

Dall'analisi dei singoli mercati, tuttavia, emerge chiaramente come l'unico che abbia avuto un incremento significativo dovuto solo a crescita interna sia l'Italia, +13%, mentre, in quasi tutti gli altri paesi dove è presente la società, laddove c'è stata crescita, questa è stata generata da acquisizioni.

Una particolare attenzione la merita, inoltre, l'Inghilterra relativamente alla quale viene segnalato come vi siano dei problemi in termini di marginalità per risolvere i quali la Società ha realizzato" un piano che ha visto la nomina di Alessandro Chiono quale nuovo Country Manager, che avrà il supporto di un piano di advertising già sperimentato con successo in altri Paesi e che ha l'obbiettivo di raggiungere un livello di marginalità equivalente a quello del Gruppo entro gli esercizi 2009/2010".

Accanto poi alla "crescita" dei ricavi, va evidenziato come il primo semestre sia stato caratterizzato da un incremento più o meno marcato di quasi tutte le principali voci di costo:

  • il costo del venduto +15.7%;

  • i costi per il personale + 25,5%;

  • i costi per servizi esterni +29.7%;

aumenti che hanno portato, nonostante la crescita del fatturato, ad un peggioramento del 2,7% dell'EBITDA.
Ancora più sostanziali i decrementi dell'EBITA (- 11%) a causa di un forte aumento degli Ammortamenti operativi (+39.2 %) e dell'EBIT (-18%) sul quale ha inciso negativamente l'incremento degli Ammortamenti relativi ai marchi, liste clienti, ecc, ecc (+83 %) .
Quello, tuttavia, a essere più penalizzato rispetto allo stesso periodo dello scorso anno è l'Utile Netto di Gruppo che è sceso di ben il 38.8% e sul quale pesa negativamente l'incremento degli oneri finanziari ( +145% ) dovuto al forte aumento dell'indebitamento finanziario netto che è passato dai 105.977 del 30/6/2006 ai 246.408 milioni di Euro (al 31/12 era pari a 203.806).

A commento di questi dati l'Amministratore Delegato Franco Moscetti ha sottolineato:
"il primo semestre 2007 ha confermato il trend di crescita dei ricavi con risultati particolarmente positivi in mercati quali Italia, Penisola Iberica e Germania", dimenticandosi, tuttavia, di segnalare come questo trend sia principalmente dovuto alle acquisizioni (ad eccezion fatta dell'Italia ).

Intanto Citigroup ha tagliato la raccomandazione del titolo da buy a sell ed il target price da 7,80 a 5,80 euro. Un segnale certamente importante riguardo all'apprezzamento dei conti da parte del Mercato, adesso non resta da sperare che Franco Moscetti percepisca il messaggio e non faccia, invece, "orecchio da mercante".