(Maggio /2006)
Permasteelisa S.p.A.
una buona dose di pressapochismo

 

Si è già scritto in modo esauriente sul consuntivo 2005 e sugli avvicendamenti nella compagine societaria e nel top management (cifr. ns. arch: "Permasteelisa S.p.A.: molta carne al fuoco").

Ciò premesso, l'assemblea del 26 aprile u.s. merita alcune specifiche annotazioni per l'Ordine del Giorno proposto, per lo svolgimento dei lavori, per le conclusioni cui è pervenuta.

All'inizio Enzo Pavan (Presidente) dimissionario e non in prorogatio, ha aperto i lavori senza averne più i poteri.

Il tempestivo intervento di un azionista ha ripristinato la "legalità", proponendo che fosse l'assemblea ad eleggere il Presidente: così è stato.

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La discrasia fra le proposte del Consiglio e la corretta formulazione dei testi da approvare è emersa in tutta la sua evidenza fra i tempi e le modalità indicati per la nomina del nuovo Consiglio e la delibera con le nomine.

L'assemblea straordinaria, in merito al Consiglio di Amministrazione ha deliberato la modifica dell'art.12 dello Statuto decidendo:
"la società è amministrata da un Consiglio di Amministrazione composto da 3 (tre) a 11 (undici) membri" (prima era di 8 componenti).
"La nomina degli amministratori e la determinazione del loro numero spetta all'assemblea. Gli amministratori durano in carica sino a tre esercizi, sono rieleggibili, possono essere scelti anche tra i non soci. Qualora, per dimissioni o per altra causa, venga a mancare la maggioranza degli Amministratori, si intende cessato l'intero Consiglio di Amministrazione. Il Consiglio, ancorchè cessato, resta in carica per il compimento dei soli atti di ordinaria amministrazione, fino all'accettazione da parte dei nuovi Amministratori".

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L'assemblea ordinaria, sulla composizione e nomina del Consiglio (il precedente è "cessato" per le dimissioni di tutti i componenti), ha deliberato:
"di determinare - con decorrenza dalla data di efficacia della deliberazione assunta in data odierna in sede straordinaria ed avente ad oggetto la modifica del primo comma dell'art. 12 dello statuto sociale, concernente l'estensione del numero massimo di componenti del Consiglio di Amministrazione da otto a undici - in 11 il numero dei componenti del Consiglio di Amministrazione, che durerà in carica per tre esercizi, e più precisamente scadrà alla data dell'assemblea convocata per l'approvazione del bilancio relativo all'ultimo esercizio della carica che avrà termine il 31 dicembre 2008".

Con questa delibera l'assemblea ha puntualizzato che il nuovo testo dello Statuto non è immediatamente operante e che, pertanto, le nomine avranno attuazione con decorrenza dalla data di entrata in vigore del nuovo testo dello Statuto.

La nomina dei nuovi componenti del Consiglio di Amministrazione risulta così composto: Davide Croff, Giampiero Alessandrini, Giancarlo Iovino, Lucio Mafessanti, Marcello Agnoli (indipendente), Alessandro Benetton, Andrea C. Bonomi, Claudio Figini, Dimitri Goulandris, Dante Razzano, Rosario Bifulco (indipendente).
Con questa delibera l'assemblea ha totalmente disatteso che il nuovo testo dello Statuto non è operante ed ha, quindi, fissato il numero dei Consiglieri in 11, indicando i relativi nominativi.

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Senza volersi addentrare in tutte le contraddizioni della nomina dei Consiglieri in base ad uno Statuto non ancora in essere, sorprende che non siano state valutate le conseguenze che da ciò sono derivate e derivano alla corretta gestione della Società.

Da Pavan e dal notaio Filippo Zabban che lo ha assistito (anche, quale Segretario dell'assemblea), è stato fatto presente che, in attesa della regolarizzazione del nuovo Statuto e della conseguente operatività della nomina dei nuovi Consiglieri:"fino al momento dell'efficacia delle nuove nomine, resterà in carica il precedente Consiglio di Amministrazione per la sola attività ordinaria; e ciò ai sensi dell'art. 12 dello statuto sociale".

Ne consegue che la Società verrà gestita dal Consiglio dimissionario ma con poteri limitati all'ordinaria amministrazione.

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In Permasteelisa tracciare il limite fra l'ordinaria e la straordinaria amministrazione è di enorme difficoltà.
Non è chiaro se, sia pure con la limitazione dei poteri, il Presidente e gli Amministratori mantengono le deleghe o meno.

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Si è appreso dalla stampa che la gestione è stata affidata ad un triumvirato composto da Giancarlo Iovino (responsabile per l'Europa), Lucio Mafessanti (Asia e America) e Giampiero Alessandrini (Funzioni centrali).

Iovino e Mafessanti, in quanto già Consiglieri, restano in carica con poteri limitati, ma Alessandrini - la new entry - deve restare "fuori dalla porta" in attesa che con l'approvazione dello statuto possa accettare una carica che non ha.

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In buona sostanza l'avvento di Bonomi & C. non sembra essere nato con le idee molto chiare sul diritto societario almeno per quanto attiene le delibere che introducono modificazioni statutarie, nonchè, sui tempi e le modalità per la loro attuazione.

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Rammarica dover constatare che il Collegio Sindacale (Luigi Guatri - Presidente - Renato Pastorelli e Massimo Gallina - sindaci effettivi -) non sia intervenuto per evitare la situazione di "stallo" determinata da "improvvisate delibere", così come sarebbe stato suo dovere e competenza.

Con un Consiglio dimissionario, che resta in carica con poteri limitati all'ordinaria amministrazione, la vigilanza del Collegio è un atto dovuto al quale i sindaci non possono sottrarsi.

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Tutto questo:

  • per aumentare da 8 a 11 il numero dei componenti il Consiglio di Amministrazione per creare un numero di posti adeguato alla spartizione del potere all'interno della "rivista" composizione azionaria;
  • per aver voluto concentrare il tutto in un'unica assemblea senza valutarne le conseguenze.
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Nella migliore delle ipotesi di deve constatare che l'avvento di Bonomi & C. si caratterizza per una buone dose di pressapochismo.