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Benchè
si sia chiuso con utili in crescita dell'11% a 74 €/K,
il 2006 non sarà, probabilmente, un anno da ricordare
con piacere per la Recordati.
A
metà giugno, infatti, le indagini di due Procure (Milano
e Bari) hanno portato all'emissione di procedimenti giudiziari
nei confronti della Società per responsabilità
oggettiva derivante da illeciti amministrativi commessi da
propri dipendenti (D. Lgs. 8.6.2001 n. 231). L''inchiesta,
condotta dalla Guardia di Finanza ipotizza il reato di associazione
a delinquere finalizzata alla corruzione e a favorire la prescrizione
di farmaci della Recordati da parte di decine di medici
convenzionati con il Servizio Sanitario Nazionale. A seguito
dei provvedimenti l'azienda si è subito si dichiarata
"fiduciosa di poter provare che ogni eventuale reato
commesso dai suoi dipendenti è riconducibile all'elusione
delle procedure interne da parte dei dipendenti stessi, senza
che i fatti siano stati determinati o agevolati da carenze
organizzative". Il gruppo, inoltre, si presenterà
in udienza con un documentazione "destinata a dimostrare
l'efficacia e l'adeguatezza del modello organizzativo attualmente
vigente".
Dalla
nota integrativa al bilancio 2006, tuttavia, si apprende che
la Società ha patteggiato, pagando una sanzione pecuniaria
e depositando un nuovo modello di assetto organizzativo, "ulteriormente
rafforzato per prevenire la commissione di condotte illecite
da parte dei dipendenti" e mettendo a disposizione
ogni profitto per risarcire il Ministero della Salute del
danno derivato dalle condotte illecite contestate. Un notevole
passo indietro rispetto alla "fiducia iniziale"
a seguito del quale il Consiglio d'Amministrazione ha, probabilmente,
dovuto accantonare 2,9 €/K per coprire le passività
derivanti da tale situazione.
"Il prezzo della fiducia".
Una
delle figure coinvolte è stata quella del Direttore Generale
Farmaceutico, Vittorio Bonazzi, a cui il Consiglio
di Amministrazione aveva delegato ampi poteri per la gestione
operativa delle attività aziendali con l'attribuzione
della rappresentanza sociale e che, "ovviamente",
ha lasciato l'azienda. Al suo posto è entrato a fine
agosto il Dr. Andrea Breschi, laureato in Medicina
e Chirurgia, il quale vanta una ventennale esperienza nel
settore farmaceutico, sia in Italia che a livello internazionale.
Il suo passaggio, tuttavia, è stato brevissimo e per
certi versi "traumatico"; dopo soli due mesi
è stato, infatti, sostituito da Gianni Soro.
Pare che Giovanni Recordati, numero uno dell'azienda,
abbia spiegato che "non ci sono stati buoni rapporti
con la rete commerciale e il vertice. E' stato un inserimento
non felice".
In effetti nel Comunicato Stampa emesso dalla Società
il 21/11/2006 non viene data nessuna spiegazione, neppure
quelle di rito, sui motivi dell'avvicendamento. Si legge infatti:
"il Dr. Gianni Soro sostituirà il Dr. Andrea
Breschi che ha lasciato l'azienda".
Peculiare, poi, che i due avessero avuto già modo di
"intrecciarsi" anche se a parti invertite.
Il Dr. Soro è stato, infatti, Presidente e Amministratore
Delegato della Malesci, Gruppo Menarini, dal
1992 al 2001, il Dr. Breschi proprio dal 2001 ne era
diventato Direttore Generale.
Peccato che questo "valzer" di poltrone abbia
lasciato un segno pari a 2,4 €/K di oneri straordinari
contabilizzati in bilancio.
Sta
di fatto che la notizia dell'avvicendamento pare proprio abbia
dato un ulteriore scossone al titolo facendogli perdere il
10%.
Da annotare che successivamente, Fimei Spa, la finanziaria
di famiglia, che controlla la Recordati con oltre il 51%,
ha comunicato di avere comprato proprio nel giorno dell'annuncio
del cambio di management 400 mila pezzi al prezzo di circa 5,625 fra i più bassi registrati nell'anno.
Sull'home
page del sito Recordati è presente a grandi caratteri
la descrizione della Società:
"Recordati
è un gruppo farmaceutico europeo aperto a collaborazioni
ed impegnato nella scoperta, nello sviluppo e nella vendita
di prodotti innovativi, ad elevato valore aggiunto, che migliorano
la qualità di vita delle persone. Il nostro successo
porta benefici non solo ai pazienti, i cui bisogni desideriamo
soddisfare, ma anche a tutti coloro per i quali lavoriamo
i nostri azionisti, i nostri clienti, i nostri partner
scientifici e commerciali ed i nostri collaboratori".
Chi
più ne ha, più ne metta.
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