(Luglio /2006)
Stock Options
la "pacchia" è finita


Gli utili derivanti dalle plusvalenze realizzate con le stock options, dal 4 luglio non beneficiano più di una tassazione tutta illogica che premiava solo ed unicamente i "poteri" forti nella direzione delle Società e, quel che è ancora più grave, consentiva non solo agli Amministratori ma, anche, a Presidenti ed Amministratori Delegati detentori di importanti pacchetti azionari di controllo, di attribuirsi "prebende" extra con vistosi vantaggi fiscali.

Il caso Recordati è emblematico e non unico della capacità tipicamente italiana di utilizzare tutte le opportunità esistenti per pagare meno tasse.

Si è sempre detto che il fine delle stock options fosse duplice:

- fidelizzare una collaborazione qualificata;

- incentivare la redditività dei beneficiari.

Non si è mai capito come la stock options potesse fidelizzare l'azionista di controllo, nè tanto meno in quanto e come potesse indurlo ad un maggior impegno nell'espletamento del mandato stesso che (proprio in quanto azionista di riferimento) con il voto assembleare si era attribuito.

L'unica verità è che la stock option era una forma per "incassare" plusvalenze con un più che elevato risparmio fiscale in nome di quella trasparenza e gestione etica nella Governance da tutti sostenuta ma da pochi (pochissimi) attuata.

Senza offesa per nessuno e meno che mai per chi le tasse sui propri redditi le paga per intero senza avvalersi di "escamotage", si può e si deve scrivere la "pacchia" è finita.