(Luglio/2006)
Valsoia S.p.A.
un futuro non puntualizzato

Costituita solo sedici anni fa nel 1990 la Valsoia S.p.A., leader in Italia per la produzione, distribuzione e commercializzazione di prodotti dietetici a base di soia con sede a Bologna, ha debuttato in Borsa, in questi giorni, al mercato Expandi.
Global Coordinator, responsabile del Collocamento per l'Offerta Pubblica, Lead Manager del Collocamento istituzionale, nonchè, Listing Partner e Specialista: ABAXBANK.

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Dopo aver rinunciato alla quotazione alla Borsa di Bruxelles la matricola approda, invece, alla Borsa Italiana in cui altre 5 "grandi", (supportate per altro da importanti gruppi bancari), avevano di recente rinunciato per motivi legati - a loro dire - alla "instabilità dei mercati".
Il prezzo è stato fissato in euro 4,40 per azione.

Un Comunicato Stampa della Società, ha sottolineato che nella quotazione del primo giorno il titolo ha toccato i 4,6347 € per azione, registrando un incremento del 5,33% rispetto al prezzo dell'Offerta. L'euforia è stata troppo prematura in quanto nei giorni successivi il titolo ha retto a fatica il prezzo di collocamento.

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Per Valsoia si deve tener conto che è stato messo sul mercato solo l'11% c.ca del capitale. Poco flottante, quanto è bastato ai maggiori azionisti per "fare soldi".

Dopo il collocamento l'azionariato risulta così composto:

Azionista
Pre-Offerta Globale
Post-Offerta Globale
Post-offerta Globale e Greenshoe
%
Finsalute
8.228.176
7.428.176
7.328.176
70,088
Furio Burnelli
816.009
816.009
816.009
7,804
Angela Bergamini
784.185
627.348
597.348
5,713
Cesare Doria de Zuliani
418.231
261.394
261.394
2,500
Lorenzo Sassoli de Bianchi
139.183
-
-
\
Daniele Ferramola
60.000
60.000
60.000
0,574
Altri azionisti
10.000
10.000
10.000
0,096
Mercato
-
1.252.857
1.382.857
13,226
Totale
10.455.784
10.455.784
10.455.784
100,00

La società non è, quindi, contendibile essendo il 70% circa del capitale sociale saldamente nelle mani di Lorenzo Sassoli de Bianchi per il tramite della Finsalute che controlla con il 98%.

Finsalute incasserà 3.520.000 euro (3.960.000 euro in caso di esercizio della greenshoe); Angela Bergamini 690.082,8 euro (822.082,8 con greenshoe), Cesare Doria de Zulini 690.082,8 euro, Lorenzo Sassoli de Bianchi 612.405,2 euro.

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Probabile, anzi quasi certo, che, benchè, non collochi nessuna azione e, quindi, non registri nessun introito, la Società si sia accollata tutti gli oneri inerenti alla procedura di quotazione.

Per quanto riguarda le Ragioni dell'Offerta si legge nel Prospetto Informativo che l'obiettivo è "dotare la Società di uno strumento finanziario disponibile per la crescita, a coinvolgere e responsabilizzare il management della Società nell'ottica di una minore personalizzazione dell'azionariato e ad incrementre la visibilità e la notorietà aziendale, anche sul mercato di riferimento della Società".

In una intervista rilasciata a "Finanza e Mercati" il 26 giugno u.s. l'attuale Amministratore Delegato (nonchè azionista di maggioranza) Lorenzo Sassoli de Bianchi ha dichiarato che la scelta della quotazione mira a "separare la struttura manageriale da quella azionaria".

Come sia possibile raggiungere questo obiettivo è, tuttavia, tutto da capire, visto che:

  • non entrano risorse finanziarie;
  • gli azionisti attuali mantengono importanti quote del capitale, nonchè, tutti i posti di comando.
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Il Consiglio di amministrazione in carica (fino alla approvazione del bilancio al 31 dicembre 2007) è così composto:

Carica  
Presidente Cesare Doria de Zuliani
Amministratore Delegato Lorenzo Sassoli de Bianchi
Amministratore Furio Burnelli
Amministratore Bontempi Pietro
Amministratore Biffi Pierluigi

E' doveroso sottolineare che nessuno dei membri del CdA è indipendente e che:

  • Cesare Doria de Zuliani è, anche, azionista con il 2,5%.
  • Furio Burnelli è, oltre che Direttore Generale regolarmente assunto e retribuito, anche azionista con circa il 7,8%.
  • Lorenzo Sassoli de Bianchi è, oltre che azionista di riferimento con il 70%, anche Direttore Marketing Strategico regolarmente assunto e retribuito dalla società.

Per quanto sopra l'auspicata separazione tra azionariato e management sembra, quindi, una "boutade" puramente formale priva di qualsiasi volontà (e/o possibilità) di attuazione.

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I risultati economici degli ultimi due esercizi hanno evidenziato:

euro/000
2004
2005
Ricavi delle vendite e prestazioni
40.843
44.410
Valore della Produzione
41.859
45.566
EBITDA
4.929
5.268
Risultato operativo
3.171
3.426
Risultato netto d'esercizio
1.674
1.872

Per il 2006 il management ritiene che i ricavi relativi all'esercizio saranno superiori a quelli del 2005, supportati dal lancio di nuovi prodotti. Da segnalare, però, che "per i prezzi medi di vendita, complessivamente praticati dalla Società, si registra un lieve incremento degli stessi".
E' da aggiungere e sottolineare che nel Prospetto è precisato:
"l'Emittente ha deciso di non includere nel Prospetto Informativo alcuna previsione o stima sugli utili". Una decisione che suscita, o dovrebbe suscitare, le più ampie perplessità nei potenziali investitori.

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Nel 2004 sono stati distribuiti dividendi per 1,255 euro/mil con un pay-out del 70%, mentre, nel 2005 anche in presenza di un aumento dell'utile del 17,4% sono stati distribuiti solo 0,941 euro/mil con un pay-out del 44%.
Nel Prospetto Informativo non è stata definita nessuna Politica relativa ai dividendi nel futuro, anche se l'attuale CdA ha intenzione di "raccomandarne la distribuzione all'assemblea qualora non vi siano specifiche necessità di investimento".

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In data 21 febbraio 2006 l'Assemblea Straordinaria degli azionisti ha conferito la delega agli Amministratori di poter aumentare a pagamento il capitale sociale riservando delle tranches di azioni al servizio di un piano di incentivazione (stock options) a favore di amministratori, dipendenti e collaboratori della Società o di future società controllate e che verranno individuati dal Consiglio di Amministrazione.

Gli azionisti di controllo hanno pensato e già votato a proprio favore, una specie di "previdenza integrativa" con un adeguato piano di stock options.

Anche se è una ripetizione, ci si chiede se per Lorenzo Sassoli de Bianchi, "padrone" con il 70%, il fine delle stock options è quello di "fidelizzarlo" e/o "incentivarlo".

La risposta è ovviamente no. Quale allora? Si può concludere che l'obiettivo è stato quello di "sottrarre" (attribuendosene) risorse al mercato ed agli azionisti di minoranza a proprio favore. Così....tanto per gradire!

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L'OPA è stata promossa esclusivamente per "far fare soldi" ai grandi azionisti, neppure "il becco di un quattrino" nella Società. Sottoscrivere "appare" come un atto di fede in un futuro non puntualizzato.