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Il
Conto Economico Consolidato al 30/09/2006 del Gruppo Beghelli,
leader nella produzione e distribuzione di sistemi elettronici
per la sicurezza industriale e domestica e per l'illuminazione,
presenta i seguenti valori:
| euro/000 |
30/9/2006
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30/9/2005
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| Ricavi
consolidati |
97.992
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104.870
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| EBITDA |
12.082
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10.734
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| EBIT |
6.588
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5.317
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| Risultato
ante imposte |
5.118
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4.081
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| Risultato
netto del Gruppo |
3.564
|
3.542
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I Ricavi consolidati hanno registrato nei primi nove mesi una
contrazione del 6,6% passando dai 104,8 euro/K del 2005 ai 97,9
euro/K del 2006. La variazione - si legge nel comunicato stampa
del 13/11/2006 - pare sia la conseguenza di un contenzioso sorto
con il socio di minoranza della società cinese Jiangsu
Shifute Lighting Equipment Ltd, e a causa del quale il
Gruppo Beghelli non ha potuto ottenere i prospetti contabili da
inserire nel bilancio consolidato procedento, pertanto, al deconsolidamento.
A parità di perimetro di consolidamento i ricavi avrebbero,
invece, rilevato una crescita di circa l'1,4%).
Il
Gruppo Beghelli ha sottolineato che "prevede di ristabilire
le normali condizioni operative della controllata cinese nonchè
di giungere ad una definizione complessiva del contenzioso in
tempi brevi". Nessun accenno, però, ai motivi
che hanno generato la controversia, nè tanto meno l'impatto
economico-finanziario derivante dalla sua evoluzione nel futuro
o che cosa si intenda per "tempi brevi".
L'acquisizione
della quota di controllo della società Jiangsu Shifute
Lighting Equipment Ltd avvenuta nel 2005 aveva positivamente influito
sulla crescita dei ricavi netti del Gruppo già a partire
dal primo semestre dell'anno scorso (cfr. ns art. "Gruppo
Beghelli: ....tutto può essere"). Anche oggi,
come allora, nessun approfondimento sulle "strategie cinesi"
è stato fornito agli azionisti. Il deconsolidamento della
joint venture cinese ha comportato, però, una contrazione
del fatturato estero (che rappresenta circa il 40% del fatturato
globale) di circa il 10,1%.
L'EBITDA
si è attestato sui 12,1 euro/K con un incremento del 12,6%
rispetto ai 10,7 euro/K del corrispondente periodo dell'anno scorso.
Il beneficio, sembra, tuttavia, derivi dal differente metodo di
valutazione della quota di minoranza detenuta dalla Capogruppo
nella società Byd Company Ltd., ovvero, un "valore
teorico" finalizzato al "calcolo del valore
intrinseco" della partecipazione basato sui risultati
economici conseguiti nel periodo (pari a 6,3 euro/K), evidentemente
ben diverso dal "valore effettivo di quotazione di mercato".
Le
"valorizzazioni teoriche" hanno, comunque,
inciso in modo non irrilevante sul Risultato netto del Gruppo
al 30 settembre 2006 (solo + 22.000 euro) rispetto al precedente
periodo del 2005.
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Si
apprende, sempre dal comunicato stampa del 13 u.s., che nella
stessa data il Consiglio di Amministrazione della Beghelli S.p.A.:
"ha approvato la vendita di alcuni terreni con annessi
fabbricati rurali, non strumentali all'attività del Gruppo,
alla società Sifim s.r.l. per un importo complessivo di
circa 6,2 euro/K attribuito da una perizia di stima redatta da
una società specializzata ed indipendente".
Si
annota che la Sifim s.r.l. fa capo alla famiglia Beghelli,
i cui componenti (oltre che a detenere circa il 58% del capitale
sociale della omonima Società) ricoprono cariche strategiche
nella Capogruppo e precisamente:
- Gian Piero Beghelli, Presidente e Amministratore Delegato
- Luca Beghelli, Consigliere Esecutivo
- Graziano Beghelli, Consigliere Esecutivo
- Maurizio
Beghelli, Consigliere
Per
quanto sopra e tenendo conto che il numero dei componenti del
Consiglio di Amministrazione è pari a 9, di cui 4 sono
Beghelli, 2 sono non esecutivi ed indipendenti (Cariani
Giorgio e Pecci Giovanni), 2 sono legati da rapporti
di consulenza (Pecci Giovanni e Tamburini
Matteo) e 1 è Dirigente della Beghelli S.p.A.,
sarebbe, pertanto, interessante conoscere:
- chi
dei Consiglieri era presente nella seduta che ha deliberato
la vendita dei terreni alla Sifim s.r.l.;
-
l'espressione di voto di ogni singolo partecipante;
- se
alla discussione hanno o meno partecipato e con che "peso"
i Beghelli;
- il
parere espresso dai Consiglieri indipendenti;
- chi
tra la Beghelli S.p.A. e la Sifim s.r.l. ha incaricato la "società
specializzata ed indipendente" a redigere la perizia
di stima;
- se
la suddetta società aveva già intrattenuto precedentemente
rapporti di consulenza con i "venditori"
e/o gli "acquirenti" (alias Famiglia Beghelli);
- chi
tra la Beghelli e la Sifim si farà carico delle spese
relative alla perizia;
- l'opinione
del Collegio Sindacale.
Pare che l'operazione sia finalizzata alla "dismissione di beni non connessi all'attività industriale e consentirà un miglioramento della posizione finanziaria netta ed una riduzione del capitale investito".
Dopo
il "salvavita", ecco il "salvaconti"!
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